Morto Tonino Guerra, addio al poeta dello spot dell’ottimismo [VIDEO]

Morto Tonino Guerra, addio al poeta dello spot dell’ottimismo [VIDEO]

È morto Tonino Guerra, poeta romagnolo e sceneggiatore: lavorò con Fellini, Antonioni e Angelopolous

    È morto Tonino Guerra, il poeta e sceneggiatore romagnolo si è spento nella notte di ieri a distanza di quattro giorni dal suo novantaduesimo compleanno. Guerra, che molti ricorderanno perché protagonista di una serie di spot (ne trovate uno in apertura di post), ha scritto alcuni fra i film più significativi della storia del cinema lavorando a fianco di Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Theo Angelopolous, i fratelli Taviani e Francesco Rosi. Pur lavorando a fianco del gotha della settima arte, Guerra non ha mai dimenticato le sue origini: ha scritto sei libri di poesie in romagnolo e si è battuto per la riscoperta del dialetto.

    Guerra è molto conosciuto per le sue raccolte di versi in dialetto romagnolo, due testi sono considerati i suoi capolavori: I scarabocc e I bu. Il primo raccoglie le poesie scritte dal romagnolo per per ingannare il tempo nel campo di concentramento tedesco di Troisdorf, dov’era stato deportato. Una volta ritornato in Italia, Guerra si laureò in Pedagogia con una tesi sulla poesia orale dialettale, a distanza di anni l’Università di Bologna gli conferirà il titolo del Sigillum Magnum.

    Non solo poesia, Guerra è noto anche per le sue sceneggiature. Per Antonioni scrisse: La notte, L’avventura, L’eclisse, Blow-Up, Zabriskie Point e Al di là delle nuvole. Per Federico Fellini, romagnolo come lui, scrisse il capolavoro Amarcord, La nave va e Ginger e Fred.

    Completano la lista di registi Elio Petri, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Marco Bellocchio, Wim Wenders, Andrej Tarkovskij e Theo Angelopoulos. Con il realizzatore greco c’era anche una grande amicizia, e Angelopoulos l’ha salutato prima di morire in un tragico incidente lo scorso gennaio.

    Da tempo malato, Guerra aveva lasciato la casa museo di Pennabilli, dove viveva dal 1989, per tornare a Santarcangelo di Romagna. Nell’ultimo periodo il poeta si era aggravato e i medici l’avevano rimandato a casa, qui ha potuto salutare tutti i suoi amici, al suo anche il figlio Andrea Guerra, noto compositore di colonne sonore. Artista a 360 gradi, il romagnolo realizzò moltissime opere e installazioni, ma viene ricordato per lo più per le sue poesie, versi che ha scritto fino a poco prima di morire. Anche se per un’intera generazione verrà ricordato come il vecchietto ottimista degli spot della Unieuro, quel suo ‘Gianni, viva l’ottimismo!‘ entrò e riscaldò le case italiane e venne omaggiato dal compaesano e pronipote Fabio De Luigi negli sketch dell’ingegnere Cane. La vita del poeta romagnolo era stata oggetto di un documentario di Rai 3 andato in onda anche su Rai 5, L’Ulisse di campagna:

    Ed ecco un altro video di una sua apparizione televisiva risalente agli anni ’80:

    Vi lasciamo ad alcune scene dai film sceneggiati da Guerra:

    Amarcord

    La Notte

    L’eclisse

    Zabriskie Point

    Blow-Up

    580

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