Monica Marangoni: ‘W la mamma coincide con la mia idea di servizio pubblico’, Intervista

Televisionando intervista Monica Marangoni, una delle conduttrici di W la mamma, il programma itinerante del sabato pomeriggio di Raiuno in onda dal 17 giugno al 29 luglio 2017. La conduttrice rivela che ci sono speranze per una seconda stagione e spera di poter essere presto al timone di una trasmissione tutta sua improntata ai valori del 'servizio pubblico'.

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    Monica Marangoni: ‘W la mamma coincide con la mia idea di servizio pubblico’, Intervista

    Monica Marangoni è una delle conduttrici di W la mamma, il programma itinerante di Rai 1 in onda dallo scorso 17 giugno alle 15.45 che ci farà compagnia nei sabati pomeriggio fino al 29 luglio 2017. Insieme a Veronica Maya e a Domenico Marocchi, la Marangoni ci racconta storie di vita di mamme italiane, storie positive del rapporto madre-figli in tutte le loro sfumature e declinazioni. Arrivata alla sua prima vera conduzione dopo 12 anni di lunga gavetta in Rai, Monica traccia un bilancio di questa esperienza che spera possa aprirle nuovi spiragli lavorativi nell’azienda che per lei è come ‘una grande famiglia’ da cui è difficile allontanarsi.

    Ora che W la mamma è in dirittura d’arrivo, qual è il bilancio di questa esperienza?

    Sono molto contenta della trasmissione, e non solamente perché per me, a livello professionale, è stato un salto di qualità, con una conduzione a tutti gli effetti. È un programma che ho sentito subito mio, visto che sono mamma di due bambini – Matteo, che ha 4 anni e mezzo, e Niccolò, che ne ha 3 – e ho vissuto sulla mia pelle tutte le difficoltà quotidiane che la maternità comporta. Il bilancio, quindi, non può che essere positivo. ‘W la mamma’ coincide con l’idea di servizio pubblico che io coltivavo da tempo.

    Essere mamma è un valore aggiunto per la conduzione di un programma di questo tipo?

    Assolutamente sì. Non avrei potuto accettare di condurlo se non fossi stata mamma, perché non sarei neanche potuta essere credibile per il pubblico. Invece, proprio per il fatto di aver vissuto in prima persona determinate esperienze, mi auguro di essere portatrice di messaggi positivi.

    Tre conduttori e tre stili molto diversi. Come è stato dividere la scena – anche se a distanza – con i due colleghi?

    Io, Veronica (Maya, ndr) e Domenico (Marocchi, ndr) ci incontriamo all’inizio sul tram, che è il ‘fil rouge’ del nostro format, visto che non abbiamo uno studio ma portiamo avanti un programma itinerante. Ciascuno di noi ha il suo percorso, per poi ritrovarsi e fare un sunto all’interno del tram a fine puntata. Sono molto contenta del rapporto che ho instaurato con loro, due grandi professionisti, ma anche umanamente molto positivi: Veronica è una mamma straordinaria, per cui mi sono legata subito a lei, come se ci conoscessimo da tempo; Domenico, invece, sa dare alla trasmissione quella connotazione ironica, sarcastica che probabilmente senza di lui sarebbe mancata.

    In questo viaggio durato due mesi ha incontrato molte mamme e molte storie. Ce n’è una che le è rimasta particolarmente impressa?

    Sono tutte storie straordinarie, ma una mi ha particolarmente commosso: è quella girata in provincia di Verona, che vedremo nell’ultima puntata e di cui quindi non voglio anticiparvi niente. Tra quelle già andate in onda, una storia molto emozionante è quella della mamma pilota dell’Esercito, che mi ha portato anche a fare un giro con il suo elicottero. Un altro incontro che mi è rimasto particolarmente impresso, infine, è stato quello con Fiona May, una donna e una mamma dallo spessore notevole. Non essendo italiana d’origine ha vissuto determinati tipi di discriminazione, di problematiche che l’hanno portata a coltivare dei valori che lei non solo trasmette ora alle sue figlie, ma cerca anche – lavorando nella politica dello sport – di allargare a tutti: valori di tolleranza, di inclusione sociale e multiculturalità.

    A ‘W la mamma’ racconta le vite di altre madri. Ma quanto è difficile, per lei, dividersi tra gli impegni professionali e quelli della maternità?

