Michele Santoro resta in Rai (?)

Michele Santoro resta in Rai (?)

Michele Santoro ci avrebbe ripensato e sarebbe intenzionato a restare in Rai: a una settimana dalla sua 'avvelenata' con la quale aveva spiegato al pubblico di Annozero di essere stato costretto a lasciare Viale Mazzini, ostile nei suoi confronti, per il bene del pubblico, ora sostiene di essere 'impossibilitato ad andar via' dopo i 'sospetti' creati dalla fuga di notizie sui suoi compensi

    Michele Santoro sembra essere intenzionato a restare alla Rai: pare sempre meno probabile la firma dell’accordo con la Rai per lo scioglimento del contratto da dipendente che lo lega a Viale Mazzini e che tiene banco nelle cronache politico-mediatiche da una decina di giorni. Ieri pomeriggio, infatti, Santoro ha prospettato la rottura delle trattative con l’Azienda per un prepensionamento (milionario) e l’affidamento di un contratto di collaborazione esterna per i prossimi due anni, approvato mercoledì scorso dal CdA su proposta del dg Mauro Masi: la firma non c’è ancora, anche se in questi giorni sono continuati i colloqui tra i dirigenti Rai e l’agente di Santoro, Lucio Presta. Perché Michele ha tirato il freno a mano? Di seguito le sue dichiarazioni.

    La separazione consensuale tra Michele Santoro e la Rai, annunciata la settimana scorsa e discussa giovedì in una lunga introduzione alla consueta puntata di Annozero, sembra allo stallo: proprio in apertura del suo talk, la scorsa settimana Santoro aveva chiesto alla Rai (e soprattutto alla compagine dell’opposizione di stanza a Viale Mazzini) un cenno perché l’accordo quadro (illustratovi in un nostro precedente post) venisse annullato e saltasse quindi la ‘sua’ decisione di andar via dalla Rai. A spingere il giornalista verso lo scioglimento del contratto da direttore (per 700.000 euro lordi annui) la decisione della Rai di presentare ricorso in Cassazione contro la sentenza di reintegro decisa dal tribunale dopo l’Editto Bulgaro del 2002.

    ‘Fatemi un cenno, fatemi capire che programmate Annozero perché redditizio e non solo perché impostovi dalla legge, fatemi capire che Annozero è la perla del servizio pubblico, non una zavorra’: questo il senso del discorso di giovedì scorso fatto da Santoro in diretta tv, rivolto soprattutto alla sinistra. Poi, dopo le immancabili polemiche, il silenzio: solo Garimberti, presidente della Rai, si è espresso ieri a favore di Santoro (“Santoro è una risorsa e deve restare in ogni caso“), quando già circolavano voci di ripensamento da pate di Santoro.
    Le continue fughe di notizie, che hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine - ha dichiarato Santoro ieri - Trasmissioni televisive della Rai (tra cui L’Ultima Parola, di cui in alto vi abbiamo proposto la prima parte della puntata di venerdì scorso, NdR) hanno potuto entrare nel merito di una trattativa in corso d’opera con un profilo denigratorio dei miei comportamenti di professionista. Non era mai avvenuto in precedenza“. Insomma, questa violazione della privacy sarebbe il motivo alla base della sua marcia indietro.

    In questa situazione – continua infatti il giornalista - non ha alcun senso continuare a immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine a una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico“.

    Il tira e molla non aiuta nessuno: una settimana fa Santoro si diceva costretto a lasciare la Rai con 6 anni di anticipo perché sostanzialmente impossibilitato a fare il proprio lavoro. Con la collaborazione esterna, invece, avrebbe potuto sperimentare nuovi format “nell’interesse del pubblico” aveva detto giovedì sera. Ma ora, mentre continuano i colloqui tra Lucio Presta, il suo agente, e la Rai, sembra che Santoro abbia deciso di restare dov’è e di riprendere in mano Annozero.

    La questione potrebbe essere ridiscussa, anche se informalmente, nel CdA di oggi, ma Masi ci tiene a rispondere alle accuse di ‘violazione della privacy’ avanzate da Santoro: “Nell’accordo tra la Rai e Santoro votato dal Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini sostanzialmente all’unanimità era prevista una clausola di riservatezza e di gestione concordata della comunicazione cui il direttore generale Mauro Masi si è puntualmente attenuto“. Insomma la fuga di notizie non è venuta dalla Rai, che quindi si tira ‘fuori’ dalla vicenda. “Gli ho spiegato che è una risorsa per l’azienda – ha detto Garimberti - e che io l’avrei difeso comunque sia se avesse deciso di cambiare il suo impegno in tv sia che avesse deciso di continuare con Annozero. La firma a questo punto dipende solo da Santoro, noi aspettiamo le sue decisioni“.
    Cosa farà Santoro?

    759