Nebbie e Delitti 3, ok dal CdA Rai

Nebbie e Delitti 3, ok dal CdA Rai

Il CdA Rai ha dato il via libera al contratto per la realizzazione di Nebbie e Delitti 3, la fiction che ha per protagonista il deputato del PdL Luca Barbareschi

    Barbareschi in Nebbie e Delitti

    Il CdA Rai ha dato il via libera alla terza serie di Nebbie e Delitti, la fiction prodotta e interpretata da Luca Barbareschi, parlamentare in carica per il PdL. Si chiude così il caso iniziato la scorsa settimana, ma Barbareschi chiede che le regole applicate alla sua fiction valgano per tutti i parlamentari.

    Ora che il caso è chiuso si sente finalmente la voce di Barbareschi, finora impegnato a trovare una soluzione per far arrivare la terza serie di Nebbie e Delitti in tv il prossimo autunno. Prima, però, ricostruiamo i fatti.
    Il caso Nebbie e Delitti 3 era iniziato mercoledì scorso quando il CdA Rai aveva bocciato il contratto da 5 milioni e 100mila euro a favore della produzione della Casanova Entertainment, già di proprietà di Luca Barbareschi, peraltro protagonista del poliziesco per due stagioni in onda su RaiDue. La concomitanza del ruolo di protagonista e di parlamentare aveva spinto la maggioranza del CdA a bloccare il progetto della fiction, ritenendo inopportuno finanziare un prodotto che coinvolgesse un politico, peraltro potenziale ‘controllore’: Barbareschi, infatti, ricopre il ruolo di vicepresidente della commissione parlamentare Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera, competente in materia di telecomunicazioni.

    La svolta decisiva è stata data dall’annuncio fatto da Barbareschi di rinunciare al compenso personale di 500.000 euro, suo cachet d’attore, annuncio di cui si è fatto portavoce in riunione il presidente della Rai Claudio Petruccioli.
    A questo punto l’istanza di finanziamento è stata privata dei ‘punti’ più spinosi liberando la strada per l’approvazione: la Rai non si troverà così a dover ‘pagare’ un politico e riuscirà a realizzare un prodotto finora gradito dal pubblico peraltro con un risparmio di mezzo milione di euro.

    Risolto ‘positivamente’ il caso, Barbareschi ora chiede, anche giustamente, che queste regole vengano applicate con costanza e rigore per tutti quei parlamentari che continuano a lavorare come giornalisti, medici, imprenditori, ingegneri, professori con soldi di aziende statali o parastatali. “Tutti i professionisti - dice Barbareschi – hanno diritto di lavorare e gli attori non sono figli di un Dio minore. O tutti o nessuno“. E chiosa: “Ho evitato di entrare sia nella commissione di Vigilanza che in commissione Cultura e sono nella commissione Trasporti e Tlc proprio per evitare di occuparmi di contenuti. E per questo vengo punito?” si domanda l’attore-parlamentare.

    Chissà se il suo ‘appello’ verrà seriamente preso in considerazione. A margine segnaliamo anche che il Cda Rai ha approvato i contratti per le fiction Lo Scandalo, Donna detective 2 e Tutta la verità e dello show Ciak si canta, prossimamente su RaiUno con la conduzione di Eleonora Daniele.

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