Olimpiadi 2008 su YouTube per i Paesi ‘senza tv’

Olimpiadi 2008 su YouTube per i Paesi ‘senza tv’

Su YouTube la sintesi delle gare olimpiche per i Paesi senza diritti digitali

    Olimpiadi Pechino su YouTube

    Il Comitato Olimpico Internazionale e Google hanno firmato un accordo per mettere su YouTube le sintesi delle gare delle Olimpiadi di Pechino 2008, al via oggi alle 20.08 in Cina (le 14.08 in Italia, diretta RaiDue). L’accordo però riguarda solo i Paesi che non hanno acquistato i diritti digitali delle trasmissioni olimpiche. Noi non ne protremo godere, quindi, ma è pur sempre un’opportunità per quanti sono rimasti fuori dai circuiti ‘tradizionali’.

    Su www.youtube.com/beijing2008 saranno disponibili a partire da oggi le sintesi delle principali gare olimpiche per 77 Paesi di Asia, Africa e Medio Oriente che non hanno acquistato i diritti digitali o che li hanno acquistati senza esclusiva. Questo accordo permetterà dunque di diffondere le immagini delle Olimpiadi 2008 anche in quelle zone in cui, altimenti, le gare non sarebbero state visibili.

    L’accordo, ovviamente, non riguarda l’Italia: se provate, difatti, ad andare sull’indirizzo indicato in alto, una banda rosa in cima alla pagina (quella di solito riservata alle ‘brutte notizie’) vi avviserà che il servizio non è disponibile nel nostro Paese. In ogni caso si tratta di un bel passo in avanti nei rapporti tra ‘media’ tradizionali e nuovi media che acquista un valore aggiunto considerato anche che le Olimpiadi 2008 si tengono in Cina, uno dei Paesi più ‘severi’ e censori nei riguardi del web.

    Insomma YouTube, grazie anche all’aperura del Cio, si appresta a svolgere un vero servizio di ‘democrazia’ dei contenuti, sebbene mediato da accordi internazionali e con la benedizione dei media tradizionali.

    Noi lo leggiamo come un segno incoraggiante, sebbene molti altri possano vedervi un’ulteriore limitazione delle possibilità del mezzo. Ma di fronte a cause milionarie, come quella recentemente intentata da Mediaset per sfruttamento illecito dei propri contenuti audiovideo, ci sembra positivo che YouTube trovi una propria legittimità ‘istituzionale’, uscendo un po’ fuori dalla ‘clandestinità’. Noi lo consideriamo un primo passo verso un vero sovvertimento dell’ordine mediatico costituito. Voi che ne dite?

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