Minzolini rinviato a giudizio per peculato, CdA Rai straordinario lunedì

Minzolini rinviato a giudizio per peculato, CdA Rai straordinario lunedì

Minzolini rinviato a giudizio per peculato: prima udienza il prossimo 8 marzo

    Minzolini rinviato a giudizio per peculato

    Era ormai atteso il rinvio a giudizio del direttore del Tg1 Augusto Minzolini per peculato: la prima udienza del processo si terrà il prossimo 8 marzo e la Rai ha deciso di costituirsi parte civile. L’uso ‘disinvolto’ della carta di credito aziendale da parte di Minzolini approda, quindi, in Tribunale e Viale Mazzini pensa al da farsi: convocato per lunedì 12 dicembre un CdA straordinario per discutere della posizione di Minzolini. Si apre l’ipotesi sostituzione?

    Il Gup di Roma ha accolto le istanze del procuratore aggiunto Alberto Caperna in merito alle spese private del direttore del Tg1 Augusto Minzolini sostenute con la carta di credito aziendale: stando alle indagini condotte, Minzolini avrebbe speso 68.000 euro in 14 mesi per acquisti privati – presentando in alcuni casi anche richieste di rimborso nonostante la spesa fosse già addebitata a Viale Mazzini. La cifra è stata in buona parte restituita dal direttore, ma questo, secondo il procuratore aggiunto Caperna, non cancella il reato di peculato contestato al direttore.

    E così Minzolini dovrà presentarsi il prossimo 8 marzo al cospetto della VI sezione penale del Tribunale di Roma. Nell’udienza preliminare, tenutasi lunedì 6, la Rai ha deciso di costituirsi parte civile per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale.

    Immediata la reazione di Minzolini, che continua a sostenere la tesi di un ‘complotto politico’ ordito alle sue spalle: Volevano farmi saltare dalla direzione del Tg1 quando c’era il voto di fiducia al Senato del 14 dicembre del 2010. Quello che non sopporto di questa vicenda è che vengano utilizzati strumenti del genere per raggiungere l’obiettivo. Questo mi dà l’idea della società di trogloditi in cui viviamo, tuona Minzolini, che ne ha anche per l’ex DG Rai Mauro Masi.

    Secondo Minzolini, infatti, parte della responsabilità di quanto successo è da attribuire alla ‘superficialità’ dell’ex DG: Masi in questa vicenda è stato un pusillanime, uno leggero, perché per due anni l’azienda non mi ha mai contestato nulla. Tutto ad un tratto mi vengono contestate cose che non stanno né in cielo né in terra.

    Per me queste spese erano per l’esclusiva che mi era stata richiesta al momento dell’assegnazione dell’incarico. Masi mi rispose che poteva passare come un benefit compensativo, ma successivamente mi venne spiegato con una lettera che la Rai non poteva attuare questo strumento e quindi mi propose una sorta di facility, consentendomi tra l’altro la collaborazione con ‘Panorama’ a cominciare da maggio di quest’anno. In ogni caso io ho restituito la somma di denaro che mi viene contestata.

    Scende in campo anche il Cdr del Tg1 che spinge per ‘una svolta’: Serve, subito, un direttore autorevole di indiscusso profilo professionale e morale, super partes, che segni una forte discontinuità editoriale col passato e recuperi tutte le professionalità messe ai margini. Il Tg1 – continua il CdR in una nota – ha tutte le professionalità per riacquistare prestigio e autorevolezza. Lo può e lo deve fare con un direttore che rimetta solo il prodotto al centro del telegiornale e faccia recuperare ai giornalisti unità e senso di appartenenza.

    Dal canto suo Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, vede nel rinvio a giudizio di Minzolini l’occasione concreta per provvedere a un cambio della guardia definitivo e guarda già al sostituto: Il rinvio a giudizio di Augusto Minzolini per peculato è semplicemente l’occasione ineludibile in relazione al quadro normativo e ai precedenti aziendali per risolvere anche un problema editoriale gigantesco che c’è al Tg1. Poiché non si può mettere in dubbio che l’avventura del ‘direttorissimo’ nella testata ammiraglia della Rai vada dichiarata conclusa è il momento di occuparsi con determinazione del futuro del più importante telegiornale del servizio pubblico.

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