Paolo Bonolis, intervista esclusiva: “Strumentali le voci su Avanti Un Altro”. E Il Senso della Vita guarda al web

Paolo Bonolis, intervista esclusiva: “Strumentali le voci su Avanti Un Altro”. E Il Senso della Vita guarda al web

Intervista esclusiva di Televisionando a Paolo Bonolis, ospite del Giffoni Film Festival 2011

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    Spetta a Paolo Bonolis l’onore di aprire la 41° edizione del Giffoni Film Festival: è il primo ospite a calcare il red carpet della Cittadella del Cinema per l’incontro con la stampa, prologo di una giornata di appuntamenti che lo vede alle 15 tenere lezione alla Masterclass e nel pomeriggio incontrare i ragazzi delle giurie. L’occasione è ghiotta per avere informazioni sul suo nuovo impegno quotidiano nel preserale di Canale 5 con Avanti un Altro, game show che lo vede tornare a nove anni da Tira e Molla, e per conoscere i progetti per la Primavera 2012. Noi di Televisionando l’abbiamo intervistato dopo una lunga e divertente conferenza stampa.

    La gente e le sue storie: questi gli ingredienti principali della tv di Paolo Bonolis, che anche dal Giffoni Film Festival esprime la sua idea di televisione, con un pizzico di nostalgia per una tv che sapeva stupire e che adesso ha perso questa grande capacità di sperimentare e di cercare altro. Lui, che si presenta come “padre di cinque figli e due Sanremo” dice che “dalla tv dei pionieri si è passati a quella dei coloni“, coniand6 un’etichetta perfetta per illustrare la programmazione tv di oggi: “Non si fanno più i palinsesti, io li chiamo ‘palinsisti’“dice Bonolis, ribadendo così la tendenza a copiare format, a clonare programmi, a ripercorrere solchi già tracciati.

    E’ normale che ci sia stanchezza nei confronti del prodotto televisivo: dopo dopo tanti anni di uso e di abuso diventa un prodotto che non riesce più a stupire, se non urlando e mettendosi le dita nel naso. La tv ha smesso di rinnovarsi – aggiunge Bonolis – probabilmente per paura imprenditoriale, per non lasciare il certo per l’incerto, ma quando smetti di creare stai rinnegando la tua stessa arte“. Da qui i cloni, con tanto di guerre legali tra Rai e Mediaset per la sfida tra Ballando con Le Stelle e Baila!. “Non essendoci la forza e volontà da parte di molti di sviluppare idee nuove si cerca di imboccare scorciatoie, come copiare prodotti altrui, magari non per cavalcarli, ma per distruggerli. Una volta la tv era coloniale, si cercavano territori vergini, ora invece si piantano patate.. Ma vedo con piacere che le nuove generazioni sono orientate ai nuovi mezzi“.

    Non a caso non prevede una nuova stagione di Chi Ha Incastrato Peter Pan? prima di quattro/cinque anni (a meno di imposizioni da parte di Mediaset, che non sarebbero gradite, almeno immaginiamo). “Non bisogna portare in tv la spontaneità dei bambini smorzata dall’ipocrisia degli adulti: perché Peter Pan torni, deve cambiare almeno una generazione, altrimenti si vedranno bambini che recitano a fare i bambini. Bisogna farli tornare a stupirsi, non devono diventare criceti che girano su una ruota” dice Bonolis, che fa il punto anche sulla tv dei ragazzi e su come sia cambiata negli ultimi trent’anni, dai tempi del suo Bim Bum Bam. “La tv dei ragazzi non c’è più, ormai è dispersa in un fiume di palinsesto ed è sostanzialmente a base di cartoni, il che priva i più piccoli di un riferimento alla realtà“. Torna quindi ai suoi esordi: “All’epoca Bim Bim Bam era un programma unico, ‘cattivo’, fuori dagli schemi della tv per ragazzi di allora: io non sopportavo i Puffi e con Uan facevamo finta di schiacciarli. Il pubblico apprezzava, Fininvest un po’ meno ma di fronte agli ascolti si tranquillizzò“. E ironizza sui gusti delle figlie: “La maggiore è appassionata di High School Musical e Glee, la più piccola di Dora l’esploratrice…“. E qui emerge con una battuta l’animo ‘cinico’ di Bonolis: “Ecco Dora non la sopporto, insegna a mia figlia quello che dovrei insegnarle io… non la vedo molto bene…“.

    Ma veniamo ai suoi progetti tv: c’è maretta intorno al nuovo preserale per Canale 5, Avanti un Altro e alla domanda scatta una risatina sarcastica che testimonia le difficoità che sta incontrando il progetto, previsto comunque nel palinsesto auatunnale dell’ammiraglia Mediaset. Si farà? “Dovrebbe… vedremo… io vorrei che fosse divertente, che stupisca e con qualcosa che coinvolga anche i bambini” si limita a rispondere Bonolis, che non entra nel merito delle voci relative ai dissapori sul format, se non per bollarle come “messe in giro da chi non vuole che il programma si faccia“. Ma il succo della questione sembra perfettamente espresso in una sua risposta, apparentemente ‘criptica’: “Vediamo se quelli con cui inteloquirò saranno coloni o pionieri“. Fuor di metafora se avrà a che fare con chi mira a tornare a una tv capace di scoprire luoghi inesplorati o se preferisce fermarsi dov’è e “dedicarsi a piantare patate nel suo campo” dice Bonolis.

    Per la Primavera, invece, sembra non ci sia ancora nulla in ballo: di certo non ci sarà una nuova stagione de Il Senso della Vita in prima serata. A detta di Bonolis “le fregnacce” scritte dai giornalisti sui cattivi risultati del programma (chiuso però con una settimana di anticipo) hanno finito per mettere insecondo piano gli ottimi dati di ascolto: “Fare il 14-15% in prima serata con un programma del genere è tantissimo, diverso sarebbe se parlassimo di varietà“. Ma il futuro de Il Senso della Vita potrebbe incrociarsi con i nuovi media: una versione multipiattaforma sullo stile di quanto testato con Tutti in Piedi?o Raiperunanotte?. “Non lo so, non abbiamo ancora pensato a nuove forme, ma prima o poi Il Senso della Vita andrà su altri media: paradossalmente la tv è il mezzo meno adeguato per quella trasmissione. La tv ha ritmi e necessità che stridono anche col titolo” dice Bonolis.

    Per il resto la chiacchierata con Bonolis è frizzante e divertente: parla del suo rapporto con Luca Laurenti (“E’ biologico che prima o poi ci si divida, uno dei due morirà…” scherza Bonolis, che non trova nessuna ragione per interrompere il sodalizio con Laurenti), scherza sul maghetto Harry Potter (“Tutti siamo un po’ Harry Potter: chi non è stato adolescente con una bacchetta in mano…“) e infine chiosa con una nota un po’ meno leggera in merito alla situazione della Rai.

    La gente scappa dalla Rai? Beh, in realtà si sta solo spostando, ma per questioni di matrice diversa da quella televisiva, la matrice è politica. Io non ho né amici, né nemici. Io mi stupisco solo del fatto che ci si stupisca della situazione della Rai: tutti sanno come funziona in Rai, conoscendo peraltro la natura umana, e quando me ne allontanai, nel 2005 (all’epoca dello scontro per Affari Tuoi, ndr) dissi esattamente le stesse cose che si dicono adesso. Non è un caso se un prodotto come Striscia la Notizia non è imitabile, sulla Tv di stato politicamente non proprio possibile. Il problema, però, non è che le cose accadano, è che si lasciano accadere“. Indiscutibile.

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