Non è la Rai torna in tv? Il nuovo che avanza…

Non è la Rai torna in Tv: l'ipotesi non è peregrina, ma ci si domanda che senso abbia, a 15 anni dalla sua ultima puntata

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    Si parla da tempo di un ritorno in tv di Non è La Rai, programma cult degli anni ’90 che ha scomodato sociologi, mass mediologi e semiotici interrogatisi per mesi non solo sul fenomeno Ambra Angiolini, ma soprattutto sul modello di protagonismo televisivo che la banda di ragazzine scalmanate in micropants e minigonne fornivano alle coetanee che ne erano sfegatate fans. Un fenomeno di costume che ha lasciato strascichi sulle generazioni degli anni ’80 e che ora potrebbe ‘tornare a far danni’: Gianni Boncompagni non smentisce i rumors di un ritorno in palinsesto.

    Intervistato dal quotidiano free EPolis, Gianni Boncompagni non ha escluso l’ipotesi di un ritorno di Non è La Rai in tv: “Può darsi, lo dicono in tanti. Certo replicare una trasmissione che ha fatto epoca, con le ragazzine che all’uscita da scuola seguivano il programma sui televisorini portatili, sarebbe difficilissimo. Chi guardava Non è la Rai allora la seguirebbe anche oggi. E poi ci sono le nuove generazioni. La trasmissione, con i suoi provini e la magia del Palatino, ha un marchio di fabbrica inconfondibile“.

    Così parlò il Deus ex machina di una trasmissione a sostanziale costo zero capace di incollare ogni giorno milioni di ragazzine (e ragazzini) su Italia 1 nella fascia post-prandiale: un fenomeno di massa in onda dal 1991 al 1995 che ebbe nell’allora 15enne Ambra Angiolini il suo simbolo. Lei e l’auricolare con cui veniva guidata da Boncompagni (sorta di autore ‘istantaneo’) fecero epoca nella tv italiana e crearono un caso socio-mediatico che solo la prima edizione del Grande Fratello potè scalzare dalla memoria collettiva.

    Anche per Non è la Rai gli ‘opinion leaders’ italiani si divisero in apocalittici e integrati, tra coloro che vedevano il programma (a basa di adolescenti pronte a tutto per un primo piano) come un’istigazione alla vacuità televisiva e chi lo osannava come l’ultima frontiera del format innovativo.

    Ma a 15 anni di distanza dall’ultima puntata (di cui vi abbiamo proposto un estratto nel video di apertura) ci si domanda che senso abbia riportarlo in tv: l’effetto ‘nostalgia’ per chi in quegli anni era adolescente è certo (con conseguente zoccolo duro di ascolti), ma ormai quelli di oggi possono attingere ad un ampio bacino di reality e talent per dare sfogo alla propria voglia di ‘essere qualcuno’ e in più possono contare su un palcoscenico ampio e aperto 24h come YouTube. Inoltre, se prima poteva essere letto come un programma innovativo (almeno per alcuni) per linguaggio e format, ora il suo recupero sembra l’ennesimo segno di resa dell’autorialità tv, ormai privo di idee, o meglio degli ‘editori’ tv, sempre meno propensi a tentare qualcosa di nuovo.

    Voi che ne pensate?