Michael Scofield e la sindrome da supereroe

Michael Scofield e la sindrome da supereroe

Michael Scofield e la sindrome da supereroe

    bruce wayne

    Alla fine della terza stagione di Prison Break il protagonista, Michael Scofield, ha convinto fratello e nipote a lasciarlo andare, e – all’oscuro del fatto che il suo migliore amico, Fernando Sucre, è stato rinchiuso nella prigione di Sona – è partito per vendicarsi della Compagnia che, crede, ha ucciso la sua donna amata, Sara.

    Quello che si chiedono molti fan, americani e non, è se Michael riuscirà mai a trovare la pace superando il complesso da supereroe: come Peter Parker si sente responsabile per la morte dello zio, così Michael si sente responsabile per la morte delle persone a lui care, perché non è riuscito a salvarle. Più che l’uomo ragno, comunque, Michael ricorda molto Bruce Wayne (Batman), visto che entrambi, pur non avendo potere, scelgono di mettere il loro cervello, il loro fascino e il loro carisma al servizio dei buoni, combattendo il lato oscuro.

    Ovviamente nessuno si aspetta che Lincoln e LJ spariscano dalla trama di Prison Break alla ricerca di una vita felice e perfetta, né che Michael resti a lungo all’oscuro del fatto che Sucre è intrappolato a Sona, per non parlare del fatto che Sarah prima o poi riapparirà viva e vegeta. Ma, è la domanda che in molti si pongono, a Prison Break serviva veramente una quarta stagione, e soprattutto: con così tante persone da salvare o ritrovare, a chi rivolgerà per primo la sua attenzione? E soprattutto, una volta fatta la sua scelta, se qualcuno morisse, saprebbe Micheal convivere con le sue decisioni? Tutte domande (e ipotesi) che avranno risposta solo con la quarta stagione, la cui data di inizio la Fox dovrebbe rendere nota nel corso degli upfronts di maggio, mentre i fan italiani, conclusa la seconda stagione su Italia 1 lo scorso novembre, dovranno aspettare l’autunno per vedere le tredici puntate della terza stagione.

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