Minzolini, la Cassazione apre le porte al suo ritorno al Tg1

Minzolini, la Cassazione apre le porte al suo ritorno al Tg1

    Vigilia di Natale agitatissima in casa Rai: una freschissima sentenza della Cassazione sembra contraddire il presupposto legale con cui Lorenza Lei ha deciso la rimozione di Augusto Minzolini dalla direzione del Tg1, decisione avallata dal CdA Rai grazie all’intervento del Presidente Garimberti, ma contestata dai Consiglieri di Maggioranza, che ora chiedono a gran voce il reintegro del ‘direttorissimo’. Intanto Minzolini continua a dichiararsi innocente dalle accuse di peculato, per le quali è stato indagato dai Pm di Roma, e rinnova la sua intenzione a far guerra alla Rai per una manovra politica fondata su presunzioni legali che la stessa Cassazione sembra rigettare. Si sfoga a La Zanzara, mentre domani, 25 dicembre, sarà ospite del contenitore domenicale di La7 condotto da Antonello Piroso, Ma Anche No. In alto un estratto da La Zanzara di ieri.

    La Cassazione rompe le uova nel paniere a Lorenza Lei: in una sentenza di ieri, relativa alla possibilità di ricorrere al Tar per concorsi banditi dalla Rai (o giù di lì) la Cassazione ha sostenuto che la Rai è una società per azioni per volontà del legislatore stesso e, seppure soggetta a una disciplina particolare per determinati aspetti ed a determinati fini, riguardanti anche la giurisdizione, chiaramente dettata da interessi di natura pubblica, per tutto quanto non diversamente previsto non può che essere regolata secondo il regime generale delle società per azioni e non è in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni.
    Decade, quindi, l’assunto su cui si è basata Lorenza Lei per decidere il trasferimento di Minzolini, argomentato con l’obbligo di rimuovere dall’incarico un dipendente di amministrazioni o enti pubblici ovvero enti a prevalente partecipazione pubblica rinviato a giudizio (la legge 97 del 2001).

    Il CdA fibrilla: i consiglieri di maggioranza chiedono a gran voce il reintegro immediato di Minzolini al Tg1, il consiglieri di centrosinistra vedono nelle rivendicazioni dei ‘rivali’ e di Minzolini l’ennesimo tentativo pretestuoso di riconquistare la poltrona. La Lei, intanto, sembra avere ormai instaurato un filo diretto con Berlusconi, stando almeno a quanto riporta il Corriere della Sera.

    Minzolini, dal canto suo, non può che riaffermare, con la Cassazione a ‘favore’, l’illegittimità della sua rimozione. Potrei anche tornare a dirigere il Tg1, dice l’ex direttore a Ma Anche No di Antonello Piroso (trasmissione di La7 in onda nel pomeriggio del giorno di Natale, ma registrata ieri). La legge indicata dalla Lei è una forzatura dato che la Rai è una società per azioni e lo ha ricordato anche la Corte di Cassazione, aggiunge il direttore.

    Per l’immediato futuro Minzolini pensa solo a far valere le proprie ragioni: Ora sono occupato a capire per quale motivo sono stato oggetto dell’applicazione di questa legge. Difende, inoltre, il suo operato alla guida del Tg1: Ho la coscienza a posto. Ho attraversato un momento abbastanza complicato dal punto di vista politico, perché la politica è andata a occuparsi di cose che con la politica c’entrano poco. Riguardo alla sua ‘deriva’ sul colore, afferma di non aver concesso che 10 minuti, nella necessità di intercettare il maggior pubblico possibile, al quale non si può parlare di politica (anche se i dati del Tg La7 di Mentana smentiscono questa impostazione editoriale) e di aver subito un calo degli ascolti per il mutato panorama tv, apertosi alla digitalizzazione.

    A La Zanzara, poi, respinge le accuse di peculato, dichiarandosi pronto a querelare chi ha affermato a mezzo stampa (Il Fatto Quotidiano in testa) che abbia chiesto anche il rimborso per le spese fatte con la carta aziendale: Al Tribunale di Roma il 96% dei casi viene rinviato a giudizio: sono indagato semplicemente perché non ho indicato nelle note spese, legate per lo più a pranzi, i nomi delle persone con cui ho mangiato, come stablito dal regolamento Rai. Vorrei sapere quanti altri direttori di giornali sono costretti a questo. Il Natale in Rai è davvero caldo.

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