    È una domanda che anche io faccio sempre a tutte le mamme che incontro. E la risposta è sempre la stessa: è molto difficile. Spesso mi ritrovo la sera – dopo aver fatto le coccole ai miei bambini e averli messi a letto – a dover finire di lavorare. Le ore di sonno, quindi, si accorciano notevolmente e spesso non sono costanti, visto che con due bambini piccoli capita spesso che si sveglino durante la notte. Questo è forse l’unico aspetto a cui non mi sono ancora abituata del tutto, perché sono umana (ride, ndr). Non dobbiamo dimenticare, infatti, che ci sono anche i mariti, i compagni, e che a volte è difficile salvaguardare anche la coppia in questo vortice di impegni.

    L’esperimento di ‘W la mamma’ si conclude con queste 8 puntate o pensa che ci possa essere un futuro per questo programma?

    Noi ce lo auguriamo. Parleremo a breve con il direttore, che è comunque contento del programma e dei risultati ottenuti. Il pubblico c’è, ci sostiene, ci segue e ci apprezza. Per cui speriamo, a breve giro di posta, di poter fare la seconda edizione del programma, anche magari migliorando alcuni aspetti produttivi della prima stagione. Come tutte le cose che si fanno un po’ di corsa e con i tempi stretti, infatti, si possono apportare dei miglioramenti. E noi ci speriamo.

    Monica Marangoni intervista Televisionando

    Tra i programmi a cui ha lavorato ce n’è uno a cui si sente più legata o di cui conserva un ricordo particolare e perché?

    Ho sempre amato viaggiare, per cui dico ‘Magica Italia’ sui Rai 1, in cui affiancavo Fabrizio Rocca, perché mi ha portato a scoprire dei luoghi che altrimenti non avrei mai scoperto nella mia vita. Mi ricordo ancora benissimo l’emozione di partire con la mia valigia, la curiosità sui luoghi e sulle persone che avrei incontrato, tutto questo mi dava una grandissima energia. Invece, per quanto riguarda i programmi in studio, dico senza alcun dubbio ‘Uno mattina in famiglia’ con la mia rubrica ‘Coltivare un sogno’. È una struttura in cui mi sono sentita molto apprezzata, benché fosse uno spazio piccolo, una volta a settimana. Lì sono riuscita a raccontare storie interessanti di persone che dal nulla sono riuscite a realizzare i loro sogni, storie positive, storie che la televisione dovrebbe raccontare di più. Spero di tornare a lavorare in studio, perché è quello il luogo in cui riesco a dare il meglio nel mio lavoro.

    Dopo 12 anni in Rai ha mai pensato di andare alla concorrenza?

    Devo dire di no. È un lavoro non sempre lineare, non sempre meritocratico, però per me la Rai resta una grande famiglia. Come in tutte le famiglie esistono i momenti di crisi, delle situazioni non sempre positive, ma comunque risolvibili.

    Sogna un programma tutto suo in Rai? E di che genere?

    Mi piacerebbe molto, vorrei continuare a crescere in quel filone che è quello che mi rappresenta maggiormente: intrattenere le famiglie raccontando storie positive, che facciano divertire, ma anche pensare ed emozionare. Chi fa televisione dovrebbe osare anche in questo senso e io spero di venire apprezzata anche per queste mie virtù.

    Visto che poco fa ha nominato la sua rubrica ‘Coltivare un sogno’: Monica quale sogno coltiva?

    Monica coltiva il sogno di continuare così: cercare di essere una brava mamma, una brava professionista e una brava moglie. Nella vita ho avuto tante fortune e spero di riuscire a mettere a frutto quello che ho seminato in questi anni, sia professionalmente che umanamente.

    Non è da tutti essere felici di quello che si ha e di quello che si è.

    In questo lavoro si impara molto anche conoscendo persone che sono meno fortunate di noi. È vero che non sempre riusciamo ad accontentarci, a essere felici di ciò che abbiamo. Ma quando abbiamo le cose fondamentali, come una famiglia, l’amore e un lavoro, non ha senso lamentarsi.

    Al termine di ‘W la mamma’ si dedicherà alle vacanze o a nuovi impegni lavorativi?

    Un paio di settimane devo staccare, ne ho bisogno anche fisicamente. Andrò in vacanza al mare con la mia famiglia e cercherò di disintossicarmi dal lavoro e dallo stress che spesso il lavoro comporta. Abbiamo tutti bisogno di staccare un po’ la spina per tornare poi più energici per affrontare nuove avventure lavorative che, nel mio caso, spero arrivino presto.