Moige, meglio CSI di Tutti Pazzi per Amore

Moige, meglio CSI di Tutti Pazzi per Amore

Il Moige giudica disadatti ai minori Tutti Pazzi per Amore e Il Bene e Il Male, entrambe fiction di RaiUno

    Il Moige condanna RaiUno per Tutti Pazzi per Amore e Il Bene e Il Male: meglio i telefilm proposti da Italia1, graditi a bambini e genitori. Per il Moige la famiglia allargata è evidentemente un tabù, visto che già in passato condannò I Cesaroni. In alto un estratto dalla puntata di lunedì con Monica (Carlotta Natoli) e Michele (Neri Marcorè) che cantano Come Stai di Baglioni.

    Partiamo da una premessa: ogni mese il Moige stila una classifica delle reti ‘children frendly’ sulla base delle segnalazioni che arrivano al numero verde. Le valutazioni non derivano da nessun sondaggio e da nessun campione, semplicemente da quanti hanno alzato il telefono per comporre il numero verde ed esprimere le proprie soggettive perplessità sui programmi in onda, preferibilmente in fascia protetta.

    Per gennaio 2009 la palma di rete meno adatta ai bambini l’ha conquistata RaiUno sostanzialmente per due titoli fictional: da una parte la commedia sentimentale macina ascolti Tutti Pazzi per Amore e dall’altra il poliziesco un po’ thriller Il Bene e Il Male. Ora se per la fiction che vede protagonista Gianmarco Tognazzi le motivazioni possono essere più comprensibili, onestamente ci lascia (come sempre) perplessa la critica mossa da Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige, alla serie della Publispei.

    Premettendo che già dalla seconda puntata la serie ha ‘deluso le aspettative’, il Moige ritiene che “il sesso è il tema dominante della serie e alcuni personaggi hanno suscitato perplessità, come le figure femminili che variano dall’amica che finge un rapporto sereno con un uomo che l’ha lasciata da tempo per non perdere l’immagine di donna che sa come ‘gestire un rapporto’ amoroso, alla sorella di lei (Stefania, sorella di Laura, n.d.r.), viziata e capricciosa, che tratta il suo compagno come un burattino e che quando è da lui lasciata si dispera come una bimba che ha perso il giocattolo preferito.

    Chiudono il cerchio le colleghe di lavoro che solidarizzano nel dare consigli di seduzione e che vantano comportamenti emancipati senza che nessuna di loro possa essere modello di stabilità affettiva”. ”Male anche le figure degli uomini – aggiunge la Scala – che o sono degli stupidi, utili solo a soddisfare i desideri sessuali femminili, o sono degli ingenui, insicuri e incapaci di conquistare una donna, oppure sono dei maschi tutta fisicità e vanità che vedono la donna solo come una preda. Anche questa volta i figli appaiono come le vittime dei fallimenti, delle insicurezze, della noia e dell’insoddisfazione dei genitori e come succede sempre più spesso nelle fiction e nei telefilm, sono gli adolescenti a risultare ben presto più maturi dei genitori”. Un contesto che a detta del Moige “falsa la realtà, così come è già successo con I Cesaroni, creando non poca confusione tra i giovani, ancora non sono dotati di un maturo criterio di valutazione”.

    Se ci è concesso un commento personale, siamo invece portati a credere che queste fiction (che per definizione non sono lo specchio della realtà, così come non lo è in generale nessun medium di massa) abbiano centrato uno dei punti focali della società di oggi: se i genitori fanno commenti del genere su Tutti Pazzi è evidente che i loro figli sono più maturi di loro. Altro che realtà falsata.

    Ma ci viene un’ulteriore considerazione: queste famiglie che hanno chiamato evidentemente hanno un problema con il tasto 5 del telecomando. Strano che non si sia alzata la voce contro il Grande Fratello e trasmissioni corollario: tra risse, parolacce, bicchieri volati e sesso, trasmessi a ogni fascia oraria ci sembra che l’immagine restituita non sia proprio tra le più educative. O si vuole mettere sullo stesso piano la scena isterica di Monica con quella di Federica?



    Bah!

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