Paolo Bassetti (Endemol): “In Italia non c’è posto per la sperimentazione tv”

Paolo Bassetti (Endemol): “In Italia non c’è posto per la sperimentazione tv”

Paolo Bassetti parla di format, televisione e nuove frontiere per la sperimentazione di programmi televisivi

    Paolo Bassetti (foto La Stampa)

    Paolo Bassetti, gran capo di Endemol, fa il punto sul rapporto tra format e tv generalista. Un rapporto che complica la vita ai creativi, visto che la tv generalista in chiaro non ama rischiare e destina budget sempre più limitati a programmi che peraltro devono essere “sicuri” e di successo. La speranza? Le nuove formule tv, dal cellulare a Internet, dove si può rischiare qualcosa in più, e soprattutto un sogno, accorciare la prima serata.

    Intervistato da Paola Comazzi per La Stampa, Paolo Bassetti - presidente e amministratore delegato di Endemol Italia - fa un bilancio della stagione tv che si sta concludendo, lanciando per il prossimo anno alcuni immancabili appuntamenti, dal Grande Fratello 9 ad Affari Tuoi, per il quale si sta cercando un nuovo conduttore dopo l’abbandono di Flavio Insinna, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

    Innanzitutto il punto della situazione per il mercato dei format che in Italia soffre per due motivi: da una parte la scarsa tendenza delle tv generaliste di rischiare, dall’altra l’accanimento della stampa per i format che non decollano. “Tutto questo nei Paesi angolasassoni non avviene, quindi è più semplice sperimentare – dice Bassetti – per fortuna si stanno aprendo nuovi sbocchi con la telefonia cellulare e con la tv via satellite. Abbiamo creato il primo canale broadband, Tv Bonsai. C’è un futuro magmatico davanti a noi, difficile da prevedere. Le reti generaliste anche in futuro godranno di buona salute: però è indispensabile fare programmi di prima serata più corti“. Già, il problema della prima serata che ha ormai inghiottito anche la seconda è uno dei fattori più evidenti degli ultimi anni televisivi, ma, come ricorda lo stesso Bassetti, sono proprio le reti e i produttori a non volervi rinunciare. “Entrambi ne traggono benefici: una prima serata breve è più dispendiosa. Allungandola, le reti coprono anche la seconda serata e ammortizzano i costi, mentre i produttori hanno programmi con migliori performance.

    Però così sparisce la seconda serata, e con lei lo spazio per sperimentare. Lancio una proposta: discutiamo insieme sulla opportunità di condividere l’orario del prime time. La contraddizione è pesante soprattutto per la Rai, continuamente divisa tra spirito commerciale e quello di servizio pubblico”. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di “finanziare un canale con la sola raccolta pubblicitaria e svincolandone uno dei tre dalla pubblicità e dall’obbligo di fare ascolti”. Proposta di difficile realizzazione, ma a proporre non si sbaglia mai.

    Per quanto riguarda i format, Bassetti risponde all’accusa di aver unificato il ‘pensiero tv’ introducendo sul mercato italiano format diffusi in tutto il mondo: “Da sempre si comprano i format: Lascia o Raddoppia era tratto da The 64.000 Question. Un posto al sole è un format. All’estero il mercato dei format è in continua crescita, solo in Italia viene demonizzato. Per noi è un vanto aver venduto all’estero la versione italiana di Affari Tuoi, e aver elaborato e realizzato per primi nel mondo Soliti Ignoti e 50-50. La tv però è anche informazione e approfondimento, realizzati dalle reti con il loro controllo editoriale. Su intrattenimento e fiction è giusto avvalersi anche dell’esperienza dei produttori indipendenti”. Anche per questo i reality non moriranno: nonostante gli inizi non proprio esaltanti, dovuti per Bassetti anche alla collocazione del lunedì, nella quale il pubblico è abituato a film e fiction, Grande Fratello tornerà nella prossima stagione con il nono capitolo della saga, così come Affari Tuoi, che continuerà nonostante “gli assalti di Striscia volti solo a far chiudere il programma che non ha nulla di taroccato”.

    Ma nonostante Paolo Bassetti sia a capo della maggiore società di format del mondo occidentale, c’è qualcosa che invidia al suo rivale tutto italiano, Giorgio Gori, presidente della Magnolia e riguarda proprio la possibilità di sperimentare: “A Magnolia invidio la possibilità di lavorare da anni, da sola, su RaiDue, una rete che ha il budget per poter sperimentare programmi rivolti soprattutto al target dei giovani. Proprio i prodotti sui quali punta Endemol”.

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