Rai, Masi apre indagine su Minzolini

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    Masi indaga sulle spese di Minzolini

    Non è proprio un bel periodo per Mauro Masi: tra Santoro, Saviano, Fazio, Maroni e il referendum indetto dall’Usigrai che l’ha praticamente sfiduciato, non c’è pace per il Direttore Generale della Rai. Ora i consiglieri di minoranza del CdA hanno chiesto una verifica sulle spese del Tg1, stimolati da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Per evitare nuove polemiche e per chiarire i fatti il dg Rai ha deciso di aprire un’indagine sul Tg1, sul quale aleggiano anche sospetti di pubblicità occulta per alcuni servizi ‘promozionali’ a favore di alcune aziende.

    Da una parte i 64.000 euro che sarebbero stati spesi dal direttore del Tg1, Augusto Minzolini, su una carta revolving intestata alla Rai, dall’altra i sospetti su alcune iniziative e alcuni servizi del tg dell’Ammiraglia a ‘favore’ della compagnia di crociere Royal Caribbean e delle Terme di Saturnia: sono questi i nodi principali che emergono dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano che ha fatto due conti in tasca al principale tg italiano.

    Il Tg1 ha organizzato un concorso per famiglie con la multinazionale americana per il varo di una nave ‘gigante dei mari’ e, in otto mesi, ospitato per sei volte un alto dirigente della Royal. In più: Minzolini ha usufruito di uno sconto nel lussuoso albergo Terme di Saturnia, poco prima il Tg1 aveva intervistato il responsabile marketing“: questo scrive Il Fatto evocando sospetti di pubblicità occulta (e conflitto d’interesse?). Inoltre il quotidiano nota anche come le spese registrate sulla carta di credito del direttore del Tg1 ammonterebbero a 64.000 euro, “dieci volte in più di Mario Orfeo del Tg2“, scrive ancora il quotidiano.

    Il tutto in una situazione di grave crisi per la Rai. “Senza tagli e manovre, entro tre anni, la Rai rischia 650 milioni di euro in rosso e presenta il conto al ministro Paolo Romani” scrive ancora Carlo Tecce su Il Fatto. La situazione in Rai è davvero preoccupante: la difficile quadratura dei bilanci ha reso impossibile anche l’acquisto dei diritti per la Champions League, lasciata quindi totalmente in mano alle pay tv.

    In ogni caso Masi cerca di smarcarsi da ulteriori polemiche e chiede chiarimenti sulle questioni sollevate da Il Fatto: “Avete i miei dati, sono a disposizione per verifiche sulla mia carta di credito” dice il dg a sottolineare che lui, personalmente, non ha nulla da nascondere.

    Il problema, però, è cosa resterà della Rai…