Niente Matrix per Silvio Berlusconi, puntata cancellata

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    Berlusconi e Mentana a Matrix

    La tanto attesa e annunciata partecipazione di Silvio Berlusconi nella puntata di Matrix sulle intercettazioni telefoniche è saltata. Lo ha annunciato pochi minuti fa Enrico Mentana.

    Con una nota, Palazzo Chigi ha fatto sapere al conduttore che non “è opportuna” la partecipazione del premier alla puntata speciale di Matrix concentrata sulle intercettazioni telefoniche che stanno alimentando il caso RaiFiction. “Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni, che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l’attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell’azione di governo”. Questa le parole con le quali Silvio Berlusconi ha messo fine ad un’attesa che reso la giornata febbrile, con l’ipotesi dell’assenza del premier negli studi di Canale 5 sempre più concreta.

    Per Mentana “è un vero peccato, un’occasione perduta ma sarebbe stata peggio un’occasione onorata solo a metà”, questo il signorile commento del conduttore che ora si trova a spasso, dopo aver preparato una puntata al fulmicotone e dopo aver dichiarato ieri, con orgoglio, che non sarebbe stato il megafono del leader del PdL.

    Con la notizia dell’assenza di Berlusconi a Matrix si intensificano anche le voci di nuove intercettazioni telefoniche che coinvolegrebbero anche alcune ministre. Immediato il collegamento con Mara Carfagna, che però ha liquidato l’intera faccenda intercettazioni con un lapidario: “Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo”.

    In attesa di queste presunte nuove intercettazioni infuria la querelle politica sulla legge sulle intercettazioni. Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, commenta la misura anti-intecettazioni al vaglio del Governo come un “attentato” al diritto d’informazione dei cittadini e richiama in causa il caso Clinton-Lewinsky. “Credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca – ha detto Donadi a Radio Radicale – se poi quest’uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini ad essere informati. Negli Usa Bill Clinton è stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky. Credo sia stato giusto che gli americani abbiano potuto conoscere la morale del loro massimo rappresentante politico”.

    L’ombra della tresca sentimentale sembra allungarsi sulla vicenda delle intercettazioni a suon di raccomandazioni e intrighi politici per far cadere il Governo Prodi. Sinceramente il cotè gossipparo non ci interesserebbe molto, finirebbe per distogliere dalle ben più dense manovre politico-televisive. Non mancheranno aggiornamenti sulla questione, mentre per stasera Canale 5 potrebbe decidere di riportare in prima serata I Tudors – Scandali a Corte. Dato il sottotitolo si resterebbe in tema.