Michele Santoro e Carlo Freccero insieme per la Rai: ‘Multimedialità e progetti orizzontali’

Michele Santoro e Carlo Freccero insieme per la Rai: ‘Multimedialità e progetti orizzontali’

Michele Santoro e Carlo Freccero insieme per la Rai, uno direttore generale, l’altro presidente: ecco tutti i dettagli della candidatura e sul futuro di Viale Mazzini

    santoro da annunziata

    Michele Santoro e Carlo Freccero insieme per la Rai, uno direttore generale, l’altro presidente: fantascienza? L’ex conduttore di Annozero ha lanciato la sua candidatura nel corso della trasmissione ‘In mezz’ora’ in onda su Rai3 e condotta da Lucia Annunziata, al quale l’oggi volto di Servizio Pubblico ha anche affidato delle pillole di programma per quanto nebulose: ‘Bisogna puntare sulla multimedialità, se uno vuol prendere in mano la Rai e non vuol fare tagli dolorosi all’occupazione deve investire sulla multimedialità, su progetti orizzontali‘. Un annuncio in diretta e in casa Rai che per questo oggi viene additata come esempio ‘di democrazia e pluralismo di voci nell’azienda di viale Mazzini‘, con il quale però Santoro ha deluso chi sperava in uno ‘sganciarsi’ dal passato, anche visto che i ‘magnifici due’ avrebbero dovuto lanciare la loro candidatura dal palco del Festival del Giornalismo, un segnale – questo sì – che sarebbe stato in controtendenza con il solito ‘blablabla’ della tv.

    Nell’attesa di sapere quale sia sia esattamente il programma di rilancio per l’azienda di viale Mazzini dei due giornalisti, Michele Santoro non aspetta il Festival del Giornalismo, ma sceglie la tv per veicolare la sua candidatura, di cui in realtà parla da mesi: dopo l’intervista di ieri a TV Talk – ‘Non pretendiamo che scelgano noi, ma almeno che scelgano qualcuno che ha più capacità professionali delle nostre‘, ha spiegato – il giornalista lancia la sua candidatura ad ‘In mezz’ora’, di fronte ad un ex presidente Rai del calibro di Lucia Annunziata. Il conduttore di Servizio Pubblico si candida a direttore generale insieme al presidente di Rai 4 Carlo Freccero, altro giornalista controverso dopo il ‘bailamme’ di Fisica o Chimica: ‘Io e lui – ha spiegato l’ex volto di Annozero – potremo affrontare il dibattito con altri ticket di candidati e venirne fuori bene. Abbiamo esperienza‘.

    Sì, ma il programma? Santoro è per ora limitato ad un generico ‘bisogna puntare sulla multimedialità, se uno vuol prendere in mano la Rai e non vuol fare tagli dolorosi all’occupazione deve investire sulla multimedialità, su progetti orizzontali‘, un po’ più loquace Freccero, che ieri ha anticipato il suo discorso di oggi dalle colonne del Fatto Quotidiano: Rai 1è la rete degli eventi storici, politici, sociali. Ma anche eventi mediatici, cinematografici, della società civile. È evento un film di grande impatto sul pubblico. Ma è evento anche un programma che si rivolge alla società civile come Vieni via con me di Fazio-Saviano. Infine l’archivio trova nella rete ammiraglia il suo ruolo di documento e di memoria storica del Paese‘. Rai 2 sarà invece ‘lo spazio dell’immaginario (…) i generi della cultura globalizzata, Hollywood, le reti pay-tv come Hbo, ma anche Bollywood, cultura dell’estremo oriente. E soprattutto il glocal, l’ibridazione tra culture locali e globali‘, mentre Rai 3 dovrebbe invece continuare la strada già intrapresa: ‘La rete – scrive Freccero – ha già oggi e può conservare la sua vocazione di rete dell’informazione. Informazione in senso sociologico, economico, scientifico, d’inchiesta, di costume.

    E con la vocazione verso il nuovo e inconsueto a complemento della cultura mainstream‘. Per quanto riguarda infine le reti digitali, ‘c’è solo l’imbarazzo della scelta. In primo luogo la fiction in tutte le sue declinazioni, poi la musica‘.

    Santoro ha spiegato che spedirà il curriculum suo (per il posto da direttore generale) e quello di Freccero (che dovrebbe diventare direttore) al premier Mario Monti e al presidente della Repubblica Napolitano: ‘Vedremo se li analizzeranno, ma a noi sta a cuore il problema del servizio pubblico e affrontiamo un principio: chi aspira a una nomina deve dirlo in modo trasparente, in maniera chiara, davanti a tutti e non andando a parlare con Bisignani… Li voglio vedere quelli che fanno parte delle cricche, delle camarille, che presentano curriculum e accettano di perdere… Vediamo cosa succede, di solito abbiamo buone risposte dalla rete web. Milioni di persone che si possono mettere in cammino…‘.

    In realtà, per ora, il web rimane freddino – se non addirittura ostile… sarà che è domenica? – mentre dalla politica arrivano solo ironia e satira, sia da destra, che da sinistra: c’è da dire che, a quella che viene considerata la sua parte politica, il giornalista non ha risparmiato stilettate: a proposito della decisione del Pd di non nominare suoi esponenti in Rai se il consiglio d’amministrazione verrà rinnovato con la legge Gasparri, il giornalista spiega che ‘la posizione è positiva, ma il Pd non si rende conto che la Rai è un punto nevralgico per la crescita‘, mentre a proposito del conflitto d’interessi e degli spazi di potere in Rai, Santoro ha sottolineato che ‘è finito Berlusconi ma non le cause che l’hanno generato. Il conflitto d’interessi è una malattia che coinvolge tutti, la sinistra ha la sua diramazione d’interesse in Rai: la Rai non è mai stata lasciata libera di fare il suo lavoro, a viale Mazzini manca la rivoluzione copernicana che mette al centro gli autori, i prodotti. E’ uno scandalo che nel servizio pubblico non ci siano Luttazzi, Paolini. Perché non ci sono loro e ci sono invece sciocchezze di cui faremmo volentieri a meno?‘. E questa, al di là di come la si pensi politicamente o su Santoro, è un’ottima domanda.

    [UPDATE]: Alcuni video dal Festival del Giornalismo di Perugia

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