Mondiali Calcio 2010, lo show del portiere della Spagna Pepe Reina

Mondiali Calcio 2010, lo show del portiere della Spagna Pepe Reina

La festa spagnola ha avuto come mattatore il mitico Pepe Reina, il secondo portiere della nazionale spagnola

    Come agli Europei, anche questa volta il secondo portiere della Spagna Pepe Reina si è confermato come il mattatore assoluto dei festeggiamenti di Madrid. Quattro anni fa alla fine della sfilata per le vie di Madrid il portiere del Liverpool aveva presentatato in modo scherzoso i 23 giocatori delle Furie Rosse e intonò “Camarero” una canzone che trovate in coda al post. La festa di Pepe Reina era iniziata sull’aereo di ritorno dal Sud Africa, dove con un iPod insieme a Xavi, a Fàbregas, Villa e a Santiago Ramos ha disturbato il sonno dei giornalisti presenti sul velivolo e ha preso in giro il capitano iberico, Iker Casillas, seduto guarda caso nella sezione riservata alla stampa e accanto alla sua “Sarita” Carbonero.

    Lo show di Reina non si è fatto attendere molto e alla fine della festa, dopo le celebrazioni ufficiali al Palazzo Reale e alla Moncloa, sede della presidenza del Consiglio spagnola, e dopo aver lasciato la parola a tutti i suoi compagni eccolo urlare la formazione campione del mondo. Dopo aver lasciato parlare l’eroe del match Andrés Iniesta che ha voluto omaggiare un altro eroe del match: il polpo Paul (Grazie al polpo siamo diventati campioni. Che figata, viva Spagna, viva Fuentealbilla!). In clima goliardico anche il vice capocannoniere David Villa: “Un applauso a tutti questi bastardi, i campioni del mondo“.

    Ma ecco che lo speaker predestinato si riprende il microfono e prima di presentare la squadra ringrazia tutto lo staff tecnico e poi inizia a urlare alla folla madrilena: “Spartani! Qual è il vostro mestiere?“, citando il film 300! “Au au!” ha risposto la folla . “Ecco la coppetta“, ha detto riferendosi ai cinque chili di oro che vengono consegnati alla squadra campione del mondo. Ed ecco che inizia la dedica per ognuno dei 23 giocatori, a iniziare dal numero 1, il capitano Iker Casillas: “Con l’1, il 20 maggio del 1981 è nato un santo a Móstoles, Iker Casillas. Con il numero 2 Raúl Albiol, l’amico dei famosi uno che ammazza per avere una spilla, ama la moda. Il numero 3, l’amico dello showbiz, il dandy della spiaggia, il difensore centrale del mondo Piqué. Il 4, il padre Carlos Marchena da 55 partite imbattuto non ci è riuscito nessuno. Il 5, la testa della Spagna, con i suoi capelli alla Tarzan ci ha permesso di arrivare in finale, l’uomo che mangia tibia Puyol. Il 6, ‘sweet’ Iniesta, l’uomo che ha scritto il copione della finale. L’uomo che è amato da tutti, Iniesta. Il 7, il gol della Spagna ha un nome el guaje David Villa. Il 8, il passaggio, il passaggio, adesso la rubo, adesso la do, qui e là Xavi.

    Il 9, tutto è iniziato due anni e 13 giorni fa l’uomo che ci ha fatto credere in noi per questo siamo qui… Fernando Torres“.

    Dopo aver ringraziato pubblicamente Torres per il gol segnato contro la Germania nella finale dell’Europeo del 2008, ecco uno dei momenti più divertenti: la presentazione di Cesc Fàbregas: “il 10, quello che non vuole che gli dica distratto. Dov’è Cesc? Vieni qua, il futuro della Spagna e del Barça“, mentre Puyol e Piqué hanno approfittato di un momento di distrazione per fargli indossare una maglietta blaugrana. Dopo questo siparietto, continua lo spettacolo di Pepe Reina che continua a presentare i suoi compagni di squadra: “Con il numero 11, il padrone della fascia sinistra, l’infiammabile, il super brutto Capdevila”. Nel presentare il terzo portiere Valdés, Reina una volta per tutte ha zittito le voci che volevano un po’ di maretta fra i due: “Il 12, la pantera dell’Hospitalet, il genio, il carattere…dicevano che non ci sopportavamo, guardate come non ci possiamo vedere. Con il caviglia magica, …Joaquin Mata. Il 14, il polmone, le ferite di guerra per il suo Paese, per la Spagna…. Xabi Alonso. Il 15, el indio de Camas, il polmone della fascia destra, è un poco nervoso al momento di tirare, el indio de Camas… Sergio Ramos. Un momento, l’uomo del Mondiale, il 16, lo spazzaneve, il polpo di Badia, l’uomo che ruba, prende gioca e fa giocare… Busquets“.

    Con il 17, Reina si prende un momento di pausa, preleva “il farabutto” di Arbeloa e lo fa presentare da solo: “Il 17, questo poco di buono si presenta da solo: dici perché ti chiamano lo spartano“. E il difensore del Real Madrid ha risposto urlando: “Spartani, qual è la vostra occupazione” e il pubblico e i giocatori hanno risposto come si deve. E Reina ha proseguito: “Il 18, sprinta sempre, fa uno sprint in bagno, e corre anche nel letto …Peedrito. Il 19,il camion della Roja, contro di lui i difensori centrali del Portogallo sembravano ubriachi, li ha battuti tutti, tre, quattro, cinque…Fernando Llorente. Il 20, dagli altoforni di Bilbao, la forza, gli artigli, l’anima della Spagna Javi Martínez. Il 21, dalle Canarie, con le sue gambine, con il suo modo di fare, il piccolino, il pony, è alto 1,40 cm David Silva. Con il 22, abbiamo un problema… è scappato da un manicomio, guardatelo in faccia, è scappato via correndo e non lo riprenderanno perché corre tanto, l’uccellino pazzo, il nervo della nazional…Navas“.

    Ultimo, Reina si è presentato da solo: “Con il 23 e un dolore di testa che non ce la faccio più, questo umile speaker che sta qui con voi con tutto il suo cuore“, neanche il tempo di finire ed è stato assalito dagli altri 22 giocatori. Non c’è che dire, Spagna campione anche nei festeggiamenti.

    1022