Michele Bravi di X Factor 7: per l’appariscente Morgan un ragazzo acqua e sapone

Michele Bravi di X Factor 7: per l’appariscente Morgan un ragazzo acqua e sapone

Michele Bravi di X Factor 7: la scheda di presentazione del concorrente del talent show di Sky Uno

    Un ragazzo “acqua e sapone” a X Factor 7. E’ l’impressione che abbiamo avuto sentendo e guardando Michele Bravi. Dice lui stesso che non è troppo complesso: “Sono molto prevedibile e noioso: canto, scrivo, leggo, esco…etc”, quando gli chiedono come passa il suo tempo libero visto che, gran parte delle volte a divertirlo sono “le cose semplici e cristalline ma che non cadano nella trivialità. Le cose forzatamente comiche mi infastidiscono molto, così come la facile volgarità”.

    Michele è un concorrente scelto da Morgan nella categoria degli Under 24, a tutti gli effetti membro del cast del talent show di Sky Uno. Non poteva non saltarci all’occhio un’evidente ambivalenza: un ragazzo “semplice” che ha come coach lo scanzonato Morgan che di lui già pensa: “Michele sa quello che canta”.

    E’ proprio un ragazzo giovane che ci crede, a 18 anni dice: “Ci vuole coraggio per sognare”. E lui, sul palco di X Factor, sta cominciando a sognare davvero. Ma con garbo, visto che dice di non sopportare “le critiche infondate e gli arrivisti incapaci”, così come ripudia “le cose fatte senza impegno e senza passione, la finzione e il disinteresse. Non sopporto la noia, la ripetitività e l’inerzia”.

    Una buona interazione con i social, di questi tempi e per un programma come X Factor che va forte su Twitter, è molto importante. Per lui “il web è un’arma a doppio taglio. L’utilizzo che faccio del social network è abbastanza limitato: preferisco condividere le cose importanti con gli amici piuttosto che con l’informatica. Quello di internet non è un mondo che mi appartiene del tutto (sono molto geloso delle mie conquiste e mi spaventa darle in pasto ad una cattiveria scontata e banale). D’altro canto è anche intrigante vedere come la gente si muove sul social, vedere come e che cosa pensa”.

    Giovedì sera lo vedremo sul palco di Sky Uno. Ma come si prepara, di solito, prima di esibirsi? Quello che ha detto ai microfoni di X Factor, in questo senso, è indicativo: “Sono molto molto superstizioso. Mi diverte tanto trattenere una cultura antica e misteriosa, anche perché credo che la superstizione sia una buona palestra per non volare mai troppo con la fantasia. Essere superstizioso significa essere autoironico“.

    Disposto, come abbiamo visto, a fare a meno delle critiche infondate ma pronto pare a fare tesoro di quelle costruttive e, più in generale ha detto: “Mi affascina tutto ciò che nasce dalla reazione a una qualche sofferenza, quell’arte che è conseguenza della necessità di sopravvivere. In questo senso uno dei più bei libri che ho letto è Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. Credo che sia una perfetta sintesi del saper vivere; è un testo estremamente forte e coraggioso, appassionato e vero. Nella cinematografia invece apprezzo molto la regia di Stephen Daldry. I suoi film sono sempre molto attenti e mai banali, si riesce a entrare nella psiche dei personaggi senza mai violarli o molestarli”.

    La sua top five musicale spazia da “Cuore di cane” di Fiorella Mannoia, passando per Jamie Cullum, Giuni Russo e “Tears Dry on Their Own” di Amy Winehouse, mito di molti giovanissimi come lui.

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