Narcos 2: gli errori della serie secondo il figlio di Pablo Escobar

Narcos 2: gli errori della serie secondo il figlio di Pablo Escobar

Sarebbero ben 28 i refusi presenti all'interno della seconda stagione

    Narcos 2: gli errori della serie secondo il figlio di Pablo Escobar

    Narcos 2 conterrebbe almeno 28 errori. La serie, secondo nientemeno che il figlio di Pablo Escobar, sarebbe veicolo di alcune gravi inesattezze, benché si proclami veritiera. E’ Sebastian Marroquin, vero nome Juan Pablo Escobar Henao, a pubblicare direttamente su Facebook un lungo post attraverso il quale analizza punto per punto i refusi della produzione targata Netflix. La storia del narcotrafficante colombiano, rappresentata nel corso del telefilm creato da Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro, dunque, sarebbe molto diversa da quella che abbiamo visto sullo schermo.

    Narcos 2 e gli errori della serie secondo Sebastian Marroquin, il figlio di Pablo Escobar, hanno mobilitato la rete a pochi giorni dal rilascio ufficiale delle nuove puntate. ‘Narcos 2 y sus 28 Quimeras‘, recita l’introduzione del lungo post firmato da Escobar Junior, che prosegue analizzando tutti i passaggi e i particolari della seconda stagione, smentendone la veridicità. Vediamo i 16 principali:

    1 – Per cominciare, Pablo Escobar non era un ultras dell’Atlético Nacional come rappresentato, ma del Deportivo Indipendiente Medellìn. Questo errore, secondo Marroquin, potrebbe significare che gli sceneggiatori non si siano informati a dovere nemmeno sul resto del racconto dato che non conoscono la squadra del cuore del protagonista.

    2 – Il secondo refuso è da riferirsi a Carlos Henao, lo zio materno del figlio di Escobar, dipinto nella serie come un narcotrafficante, ma nella realtà un architetto, lavoratore onesto e padre di famiglia.

    3 – Si va avanti con La Quica, catturato a New York nel 1991, quindi già in carcere quando Escobar fuggì da La Catedral nell’estate del 1992.

    4 – Inoltre, durante la suddetta fuga morì un solo guardiano del carcere.

    5 – Limon, prosegue l’autore, ha lavorato per Roberto ‘Osito’ – fratello maggiore di Escobar e collaboratore della DEA – per 20 anni come autista.

    6 -E’ da segnalare anche che non fu la CIA incitare i fratelli Castano a creare Los Pepes, bensì Fidel Castano ad avere l’idea.

    7 – ‘Mia madre non ha mai usato un’arma e non ha mai sparato in vita sua‘, dichiara il figlio di Escobar, che subito dopo prende le distanze dalle violenze commesse dal padre contro la polizia colombiana.

    8 – Nei suoi ultimi giorni di vita, Pablo Escobar, secondo suo figlio, sarebbe stato totalmente solo e non circondato dai suoi uomini, come si vede chiaramente nel telefilm: quasi tutti infatti erano già morti oppure erano stati arrestati.

    9 – e 10 – Anche la vicenda di ‘Leon’ di Miami sarebbe falsa, così come l’attacco alla figlia di Gilberto Rodriguez.

    11 – 12 – 13 – Escobar Junior precisa inoltre di non essere cresciuto in clandestinità, di essere stato protagonista di un solo scontro a fuoco e di aver preso le distanze dalla nonna materna, che ha deciso di allearsi con il figlio maggiore Roberto.

    14 e 15 – Anche la parte su Valeria sarebbe totalmente inventata così come quella della giornalista morta davanti all’hotel Tequendama.

    16 – Infine, la madre e il figlio di Escobar, dopo la morte di quest’ultimo furono salvati da Miguel Rodriguez e non da Gilberto. Alla luce di tutte le inesattezze sopra riportate è bene precisare che Netflix ha creato ‘Narcos‘ ispirandosi ai fatti, ma non ha mai avuto l’intento di raccontarli fedelmente.

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