Non è mai troppo tardi, Claudio Santamaria è il maestro Manzi nella fiction di Rai Uno

Non è mai troppo tardi, Claudio Santamaria è il maestro Manzi nella fiction di Rai Uno

    Claudio Santamaria, anche ospite del prossimo Festival di Sanremo 2014, sarà a fine febbraio sugli schermi di Rai 1 con Non è mai troppo tardi di Giacomo Campiotti, fiction in cui interpreta lo ‘storico’ maestro Alberto Manzi: una fiction che Rai1 proporrà lunedì 24 e martedì 25 febbraio in prima serata alle 21.10, pensata per festeggiare i 60 anni della tv e rendere omaggio a un personaggio mitico.

    Alberto Manzi è il ‘maestro d’Italia’ per eccellenza: scelto per presentare il programma Non è mai troppo tardi, andato in onda dal 1959 al 1968 e concepito come strumento di ausilio nella lotta all’analfabetismo. Il maestro diventò famosissimo riproducendo lezioni da scuola elementare (scriveva in lettere semplici e disegnava il soggetto) e, in poche parole, fu il volto di una tv che oggi farebbe ‘ridere’ solo a pensarci (non fosse altro per la bruttezza di alcune trasmissioni), una tv che voleva educare e acculturare.

    La Rai ha deciso di rendere omaggio al ‘Maestro’ con una fiction di due puntate, sceneggiata da Monica Zappelli e Claudio Fava e realizzata da BiBi Film per Rai Fiction: nelle due puntate ci verrà raccontato il Manzi pubblico , ma anche privato, quello che appena ventenne, nei giorni della ricostruzione, fu assunto come insegnante in un carcere minorile di Roma, riuscendo dove altri prima di lui avevano fallito. Appuntamento in prima serata con ‘Non è mai troppo tardi’, in onda in prima serata il 24 e 25 febbraio, per la regia di Giacomo Campiotti, con Nicole Grimaudo (è la prima moglie del protagonista, Ida), Gennaro Mirto, Francesco Marchioro, Giorgio Colangeli, Emanuela Grimalda, Edoardo Pesce, Andrea Tidona, Lucia Mascino e Roberto Citran.

    Diceva Santamaria in occasione della conferenza stampa di presentazione:

    Ai miei occhi Manzi è una specie di supereroe, un rivoluzionario che ha lottato per dare dignità alle persone. Per lavorare sul personaggio, ho cercato informazioni, ho visto interviste, ho parlato con la seconda moglie di Manzi. Lei mi ha raccontato che, quando voleva vantarsi, il marito diceva che i suoi metodi di insegnamento erano avanti di 50 anni; io credo che lo fossero di 100, perché mi sembrano innovativi anche oggi. Manzi si rifiutava di dare voti, incoraggiava la collaborazione tra gli studenti, le sue classi erano diverse dalle altre‘.

    Intervistato da Repubblica nei giorni scorsi, il protagonista confessava:

    ‘Ero consapevole della responsabilità, in diversi punti della sceneggiatura mi sono anche commosso: Manzi voleva una società migliore, cercava di dare dignità alle persone attraverso il sapere, sognava una scuola che insegnasse a diventare cittadini.

    Oggi tutto questo è sparito. Mi sono documentato ma non ho fatto un lavoro d’imitazione, ho cercato di restituire l’umanità. Manzi aveva grande rispetto per chi lo guardava. Oggi il rispetto si è perso’.

    Guarda la tv?

    ‘Non per fare lo snob, ma poco. Anche perché non ho il televisore. Quello che m’interessa lo guardo su Internet, in streaming. Però certe serie le ho seguite tutte da Breaking bad a Twin Peaks: non c’è una parola sprecata’.

    E a Io Donna, ancora prima, ha rilasciato parole amare:

    ‘Ho visto la fiction con mio figlio diciassettenne, gli sembrava un altro mondo. Quella qualità televisiva si è persa per sempre, purtroppo. Oggi i vecchietti al massimo sognano di andare da Maria De Filippi’.

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