Mondiali Calcio 2010, RaiSport difende i suoi inviati

Mondiali Calcio 2010, RaiSport difende i suoi inviati

Il CdR di RaiSport scende in campo per difendere la squadra di inviati spediti in Sudafrica per seguire i Mondiali di Calcio 2010

    Basta polemiche sugli inviati Rai in Sudafrica per il Mondiale di calcio 2010! Lo dice apertamente il CdR di RaiSport che ha inviato una nota a difesa della propria squadra in campo per i Mondiali in Sudafrica, criticata a destra e a manca dalla stampa specializzata e non per lo scarso valore tecnico dimostrato a fronte di una eccessiva quantità di personale. “Dall’inizio del Mondiale di Calcio continuano ad apparire articoli (Libero, Avvenire, Corriere della Sera, per citarne alcuni) nei quali si parla di ‘troppi inviati’, di ‘comitive’ in Sudafrica tra Johannesburg, Pretoria, Cittàdel Capo, Durban, di una spedizione sovradimensionata rispetto al servizio informativo fornito dalla Rai. Il CdR di RaiSport non può accettare attacchi diretti ai propri colleghi in missione che stanno con estrema professionalità e puntualità garantendo un servizio con forze in campo uguali se non minori di quelle disposte dagli altri broadcast televisivi internazionali al seguito del mondiale“. Mah!

    Con Notti Mondiali stiamo per toccare il fondo“: così Aldo Grasso intitolava mercoledì la sua rubrica video per corriere.tv. Gli inviati Rai ai Mondiali di Calcio 2010 in Sudafrica sono da una settimana i bersagli preferiti della stampa italiana con i loro commenti lapalissiani (liberateci da Salvatore Bagni, please!) e con i patetici siparietti (concedetecelo) di Notti Mondiali.

    Come giusto che sia, è arrivata ieri sera la ‘difesa d’ufficio’ del CdR di Rai Sport che con un lungo comunicato ha fatto fronte comune verso la squadra schierata da Viale Mazzini per seguire le 25 (su 64) partite dei Mondiali di Calcio 2010 previste dalla Rai. Lo riportiamo integralmente, ripartendo daccapo.

    Dall’inizio del mondiale di calcio continuano ad apparire articoli (Libero, Avvenire, Corriere della Sera, per citarne alcuni) nei quali si parla di ‘troppi inviati’ di ‘comitive’ in Sudafrica tra Johannesburg, Pretoria, Citta’ del Capo, Durban, di una spedizione sovradimensionata rispetto al servizio informativo fornito dalla Rai. Si è arrivati addirittura a sciorinare la lista dei colleghi – alla stregua di una colonna infame – impegnati a vario ruolo a garantire svariate ore al giorno di diretta tra collegamenti, telecronache di partite, sintesi, interviste, approfondimenti, servizi per il telegiornali e in ultimo la cura e la realizzazione di tre contenitori informativi (Dribbling Mondiale, Mondiale Sprint e Notti Mondiali). Il CdR di RaiSport non può accettare attacchi diretti ai propri colleghi in missione che stanno con estrema professionalità e puntualità garantendo un servizio con forze in campo uguali se non minori di quelle disposte dagli altri broadcast televisivi internazionali al seguito del mondiale“.

    E parte l’immancabile confronto con Spagna, Francia, Inghilterra e Germania: “Le due reti nazionali tedesche Ard e Zdf sono costiutite da quasi 1000 unità. La Bbc ne schera 150, la tv francese TF1 200, contro i 60 di Rai Sport tra impiegati, giornalisti, telecineoperatori e a circa 70 unità operative della produzione tv.

    Come sempre è facile sparare sul mucchio anche quando il ‘mucchio’ è costituito da lavoratori, tecnici e giornalisti, che stanno svolgendo il loro lavoro per oltre 14 ore al giorno per coprire 70 ore di produzione in più rispetto al mondiale del 2006. Il CdR di RaiSport si schiera in difesa di chi adesso sta prestando la sua opera in Sudafrica normalmente stipendiato e non coperto d’oro come si vorrebbe far credere. Gli sprechi stanno altrove in azienda e non certo devono essere ricercati tra chi continua con abnegazione a garantire in Italia l’esistenza in vita del servizio pubblico televisivo“.

    Per carità, alzata di scudi legittima e comprensibile: personalmente non crediamo che gli inviati in Sudafrica si stiano grattando la pancia, ma riteniamo anche che il pubblico italiano meriti qualcosa di meglio, indipendentemente dal numero di persone impiegate. In basso un assaggio.



    PS.: Una domanda a RaiSport però vorremmo farla: perché mentre il mondo si attrezza per coprire le vuvuzelas, nella telecronaca di Sudafrica-Uruguay (16 giugno, 20.30 RaiUno) le trombette sudafricane coprivano la voce dei telecronisti?

    772