Nuovo stop nelle trattative tra le majors e gli attori

Nonostante sia stata “bacchettata” dall’AMPTP per lo stallo delle trattative, la SAG non indietreggia neanche un po’ da quelli che ritiene essere i suoi “punti chiave”

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    (Foto tratta dal Boston Herald)

    Nonostante sia stata “bacchettata” dall’AMPTP per lo stallo delle trattative, la SAG non indietreggia neanche un po’ da quelli che ritiene essere i suoi “punti chiave”.

    Venerdì il sindacato degli attori aveva diffuso un comunicato sottolineando la sua preoccupazione su una non riuscita a breve delle trattative (che riprenderanno domani), sicuramente non entro la fine di giugno, visto il non accordo su otto punti chiave (compensi per gli attori, contributi per la pensione e sulle cure mediche per gli impiegati, residuals per i DVD, protezione sugli abusi delle opere, preservazione delle protezioni in caso di forza maggiore, uso e guadagni dai nuovi media) rischia di far saltare il tutto.

    Nessuno dei punti chiave è una sorpresa, visto che già nei giorni scorsi queste ‘aree di interesse’ erano state usate per far campagna contro l’accordo dell’AFTRA, quando la SAG aveva invitato i membri appartenenti ad entrambi i sindacati a votare no nelle votazioni di ratifica dell’accordo del sindacato degli artisti di radio e tv: “Continuiamo a restare uniti per raggiungere un accordo che benefici tutti gli attori, e vi invitiamo a non farvi distrarre dalle nostre trattative da altri fattori ad esse estranei, non importa da dove vengano. Vi chiediamo di prendere posizione, e di farlo fortemente in nostro favore”.

    Nell’attesa di novità, e segnalandovi di nuovo il rischio concreto di un nuovo sciopero, riportiamo, per completezza, anche le dichiarazioni delle majors: “Siamo arrabiati e scoraggiati nel vedere che ad appena 18 giorni dalla scadenza del contratto, scriveva due giorni fa l’AMPTP, la direzione della Sag afferma che è improbabile che si firmi un accordo entro il 30 giugno. Augurandoci che questo non significhi che gli attori hanno intenzione di paralizzare l’industria televisiva e cinematografica, qualunque tentativo di spostare le trattative al 30 giugno sarebbe un ‘disservizio’ a sfavore di chi in quest’industra lavoro. L’incapacità della SAG di raggiungere un accordo, concludono i produttori, sta portando ad uno sciopero ‘de facto’, che impedisce il via libera alle nuove produzioni sia televisive che cinematografiche”.