Michele Santoro da La7 verso Rai per la docu-fiction ‘Processo all’Olocausto’

Michele Santoro da La7 verso Rai per la docu-fiction ‘Processo all’Olocausto’

'Processo all'Olocausto' è il nome di una docu-fiction che vedrà Michele Santoro impegnato in Rai, dopo la militanza su La7

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    Nei nuovi progetti di mamma Rai mancherebbe a sorpresa L’Isola dei famosi 2013, ma non Michele Santoro. La7 o non La7, infatti, il conduttore potrà realizzare uno dei suoi sogni di sempre: Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi approveranno senz’altro l’idea di realizzare una docu-fiction sull’Olocausto; non è stato ancora confermato nulla, infatti, ma risulta difficile credere che, visti i soddisfacenti risultati ottenuti in passato, la direzione bocci un tale progetto (sicuramente adatto alle parole chiave ‘etica’ e ‘risparmio’ che muoveranno per i prossimi anni l’operato dell’azienda). Una delle sceneggiature è stata già conclusa e pare che la trovata abbia entusiasmato non poco i vertici aziendali. Ideata e diretta da Santoro, la docu-fiction porterà il nome di Processo all’Olocausto e sarà completamente incentrato sulla famosa battaglia legale che nel 2000 vide contrapposti il saggista britannico David Living e la storica statunitense Deborah Lipstadt, la quale, senza mezzi termini, lo accusò di essere ‘uno dei più pericolosi portavoce del Negazionismo‘, a causa di un saggio pubblicato tempo addietro, Denying the Holocaust, edito da Penguin Books.

    L’autore si sentì diffamato da tale opinione, a tal punto da citare in giudizio quella che avrebbe dovuto essere una collega, ma che si rivelò – e non ingiustamente – una tra le sue principali nemiche; la Lipstadt si trovò coinvolta, infatti, in un acceso dibattito sulla Shoah – discussione che animò il mondo intero – e che mise in evidenza la vera personalità di Living: attraverso un milione di sterline, l’editore della storica finanziò tutte quelle iniziative volte a raccontare la verità, distruggendo, di conseguenza, qualsiasi pretesa degli avversari.

    Il processo si concluse proprio a suo favore e la Corte stessa definì Irving ‘attivo negatore dell’Olocausto, antisemita, razzista, associato con gli estremisti di destra che promuovo il neonazismo‘. Cinque anni dopo, il saggista venne arrestato in Austria per aver esaltato il culto di Hitler ed essersi identificato con il partito nazista tedesco: comportamento che lo portò in carcere per ben quattrocento giorni.

    La sua docu-fiction di Santoro sarà imperniata proprio su questo animato dibattito e sulla vita delle due parti: un esperimento interessante sotto tutti i punti di vista, anche se decisamente azzardato; il produttore Parenzo, però, non ha dubbi e ha già dato qualche indicazione cronologica sull’inizio delle riprese: ‘Dovremmo cominciare appena Michele avrà concluso il suo impegno con La7, cioè in primavera‘.

    Si attendono i vertici Rai e si cerca di trovare gli interpreti più adatti di tutti i personaggi, dunque; al tempo stesso si annuncia, però, anche un secondo capitolo della fiction, sicuri del fatto che nessuno potrà rifiutare un prodotto del genere. E non sbagliando…

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