Nicoletta Mantovani a Che Tempo Che Fa:”Sono qui per difendere Luciano”

L'intervista di Nicoletta Mantovani a Che Tempo Che Fa

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    Nicoletta Mantovani a Che Tempo Che Fa:”Sono qui per difendere Luciano”

    Ha parlato senza reticenze e con la pacatezza che la contraddistinge Nicoletta Mantovani, che ha rilasciato ieri a Che Tempo Che Fa la sua prima intervista dopo la morte del marito, Luciano Pavarotti.

    “Sono qui per difendere la memoria di Luciano, che non può più farlo, e per tutelare nostra figlia Alice”: queste le prime parole di un colloquio portato avanti con la voce rotta da una commozione sommessa, che ha coinvolto il conduttore, e amico, Fabio Fazio. In alto l’inizio della trasmissione.

    Si entra subito in medias res, con la Mantovani che si scusa con il pubblico, “perchè venire in tv per parlare di fatti personali è sgradevole”, ma che afferma subito dopo di essersi decisa ad intervenire per tutelare la memoria del marito scomparso. “Fin quando se la sono presa con me ho sempre lasciato correre”, ma le offese rivolte a Luciano, le insinuazioni sulla sua presunta incapacità di intendere negli ultimi giorni di vita, l’hanno spinta a parlare. Lo fa anche per la piccola Alice, cui Nicoletta farà vedere un giorno tutte i dvd e i materiali su un padre del quale potrà conservare pochi ricordi personali e che le permetteranno di ricostruirne la vita. “Se un giorno Alice dovesse leggere tutto quello che è stato scritto sui suoi genitori in questo periodo, sul padre dipinto come incapace di intendere e di volere e sulla madre che lo plagia per i propri interessi, almeno saprebbe, vedendo la registrazione di questa puntata, che ho reagito”.

    Chiarisce immediatamente che i rapporti con le figlie di Luciano sono ottimi, che tutta la famiglia è impegnata per far sì che le sue volontà vengano pienamente rispettate, e tra queste, la più importante, è che tutti vadano d’accordo, cosa per la quale si era sempre battuto. Mai si sarebbe aspettato che le sue questioni private fossero rese pubbliche in maniera così immediata e inopportuna, dai debiti alle vicende testamentarie. “Era troppo buono – ricorda Nicoletta – per immaginare una cosa del genere”.

    Inoltre, toccando per un attimo le affermazioni fatte da alcuni amici del tenore sulla crisi matrimoniale, sulla sua intenzione di separarsi dalla giovane moglie, Nicoletta sottolinea come Pavarotti non avesse certo peli sulla lingua e se avesse avuto tale desiderio non avrebbe perso tempo a dirlo e a procedere. “Un bel silenzio non fu mai scritto”, era uno dei motti del tenore, che ha sempre guidato la condotta estremamente riservata della coppia, e che avrebbe dovuto ispirare anche coloro che si sono lasciati andare a esternazioni irrispettose ed offensive.

    Fazio a questo punto incalza, con evidente intento provocatorio verso i molti che si non fatti portavoce dei veri sentimenti di Luciano Pavarotti domandando alla moglie “Chi erano gli amici veri di Luciano?”. E si ritorna all’infanzia modenese, al team della briscola con il quale il tenore trascorreva interi pomeriggi. Non una parola sul medico di Luciano, sua moglie e il loquace notaio (richiamato formalmente dal Garante per la Privacy e raggiunto dagli avvocati della Mantovani) che hanno dato vita alla querelle post mortem, ma la loro presenza è aleggiata fortemente nel corso dell’intera intervista.

    Nicoletta spera che queste polemiche si spengano presto, anche perchè non c’è nessuna voglia da parte dei diretti interessati (le due famiglie del tenore, descritte come frutto di “due vite piene d’amore”) di portarle avanti. tanto più che, chiarisce, il valore dei beni contenuti nel famigerato trust americano saranno conteggiati a fini patrimoniali e saranno quindi suddivisi tra gli eredi. Punto. La volontà che la casa newyorkese rimanesse a Nicoletta è strettamente legata alla sua malattia per la quale è in cura da anni presso un centro specializzato proprio a New York. “Non c’è niente di vergognoso nell’essere malati” – afferma Nicoletta, confermando pubblicamente di essere affetta da sclerosi multipla. “L’abbiamo scoperto dopo solo sei mesi dall’inizio della nostra relazione, 13 anni fa. Non sarei voluta diventare un peso per lui, sempre in viaggio, preso da mille impegni, e ho tentato di tirarmi indietro. Ma mi ha immediatamente fermato dicendomi che se il giorno prima mi amava ora mi adorava”. Vediamo altro spezzoni dell’intervista.

    La conversazione è proseguita tra aneddoti divertenti, con cui si è ricordato il carattere gioviale del tenore, il suo modo di trattare tutti nello stesso modo, da Bush e Kofi Annan al team della briscola, la sua generosità con tutti, ricambiata con affetto dal mondo intero che gli ha reso omaggio. Non si aspettava tanta partecipazione Nicoletta, che immagina che stesso Pavarotti avrebbe commentato con “Troppa roba! Troppa roba!”. Ma è tempo di chiudere, annuciando un’iniziativa per la prossima estate in collaborazione con Franco Zeffirelli, un progetto sulla lirica cui dovrebbe legarsi una mostra su Luciano, che probabilmente girerà il mondo. Così Nicoletta ricorda il ‘suo’ Luciano. E dice basta alla televisione, “non ci andrò più”.