Nemo, il giornalista Nello Trocchia aggredito per un servizio sulla mafia foggiana

Nella sera del 27 luglio 2017, il giornalista di Nemo - Nessuno escluso, Nello Trocchia, è stato aggredito a Vieste mentre, con il film maker Riccardo Cremona, era impegnato a realizzare un servizio di approfondimento sulla mafia foggiana. I due, sulla scena del delitto del pregiudicato Omar Trotta, sono stati colpiti e Trocchia ha riportato un trauma contusivo facciale ed escoriazioni.

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    Nemo, il giornalista Nello Trocchia aggredito per un servizio sulla mafia foggiana

    Il giornalista di Nemo, Nello Trocchia, è stato aggredito per un servizio sulla mafia foggiana. La troupe di Rai 2, arrivata a Vieste per realizzare un approfondimento sul caso Omar Trotta – 31enne ucciso all’interno del suo locale nella cittadina del Gargano – è stata presa d’assalto: come annunciato in una nota emanata dalla redazione del programma condotto da Enrico Lucci, Trocchia ha ‘riportato un trauma contusivo facciale ed escoriazioni ed è stato curato al pronto soccorso di Vieste’.

    In vista del ritorno su Rai 2 di Nemo a settembre 2017, il giornalista Nello Trocchia – aggredito con il film maker Riccardo Cremona – si trovava a Vieste per approfondire l’inchiesta sull’omicidio del pregiudicato Trotta, ucciso con colpi di pistola all’interno del suo ristorante per motivi legati, probabilmente, alla mafia foggiana. Curato presso il pronto soccorso della cittadina, il giornalista ha voluto rassicurare tutti sul suo stato di salute con un post su Facebook: ‘[…] E’ passato lo spavento e sto meglio, passa tutto’ – ha esordito Trocchia, invitando a prestare più attenzione a quello che succede nel capoluogo pugliese – ‘Sul posto c’era una sola telecamera, la nostra, e, invece, dovremmo illuminare a giorno quello che succede nel foggiano […] Meno siamo a raccontare e più siamo soli. Un quadro desolante che fa comodo a molti. Ogni potere, da quello criminale a quello politico a quello imprenditoriale, lavora per ridurre gli spazi di libertà. Le aggressioni, le intimidazioni e le querele temerarie fanno un male diverso. Le ho conosciute tutte e hanno lo stesso scopo: spegnere il racconto’.