Mondiali Calcio 2010, Italia-Paraguay: Radio Padania esulta al gol del Paraguay

Radio Padania esulta al gol del Paraguay contro l'Italia nella partita d'esordio degli Azzurri ai Mondiali di Calcio 2010

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    Anche Radio Padania era collegata ieri con Città del Capo per seguire Italia-Paraguay, prima partita degli Azzurri di Lippi ai Mondiali di Calcio 2010: i suoi telecronisti hanno seguito la partita e commentato le azioni delle squadre in campo, ma con un spirito un po’ diverso da quello che ha animato i 19 milioni di telespettatori sintonizzati ieri su RaiUno. Giustò un po’ diverso, visto che hanno esultato al gol di Alcaraz al 39′ del primo tempo (ringraziando la scarsa reattività della difesa azzurra) e rimanendo evidentemente delusi al pareggio di De Rossi. Anche questa è l’Italia (?). In alto l’urlo di gioia al gol del Paraguay, la spiegazione della linea editoriale della radio e un servizio di Sky Tg24 sul caso dell’Inno d’Italia ‘soppresso’ (forse) da Zaia.

    Il commento anti-Azzurri di Radio Padania è entrato anche nella conferenza stampa post Italia-Paraguay ad opera di un giornalista nostrano immediatamente freddato da Lippi, al quale era stato chiesto un commento sul ‘comportamento’ dell’emittente della lega Nord. “Ma che cavolo me ne frega di queste cose qua! Voi siete persone di un altro livello, non dovete neanche parlarne in sala stampa al mondiale!” ha risposto Lippi all’incauto (e provinciale) giornalista. Ha ragione Lippi, la domanda in conferenza stampa ufficiale a Città del Capo era assolutamente fuori luogo, visto che così si sciorinano le nostre tristezze in un contesto internazionale, ma ciò non toglie che non se ne possa parlare a casa nostra. Anzi, lo risentiamo l’urlo di gioia di Radio Padania per il gol del Paraguay.

    Per carità, se tutti sono liberi di dire la propria non c’è problema… ci sembra però che si sia ormai tristemente piombati nel ridicolo. Tanto più che proprio ieri è scoppiato l’ennesimo caso Zaia, governatore del Veneto ed ex ministro della Repubblica (italiana), che pare che questa volta abbia evitato di far risuonare le note dell’Inno di Mameli a favore del Va’ Pensiero verdiano all’inaugurazione di una scuola elementare. Circostanza questa smentita, o meglio per la quale si è presa la responsabilità il braccio destro di Zaia, che di fronte ai ritardi della cerimonia avrebbe ben pensato di accellerare i tempi saltando qualche passaggio. Ma intanto il caso è scoppiato, con tanto di immediata risposta del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, pronto a presentare un disegno di legge che regolamenti l’uso di Fratelli d’Italia, rendendolo obbligatorio in ogni manifestazione ufficiale. Siamo arrivati a questo? Un rimedio peggiore del male: non ce li vediamo proprio i francesi, gli americani, gli inglesi a ricorrere alla legge per far risuonare le note dei propri inni. I commenti li lasciamo a voi.