Nicola Savino: ‘Boss In Incognito 4, edizione attenta alle emozioni. Sanremo? Sarebbe prematuro’ [INTERVISTA]

Il conduttore del format targato Endemol Shine Italia, in onda su Rai 2, sarà anche al timone del DopoFestival 2017

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    Nicola Savino: ‘Boss In Incognito 4, edizione attenta alle emozioni. Sanremo? Sarebbe prematuro’ [INTERVISTA]

    Nicola Savino ritorna nel prime time di Rai 2 con Boss in Incognito, il format targato Endemol Shine Italia giunto alla sua quarta edizione. Doppia conduzione, dunque, per il padrone di casa di Quelli che il calcio, che, dopo la puntata speciale andata in onda lo scorso 28 dicembre, accompagnerà i telespettatori in un viaggio all’interno delle aziende dei Boss che, settimana dopo settimana, racconteranno uno spaccato del mondo del lavoro nostrano.

    Televisionando ha intervistato Nicola Savino in vista della prima puntata ufficiale della quarta stagione per scoprire qualcosa in più sulla nuova edizione, a partire dalle storie e dai loro protagonisti.

    Quali sono le novità di Boss in Incognito?

    Sarà un’edizione molto attenta alle emozioni. Come sempre, un viaggio all’interno del mondo del lavoro. Ha varie venature, qualcuna molto divertente. C’è sempre il re nudo, cioè l’amministratore delegato di grandi aziende, che si traveste anche in maniera buffa per rendersi irriconoscibile. E’ interessante, curioso e divertente, perché veramente il Boss si mette a raccogliere pomodori o si rende conto di piccole cose che non vanno e che magari nessuno aveva capito prima. Poi ci sono i tutor, cioè gli operai che lavorano a fianco del Boss, che, senza sapere, durante la pausa caffè, si confidano e lì vengono fuori le storie che ognuno di noi ha. Ovviamente gli autori hanno anche lavorato per selezionarle e sono storie di vita, non sempre facili, sicuramente ci sono grandi e piccole ferite del passato: distanza da casa, dai figli; è la storia dell’Italia di questo periodo, quantomai a tempo determinato.

    Boss in Incognito lancia un messaggio positivo? Questa Italia a tempo determinato ha qualche speranza?

    Assolutamente sì. In qualche occasione i regali sono stati passare da tempo determinato a tempo indeterminato, più spesso è stata la riconferma di un lavoro stagionale. Sicuramente il Boss alla fine lo mette quasi in conto nella sua partecipazione a Boss in Incognito e fa regali anche abbastanza importanti: ad esempio, a una ragazza portoghese che non riesce a tornare dalla mamma perché l’aereo è troppo caro regala dieci biglietti andata e ritorno.

    Conosceremo qualche storia particolare?

    Sono figlio di un ingegnere che viaggiava sempre all’estero e sono sostanzialmente cresciuto senza papà negli anni decisivi, da zero a quindici anni; patisco molto la distanza e i distacchi, quindi la storia della ragazza nigeriana che raccoglie pomodori e manda i soldi ai due figli rimasti in Nigeria mi fa commuovere istantaneamente.

    Ha sentito uno dei due vecchi conduttori, Costantino della Gherardesca e Flavio Insinna?

    No, non mi è capitato. Boss in Incognito è un format usato ed è abbastanza normale che passi di mano. Sono abituato a prendere in mano programmi già usati, ma tenuti bene. Questo è un programma usato, ma tenuto molto bene, prima da Costantino e poi da Flavio.

    Boss in Incognito segna il Suo ritorno al prime time. Ci sono altri programmi in ballo?

    No, per il momento no anche perché Quelli che il calcio mi impegna moltissimo e, facendo anche radio tutti i giorni da vent’anni, non avrei tempo per altro. Mi obbligherebbe a scelte di campo che in questo momento non potrei fare.

    Durante Sanremo, però, farà un’eccezione per il DopoFestival. Cosa vedremo?

    Vedremo sostanzialmente i protagonisti che si sono alternati sul palco dell’Ariston venire da noi e mettersi in gioco con l’orchestra di Vittorio Cosma, che cercherà di coinvolgerli il più possibile. Ci saranno la Gialappa’s Band, irriverente più che mai, i giornalisti schierati come un plotone di esecuzione e i cantanti che vivono sempre più il DopoFestival come un rito liberatorio perché scaricano la tensione.

    Il DopoFestival potrebbe fungere da anticamera dell’Ariston?

    Inutile che uno dica no. Fare il Festival di Sanremo è il sogno di chiunque faccia questo mestiere, però è oggettivamente troppo presto, una cosa veramente molto prematura. Sebbene non sia più un ragazzino, ho iniziato a fare televisione in maniera continuativa a quarant’anni e uno di quarant’anni ha bisogno di almeno altri vent’anni per arrivare pronto al Festival di Sanremo, quindi ne riparliamo tra dieci.

    Complimenti per l’umiltà, non tutti darebbero questa risposta.

    Beh, esistono anche persone che dicono no a Sanremo, e non è neanche facile, eppure esistono perché sono persone gestite bene, un po’ da loro stessi, un po’ dai loro manager, in maniera molto accorta, e a Sanremo non ci si va perché altrimenti ci si fa del male.

    Quelli che il calcio è una maratona. Ormai è abituato?

    Mi piace perché è l’unico momento in cui si è qui ed ora. L’essere umano tende per sua natura a pensare al passato o al futuro, lì è bello perché si vive il presente. L’unico neo è che devo mangiare durante le pause perché ho puntualmente dei cali di zucchero!

    Il 30 gennaio parte L’Isola dei Famosi, per il terzo anno su una rete Mediaset. Cosa pensa di questa nuova edizione?

    Sono felice che Vladimir (Luxuria, ndr) torni perché è stata la mia compagna di viaggio nell’unica edizione che abbiamo fatto insieme, che è stata di grandissimo successo. Ha chiuso con la media del 17%, nessuno se lo ricorda, ma era veramente fantascientifica. Lei è una persona di grande equilibrio, molto risolta e colpisce che una trans sia più risolta di un eterosessuale: ci si aspetta che la mutazione da ragazzo a transessuale porti chissà quale problema. Ho parlato molto con Vladimir ed è una persona straordinaria. Sono felice per lei e per Alessia, a cui faccio l’in bocca al lupo, sono due amiche vere.