Nomine Rai, accordo Lega-Pdl per ‘lottizzare’ Tg1 e Tgr?

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    Bagarre politica intorno alle nomine in casa Rai: niente di nuovo, direte, e concordiamo con voi, tanto più che all’odg del prossimo CdA Rai, slittato al 31 gennaio causa ‘trattative ancora in corso’, c’è la nomina del sostituto di Augusto Minzolini alla guida del Tg1. E non solo: si cerca, infatti, anche un nuovo direttore per la Testata Giornalistica Regionale. Come noto, il Dg Lorenza Lei vorrebbe prorogare l’interim ad Alberto Maccari e lasciarlo al Tg1 almeno fino a giugno, ma il CdA è spaccato. L’obiettivo comune, almeno sulla carta, è di trovare un’intesa unanime. Secondo Giulietti, però, nella notte Pdl e Lega Nord avrebbero trovato un accordo per ‘spartirsi’ e equamente le testate giornalistiche in ballo.

    Mi assumo tutta la responsabilità di quello che dico e spero di essere smentito subito dalla Rai e dalle persone coinvolte: è stata raggiunta questa notte un’intesa tra la Lega e il Pdl, che poi qui fanno finta di litigare, per procedere nella prossima seduta del CdA, costi quel che costi, a nominare per un anno ulteriormente l’attuale direttore del Tg1 Maccari, già in pensione, e a nominare un direttore della Lega che si chiama Casarin alla Tgr, con due condirettori del centrodestra‘: così Beppe Giulietti di Articolo 21 ‘denuncia’ a Radio Radicale l’ennesimo caso di ‘lottizzazione’ politica dell’informazione Rai in vista del CdA del prossimo 31 gennaio nel corso del quale dovrà essere indicato un sostituto per Minzolini al Tg1 e più dovranno essere sciolte diverse nomine ancora in sospeso.

    Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: mentre il segretario del PD Pierluigi Bersani continua a ripetere che il suo partito non parteciperà a spartizioni di stampo politico per la gestione della Tv di Stato, auspicando una rapida riforma da Monti, Carlo Rognoni, responsabile del Forum Pd per la Riforma del sistema radiotelevisivo, afferma in una nota che, se fosse confermata l’indiscrezione di Giulietti ‘in Rai avremmo toccato il fondo, anzi raschiato il fondo del barile. ‘Io ti do Maccari che piace a te del Pdl alla direzione del Tg 1, per un anno’. Poco importa che sia in pensione. E ‘io allora in cambio di do Casarin che piace a te della Lega Nord alla direzione dei Tg regionali‘. Un vero e proprio ‘accordo vergogna‘, lo definisce Rognoni, che lo legge come colpo di coda di Pdl e Lega a due mesi dalla scadenza del CdA Rai, insomma ‘un’ultima spartizione di potere in Rai fra alleati‘ prima del rinnovo del consiglio di amministrazione e magari di una riforma della governance annunciata dal premier.

    Sia Giulietti che Rognoni chiedono l’intervento del Presidente della Rai Paolo Garimberti, contrario peraltro e qualsivoglia forma di ‘precariato’ alla guida del Tg1 e desideroso, piuttosto, che si arrivi a una scelta condivisa da tutte le parti in causa per una stabile direzione del Tg dell’Ammiraglia. Rognoni, inoltre, si dice convinto che di fronte a una ‘combine’ del genere Lorenza Lei farà sentire la sua voce: ‘Immagino che anche se Pdl e Lega hanno firmato questo patto scellerato, sarà il direttore generale Lorenza Lei ad avere la forza e il coraggio di opporsi. Le proposte in Cda alla Rai devono sempre essere fatte dal direttore generale. Non dai consiglieri, neppure dalla maggioranza del consiglio‘, scrive sempre nella sua nota Rognoni.

    Ma c’è un altro punto che agita le acque: le opposizioni, come si diceva, vogliono una nomina all’unanimità e annunciano battaglia nel caso in cui si dovesse arrivare a una decisione a maggioranza, tanto più se nel consiglio sarà presente Antonio Verro, consigliere in carica ma attualmente anche parlamentare. Una situazione che le opposizioni ritengono inaccettabile e sulla quale deve ancora pronunciarsi la Commissione per le Incampatibilità. ‘E’ un’occupazione militare assoluta e si è detto ad Antonio Verro di presentarsi al voto e se è necessario di votare anche 5 contro 4‘, ha aggiunto Giulietti chiedendo di essere smentito.

    Sul piede di guerra anche il segretario dell’Usigrai Carlo Verna, che annuncia una ‘dura battaglia sindacale se per il Tg1 e per la TgR ci saranno soluzioni a colpi di maggioranza in cui decisivo risulti il voto del consigliere-parlamentare Verro‘.

    Come sempre in Rai non ci si annoia.