Milo Infante su Rai Due con ‘Senza Peccato’, un viaggio nel mondo dei giovani: l’intervista

Senza Peccato, il nuovo programma di Milo Infante in onda su Rai Due a partire da martedì 9 settembre alle 23

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    Milo Infante su Rai Due con Senza Peccato: intervista

    A distanza di due anni Milo Infante torna in televisione con Senza Peccato, nuovo programma di Rai Due in onda da martedì 9 settembre alle 23.45. Al centro del racconto i giovani e le loro storie: spesso racconti difficili, “un pugno nello stomaco” le definisce il conduttore, “ma che è doveroso raccontare”. Infante parte con quattro puntate, a cui forse ne verranno aggiunte altre, “se i risultati saranno buoni”, ha dichiarato il conduttore durante la conferenza stampa per la presentazione del programma, che si è tenuta oggi a Milano. In apertura e dopo il salto l’intervista integrale.

    Senza Peccato è un racconto, un viaggio nel mondo dell’adolescenza che parte da una domanda diretta, ma dalla risposta difficile, quasi impossibile: i figli sono migliori o peggiori dei padri? Nel corso delle quattro puntate, Senza Peccato proverà a rispondere al quesito, interrogandosi sulle colpe che, molto spesso, si addossano ai giovani, senza pensare che forse la responsabilità è da addossare, invece, al mondo degli adulti poiché i giovani, proprio perché tali, sono appunto “senza peccato”.

    Roberto Serafini, responsabile del Centro di Produzione Tv Rai di Milano, ha definito Senza Peccato “un programma di approfondimento su tematiche importanti che saranno trattate col taglio giusto e la giusta profondità”. Il Direttore di Rai Due Angelo Teodoli ha sottolineato che si tratta di un altro prodotto di Rai Due “nel segno della contemporaneità, come sta già accadendo per Pechino Express e Detto Fatto. Senza Peccato fa parte della complessità che vogliamo dare alla rete, sempre più intenzionata a occuparsi anche degli aspetti più problematici. E’ un prodotto molto bello che dà la terza dimensione a questa rete, che non si occupa soltanto di gioco e divertimento”.

    Stando alle dichiarazioni di chi il programma l’ha ideato, pensato, scritto e approvato, Senza Peccato si preannuncia come un pugno nello stomaco, forte, ma necessario per aprire gli occhi su una realtà molto spesso raccontata male e in modo frettoloso, superficiale. “Un prodotto di approfondimento deve essere realistico, senza filtri e raccontato dai protagonisti stessi”, dice Teodoli, “vorremmo fare una mappatura del mondo giovanile anche dal punto di vista di opportunità, di crescita e di inserimento sociale”.

    Secondo Milo Infante, conduttore-narratore di Senza Peccato, il colpevole dello spaccato odierno è solo uno: la società che “non riesce a tramettere valori che sono fondamentali”. Sul suo ruolo all’interno del programma tiene a precisare che fungerà “da collante tra una storia e l’altra: abbiamo deciso di fare un passo indietro e dare voce ai ragazzi. Questa non è la peggio gioventù. Non è neanche la meglio gioventù, ma noi non siamo i migliori genitori, non siamo la meglio società”. “.

    E sulla causa in corso contro la Rai dice soltanto: “Mi trovo bene con Angelo Teodoli. Spero di fare altre cose con lui con Rai Due. Sul resto, le questioni non sono ancora chiuse, ma credo di poter dire che aspettiamo la fine per capire chi le abbia scatenate”.

    Di seguito, l’intervista integrale a Milo Infante

    Cosa dobbiamo aspettarci da Senza Peccato?

    Senza Peccato parla degli adolescenti, del loro mondo, dei loro problemi e lo fa attraverso le loro storie. E’ un programma dedicato ai ragazzi e anche ai genitori: che possano trovare un spunto di dialogo sempre maggiore.

    In un mondo dedicato ai talent show, perché avete scelto di raccontare i giovani sotto un altro aspetto?

    Perché i talent non raccontano gli adolescenti: raccontano quello che desiderano che gli adolescenti raccontino, cioè mostrano solo determinati lati dell’adolescenza, della giovinezza; il talent, però, è un prodotto televisivo, fatto per essere guardato, per fare ascolti, fatto per fare clamore; speriamo, invece, di essere servizio pubblico, cioè di raccontare quella che è la realtà.

    Il pubblico a cui puntate qual è?

    Noi puntiamo realisticamente a parlare ai genitori e raggiungere i ragazzi attraverso i loro canali, attraverso i social network, attraverso i media che loro sfruttano e utilizzano, cercando di mostrare anche le conseguenze dei comportamenti che, a volte, vengono sottovalutati.

    Torna in tv dopo due anni: che emozione prova?

    Un po’ di emozione c’è. Quando ho realizzato le prime interviste, dopo due anni, mi sono chiesto quanto fossi arrugginito, se ero ancora in grado di farlo, però giudicherete voi.

    La rivedremo in video con Monica Leofreddi?

    Me lo auguro molto. L’amicizia, l’affetto con Monica è qualcosa che va molto oltre il rapporto professionale e ddevo dire che, a distanza di tanti anni, quando qualcuno – e devo dire che sono tanti – mi parla de L’Italia Sul Due, mi parla de L’Italia sul 2 di Monica Leofreddi, quindi credo sia anche nel cuore dei telespettatori.