Naufragio Costa Concordia, la telefonata di Schettino e le immagini a infrarossi sconvolgono la tv (video)

Gli audio tra Schettino e la capitaneria di porto impazzano in tv e dominano gli speciali di mezzo mondo

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    Da quando il Corriere Fiorentino ha pubblicato l’audio originale di due delle comunicazioni intercorse tra venerdì sera e sabato notte tra il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno Gregorio De Falco, tutte le principali emittenti tv stanno trasmettendo praticamente a loop il video incriminato. Addirittura Sky Tg24 ha dedicato uno dei suoi canali Active esclusivamente alle telefonate tra Schettino e la Capitaneria. Inutile dire che i commenti per l’assurdo comportamento del capitano si sprecano, soprattutto se le sue parole hanno come sottofondo le immagini a infrarossi registrate dagli elicotteri di soccorso nella notte di venerdì. Le mostriamo in alto.

    Già nel fine settimana erano iniziate a circolare le trascrizioni delle comunicazioni registrate tra il Comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e la Capitaneria di Porto di Livorno, ma sentire lo scambio tra i due ufficiali con le proprie orecchie fa decisamente un effetto diverso. Ora che il Gip di Livorno ha confermato il fermo di Schettino, pur concedendo gli arresti domiciliari dopo un interrogatorio durato quattro ore, sembra difficile non attribuire l’intera responsabilità di quanto accaduto al comandante che a caldo, in tv, ha negato di aver abbandonato la nave prima del tempo (‘smentito’ però dalle telefonate ormai pubbliche) e ha dichiarato alla Capitaneria di Porto intorno alle 00.30 di sabato notte di essere caduto in mare a causa dell’appoppamento della nave.

    Lasciamo ovviamente agli inquirenti il compito di stabilire responsabilità e colpe (anche se nel frattempo TgCom 24 ha aperto pure un bel sondaggino – di pessimo gusto secondo noi – per chiedere al pubblico di chi sia la colpa del naufragio), ma ne approfittiamo per ricostruire, grazie alle trascrizioni de Il Fatto Quotidiano e de Il Giornale, quanto successo dopo l’impatto della Concordia con gli scogli del Giglio.

    Pare che poco prima dell’impatto, avvenuto alle 21.45, il Comandante fosse al telefono con l’ex collega in pensione Palombo, per annunciargli l’inchino e chiedergli se ‘ci fosse acqua’. Troppo tardi.

    A seguito delle prime telefonate dei passeggeri alle forze dell’ordine – anche se sembra che la prima segnalazione sia arrivata proprio dal Giglio – la Capitaneria contatta la plancia di comando alle 21.49: Concordia, è tutto ok?, chiede la Capitaneria, ricevendo un rincuorante ‘Positivo, abbiamo solo un piccolo guasto tecnico‘.

    Solo 5 minuti dopo la Capitaneria ricontatta la Concordia, sollecitata dai carabinieri di Prato che hanno ricevuto notizia di un naufragio:

    Capitaneria: ‘Concordia, chiediamo se da voi è tutto ok‘;

    Concordia: ‘Solo un problema tecnico‘;

    Cap: ‘Ci comunicate la vostra posizione?‘.

    Con: ‘Abbiamo solo un problema tecnico e non siamo in grado, ma appena risolto vi comunichiamo noi‘.

    A decidere l’evacuazione della nave sembra poi ci abbia pensato l’equipaggio, non ricevendo per oltre un’ora, con la Concordia già inclinata, indicazioni in merito. Stando a quanto raccolto dalla Guardia Costiera l’evacuazione sarebbe iniziata alle 22.45, mentre comunicazione di ‘abbandono nave’ sarebbe arrivata solo 13 minuti più tardi e su suggerimento delle ‘forze di terra’.

    Segue un periodo di buio, nel quale la plancia non risponde alle chiamate via radio, ma alle 00.32 il Comandante Schettino viene contattato sul cellulare dal comandante De Falco. E la prima telefonata (che potete ascoltare qui) fa già indignare: il Comandante dichiara di essere caduto in mare.

    Alle 0.42 una seconda telefonata della Capitaneria, che chiede a Schettino quanta gente debba ancora scendere: ‘Ho chiamato la Costa – dice Schettino – e mi dicono che mancano una quarantina di persone‘.

    All’1.49 l’esasperazione e la preoccupazione del Comandante De Fazio diventa più che tangibile: infuriato intima al Comandante Schettino di risalire a bordo (qui la seconda drammatica telefonata). Ma il comandante non salirà più a bordo: stando alla testimonianza di un tassista raccolta sempre da Il Fatto Quotidiano, Schettino si sarebbe fatto portare in un albergo. Gli ultimi naufraghi sono stati recuperati dalla Concordia intorno alle tre di notte.

    Inevitabile che questa storia, davvero incomprensibile per molti versi, sia diventata la vicenda principale non solo sulle tv italiane, ma abbia conquistato spazio sulle emittenti di tutto il mondo. L’audio della telefonata ha fatto il giro del mondo ed è stata tradotta in decine di lingue rimbalzando dalla CNN alla tv Russa, da quella giapponese a quella tedesca. In poche ore, poi, Twitter ha visto l’hasgtag #vadaabordocazzo balzare tra i trend topic: il web, intanto, ha eletto il comandante De Falco come il proprio nuovo eroe. Difficile non ‘immedesimarsi’ in lui: il piglio deciso di fronte alla tragedia non può che conquistare. La cosa assurda di questa vicenda è che De Falco non sta facendo altro che perseguire la giusta e corretta procedura.