Minzolini: “La Rai è di sinistra”. Ma Santoro, Fazio e Dandini agitano il CdA

Si apre l'ennesima settimana di fuoco per la Rai, stretta tra i casi Santoro, Dandini e Fazio, tra contratti ancora da firmare e impegnata nella valutazione della Goodtime, che dovrebbe realizzare la fiction Anita

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    Sono ancora molti i nodi da sciogliere in casa Rai per i programmi in partenza per l’Autunno 2010, senza contare le ‘rogne’ emerse con la prima puntata di Annozero. Da una parte il Dg Mauro Masi, oggetto della velenosa anteprima di Michele Santoro giovedì scorso, porterà il giornalista e il suo ‘inaccettabile comportamento’ nel CdA di mercoledì 29, dall’altra restano aperte le questioni del contratto di Serena Dandini – al via domani e per il quale è stato deciso un CdA straordinario in cui si deciderà anche della fiction Anita - e la partenza di Vieni Via con Me, il nuovo programma di RaiTre con Fabio Fazio e Roberto Saviano ancora da collocare e anch’esso senza coperture contrattuali. Intanto Augusto Minzolini tuona: “In Rai la cultura prevalente è a sinistra, basta vedere Annozero“.

    Molta la carne a cuocere per la Rai e il suo Consiglio d’Amministrazione in questi ultimi giorni di settembre.

    Procediamo con ordine, partendo dalle questioni che verranno discusse nel CdA straordinario di domani, 28 settembre: in primis andranno firmati i contratti di Serena Dandini e del cast del programma Parla con Me, che parte proprio nella seconda serata di domani su RaiTre. Un ritardo già cronico, aggravato dall’annullamento della riunione della scorsa settimana per mancanza del numero legale: ma sembra che per domani non si annuncino problemi, i contratti saranno firmati, anzi per questa mattina è fissata la conferenza stampa di presentazione del programma.

    All o.d.g. del CdA di domani anche l’approvazione del progetto fictional Anita, che fa capo alla Goodtime di Gabriella Buontempo, moglie di Italo Bocchino – capogruppo di FLI alla Camera – e che non sembra così scontata. Che c’entrino i rapporti tesi tra i finiani e il governo? Anche ma non solo, a quanto si legge su Il Giornale, che questa mattina ricostruisce la delicata situazione che si agita intorno al titolo dedicato all’eroina risorgimentale: una questione essenzialmente giudiziario-amministrativa. riassunta così dal consigliere di maggioranza Antonio Verro: “C’è un problema amministrativo di una complessità inaudita. Quote pignorate, una lite in corso tra soci uscenti e soci entranti, quindi una compagine azionaria poco chiara che ha causato l’intervento della magistratura“. Sullo sfondo si agitano problemi societari legati ai rapporti tra la moglie del capogruppo di Futuro e libertà, proprietaria della Goodtime, e il finanziere Loris Bassini, che ha avuto un ruolo centrale nel caso Telekom Serbia gestendo il rientro in Italia dei miliardi derivanti dalla compravendita da parte di Telecom Italia della società serba. Bassini ha fatto pignorare le quote societarie della Buontempo, che controlla il 50% della Goodtime, avanzando così un credito di circa 800.000 euro e più, ma non avendo ancora recuperato il denaro, sta cercando di bloccare i beni della Buontempo. Si è aperta così una vertenza giudiziaria che ha ‘intimorito’ il CdA Rai, che ha chiesto un’indagine sulla società di produzione. Il budget in ballo – scrive ancora Il Giornale – si aggirerebbe sui quattro milioni di euro per una miniserie in due parti, e in più la questione dovrebbe essere sciolta in tempi brevi perché il progetto fictional si inserirebbe nelle iniziative per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e quindi dovrà essere trasmessa entro il 2011. Sempre alla Goodtime afferiscono altri due progetti giunti nel tempo sulle scrivanie della Rai: uno è andata in porto (La Narcotici, serie da 12 episodi in onda su RaiUno agli inizi del 2011 costata 6 milioni di euro), dell’altro ha parlato qualche giorno fa Pippo Baudo: si tratta, infatti, dell’abortito Giallo di Sera, fortemente caldeggiato da SuperPippo.

    Ancor più delicata la riunione di mercoledì: Masi è deciso a ottenere provvedimenti contro Michele Santoro, che non ha esitato – anche se ‘metaforicamente’ – a mandare ‘affan..’ il dg nell’anteprima della prima puntata di Annozero che sembra verrà fatta rivedere proprio in sede di riunione. Non si sa ancora, però, quale sia il tipo di provvedimento che Masi ha intenzione di propugnare: potrebbe trattarsi di una multa, di un ammonimento o di una sospensione, ma spetterà al Consiglio valutare i fatti e prendere una decisione. Ancora aperta, inoltre, la proposta di affiancare un contro-opinionista a Marco Travaglio(ancora senza contratto) e si fa sempre più insistentemente il nome di Vittorio Sgarbi, sia come ‘personaggio’ che come ‘modello di riferimento’. E ci si domanda quale contributo fattivo possa dare un opinionista à la Sgarbi: basti rivedere come ha contribuito alla discussione e allo sviluppo del tema della prima puntata stagionale de L’Ultima Parola, lo scorso venerdì.

    All O.d.g. anche un’altra spinosa questione legata ai palinsesti autunnali di RaiTre: ci riferiamo al nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, intitolato Vieni Via con Me e che dovrebbe partire a novembre. Sembra non sia stata ancora sciolta la questione sul numero di puntate (dai quattro speciali si potrebbe scendere a due) e sulla collocazione settimanale. Inoltre iniziano a circolare nomi importanti per gli ospiti: Roberto Benigni e Bono Vox degli U2 avrebbero dato la propria disponibilità a partecipare, ma le trattative non possono essere chiuse in quanto mancano ancora i contratti per la redazione. “I tempi sono stretti e se i contratti non saranno firmati in settimana, la produzione del programma è a rischio” continua a ripetere come un mantra il capostruttura di RaiTre Loris Mazzetti.

    In tutto questo giungono come una cicliegina sulla torta le accuse di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, che alla festa del PdL a Milano (dove partecipava in qualità di intervistatore del Ministro della Giustizia Angelino Alfano) ha affermato che “in Rai la cultura prevalente è a sinistra, basta vedere Annozero. Se hai quella linea puoi dire molto di più di quello che ho detto io. Se hai una posizione diversa non è consentito“. Immediata la risposta del segretario dell’Usigrai Carlo Verna: ”Le affermazioni fatte dal direttore del Tg1 ad una festa di partito, quello del quale chi lo accusa ritiene faccia direttamente gli interessi in ogni scelta di scaletta, sono solo la conferma di quanto siano fondate le critiche nei suoi confronti“.

    Ci sembra che vie d’uscita da questa situazione ce ne siano davvero poche.