Paola Cortellesi: “Zelig ambiente ideale”

Paola Cortellesi: “Zelig ambiente ideale”

Paola Cortellesi non entra nella polemica lanciata da Vanessa Incontrada su Zelig, ma dichiara che Zelig è l’ambiente ideale

    Paola Cortellesi Zelig

    Per me Zelig è l’ambiente ideale, non è maschilista”: così Paola Cortellesi risponde indirettamente alle accuse lanciate qualche giorno fa da Vanessa incontrada al cabaret di Gino e Michele. “Non ho letto l’intervista della Incontrada – aggiunge la Cortellesi - ma per esperienza so che vanno prese con le molle”. Precisa, però, di conoscere Vanessa “solo professionalmente, non personalmente”. E su una sua seconda edizione al fianco di Claudio Bisio Paola non si sbilancia, limitandosi a un “credo di sì”. Ma ci tiene a precisare che è Bisio “l’unico mattatore di Zelig”.

    Paola Cortellesi sembra sinceramente stranita dalle accuse di maschilismo e ostracismo denunciate nei giorni da Vanessa Incontrada nei confronti di Zelig, oggetto di una dura intervista rilasciata a Vanity Fair. Non ufficializza una sua seconda stagione alla corte di Gino e Michele.
    ‘Glissa’ con savoir faire rispondendo alle domande poste in conferenza stampa al Giffoni Film Festival, dove come tradizione ha incontrato le giurie, puntando piuttosto a un generico giudizio sull’importanza che ricopre denunciare comportamenti o atteggiamenti maschilisti: “Prima il divario tra uomo e donna era netto, ora è subdolo. Non conosco la soluzione ma mi fa piacere che se ne parli”.

    Intanto si pensa a una seconda edizione di Zelig, cui ha portato una ventata di freschezza: “Zelig è un varietà sui generis che definirei una rassegna di comici. Mi è stato chiesto di portare un pochino di varietà in più e l’ho fatto con piacere”. E le sue parodie cinematografiche in stile musical sono stati uno dei punti forti dello scorso Zelig.

    Si torna anche sul suo passato televisivo, soprattutto su Non Perdiamoci di Vista, show che portò su RaiTre qualche anno fa, spesso ‘bollato’ come di scarso successo. “Non è vero che è andato male – si difende la Cortellesi – anche perché non era un programma facile: abbiamo fatto il miglior show che la rete ci permetteva di fare.

    Non ci si rende conto che la cosa più importante non sono i numeri, ma la possibilità di sperimentare che resta sempre una grande ricchezza”.

    Nonostante i suoi esordi da cantante (“A 16 anni giravo per pianobar, ma non ho sentito scattare dentro di me ‘il fuoco sacro’ della musica, mi sono resa conto di non avere qualcosa da dire“), la sua vocazione resta quella attoriale. Risponde così ai giurati che le chiedono del ‘mestiere dell’attore’: “Fare l’attore è un mestiere nello stesso tempo democratico e non democratico nello stesso tempo: non è democratico perché non basta essere bravo se non sei la persona che stanno cercando;è democratico perché quando lo fai conti solo tu, è il pubblico che decide se lo sai fare“.

    E mentre Massimiliano Bruno, regista dei suoi ultimi due film è al lavoro su una nuova sceneggiatura (“A meno che non cada un meteorite continueremo a lavorare insieme. Se non in questo film nel prossimo” dice sicura la Cortellesi), lei e Valerio Mastrandrea si sono concessi un cameo nella prossima stagione di Tutti Pazzi per Amore. “Ho girato una sola puntata – ha detto la Cortellesi – ma trovo Tutti Pazzi per Amore un bell’esempio di fiction innovativa. Se me la proponessero direi di sì”. Publispei è avvertita.

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