Morgan ancora contro Sanremo, Festival di regime

Morgan definisce Sanremo 2010 un Festival di Regime e dichiara che rifarebbe tutto quello che ha fatto, forse meglio

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    Morgan tuona ancora contro Sanremo 2010: dopo aver riempito tutti i talk Rai prima del Festival con l’intervista rilasciata a Max (costatagli la squalifica dal Festival) e aver scelto il silenzio durante la kermesse, a sipario chiuso è tornato alla ribalta mediatica definendo uno ‘schifo’ la canzone di Pupo & il principe Emanuele Filiberto, accusando Marco Mengoni di plagio e ora definendo il Festival di regime. Complice di tanta visibilità post-sanremese Monica Setta, conduttrice de Il Fatto del Giorno: non potendo parlare di politica si è fiondata su Morgan.

    Dopo settimane di inseguimento Monica Setta ce l’ha fatta: ha ottenuto un’intervista (anzi di più) di Morgan. In collegamento telefonico lunedì, in un servizio registrato martedì e poi in studio ieri, Morgan ha tenuto banco per ben tre giorni nel dopo pranzo ‘informativo’ di RaiDue, occupato da Il Fatto del Giorno, che non potendo occuparsi di politica (vedi Par Condicio) si è tuffato a pesce sulle polemiche post-Festival, televoto compreso, contribuendo ad ‘allungare’ la già sufficientemente lunga settimana sanremese.

    Nonostante la squalifica dal Festival (dovuta alla sua intervista a Max) Morgan fa capolino praticamente tutti i giorni su RaiDue: e dire che si pensava che l’embargo Rai dovesse durare a lungo, visto che è stata messo in discussione anche un suo eventuale ritorno a X Factor. E invece Morgan è diventato l’opinionista principale del dopo-Sanremo della Setta, senza contare il rilievo che ha l’intervista esclusiva all’amica Simona Ventura per il lancio della sua web tv, nella quale ha accusato (‘prove’ alla mano) che il pezzo Credimi Ancora (terzo classificato al festival) è suo.

    Ora torna a provocare e l’argomento non può che essere il Festivàl: “In un festival di regime non potevo esserci, ero troppo pesante“. Ci sarebbe andato per presentare la sua canzone, La Sera, e per togliersi la soddisfazione di dirigersi da solo l’orchestra, ma per il resto è stato un’edizione di “qualità davvero bassa“. I suoi preferiti sono stati Enrico Ruggeri, Irene Grandi, Malika Ayane e Marco Mengoniperché il pezzo l’ho scritto io… potevano anche avvertirmi comunque” dice Morgan riferendosi al suo pupillo e ai suoi discografici.

    Per lui che ama le polemiche vedere gli orchestrali in rivolta è stato un piacere: “Gli orchestrali hanno fatto veramente bene. L’orchestra amava tantissimo la mia canzone anche perché era stata scritta per un’idea sinfonica” ha detto Morgan che è tornato anche sula questione Cocaina/Intervista: “Rifarei tutto, forse lo rifarei meglio. Sono un uomo libero, finché non mi mettono in galera. Vediamo se qualcuno mi mette in galera per ragioni ideologiche. Tutti in Italia contestano l’uso farmacologico, poi se gli si fruga in tasca hanno il Tavor e sono pieni di vino“. Già, l’Italia: “Non è tanto un paese ipocrita, ma è un paese che ha paura. Secondo me c’è un sacco di brava gente, buon senso e bella musica, tutte cose che a guardare Sanremo verrebbe da dire che non esistono“. Che aggiungere?