Nemo – Nessuno Escluso, RAI 2 innova ma conduttori e scaletta disorientano

Nemo – Nessuno Escluso, RAI 2 innova ma conduttori e scaletta disorientano

Enrico Lucci scherza e mette la mani avanti: 'Quello che vedete è il massimo'. E invece no, si può fare di più

    Nemo – Nessuno Escluso, RAI 2 innova ma conduttori e scaletta disorientano

    Facciamo alcune premesse. A Nemo – Nessuno Escluso, il nuovo mercoledì sera di RAI 2 condotto da Enrico Lucci e Valentina Petrini, va dato atto sin da ora di provare ad invertire l’andazzo dell’attuale televisione. Come? Riporta sul piccolo schermi temi significativi, usa tempi di narrazione riflessivi e fa proprie modalità quasi del tutto innovative e alternative rispetto ad altri modelli di TV ”urlata” e ”usa e getta”, legata, invece, a liti, botta e risposta da talk e contenuti consumati nel ”tutto e subito” di alcune penose dirette televisive.

    Fatte le dovute premesse, si ritiene che su RAI 2 sia in corso uno degli esperimenti TV, tra i più innovativi visti in RAI nell’ultimo decennio. Al tempo stesso, però, a Nemo – Nessuno Escluso ci sono alcuni aspetti di forma che rischiano di disorientare e non convincere del tutto il pubblico che segue la trasmissione da casa.

    Su tutti: incertezze sui ruoli affidati alla conduzione; alcuni passaggi in scaletta almeno in apparenza contraddittori; dinamiche non troppo equilibrate durante i monologhi degli ospiti in studio; infine la incapacità, almeno per ora, di rappresentare contemporaneamente più punti di vista all’interno dei servizi trasmessi.

    Andiamo con ordine. Lucci, scherzando, nella seconda puntata di Nemo – Nessuno Escluso, ha così commentato le critiche del debutto:

    Quello che avete visto è il massimo”.

    E, invece, no. Su questo, pur comprendendo l’ironia del conduttore, in un certo senso riteniamo che si possa far meglio. A parere di chi scrive, innanzitutto rafforzando i ”personaggi” alla conduzione con questi due ruoli distinti, rendendo cioè Valentina Petrini e lo stesso Lucci rispettivamente sempre più ”cervello” e ”pancia” del programma.

    A nostro avviso, questo potrebbe favorire quella ”naturale” contrapposizione che invita il pubblico a identificarsi con un punto di vista, altrimenti il rischio appare proprio quello a cui stiamo assistendo: una conduzione che disorienta, invece che facilitare la comprensione.

    Altro aspetto riuscito a metà è la scaletta delle puntate, con alcuni passaggi, almeno in apparenza, incongruenti e slegati dal tipo di pubblico posizionato davanti al televisore. Tanto che vien da chiedersi come mai, ad esempio, nella seconda puntata, gli interventi di Emma Bonino e Erri De Luca – non proprio soggetti che fanno ”presa” sul pubblico giovane e giovanissimo – siano apparsi in video verso la seconda serata, e non in prima, solitamente più vicina ad un pubblico adulto; mentre, invece, il servizio sugli adolescenti firmato da Claudia Benassi ha praticamente aperto il secondo appuntamento col rischio di ”allontanare” i telespettatori di quella fascia oraria.

    Altra dinamica da migliorare è quella dei monologhi-interventi in studio. Forse sarebbe opportuno farei dei test, per capire, al di là del ”chi sei” e ”che fai”, quali altri stimoli, volendo anche con alcune novità in grafica, pur sempre relazionate ai contenuti di cui si vuole parlare, possano essere inseriti per determinare variabili significative in quel momento, così da sorprendere chi guarda da casa e gli stessi monologhisti.

    Più in generale, dunque, appare opportuno implementare la capacità di rappresentare, anche attraverso immagini più potenti, più punti di vista possibili, così da attrarre un pubblico più vasto, quello della TV generalista, su cui, tra l’altro, il programma va in onda.

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