Michael Moore chiamato a testimoniare sul ‘viaggio cubano’ di Sicko

Michael Moore chiamato a testimoniare sul ‘viaggio cubano’ di Sicko

Non si placano le polemiche sull'ultimo film di Moore

    Nelle sale italiane uscirà solo il 24 agosto, ma negli Usa non smette un attimo di far discutere: parliamo di Sicko, il film-documentario per cui Michael Moore è stato chiamato a testimoniare sul suo viaggio a Cuba, dove il regista ha fatto curare i volontari post 11 settembre non coperti dall’assicurazione del governo. Il regista lo ha rivelato nel corso di un apparizione al “The Tonight Show with Jay Leno”: la citazione (nell’ordinamento inglese subpoena è “un ordine a comparire in un certo luogo in un dato giorno per testimoniare su un certo fatto”) gli è arrivata negli studi del suo network a Burbank, California.

    “Non l’ho ancora detto ai miei familiari”, ha detto Moore a Leno. Nel suo ultimo film, in cui Moore attacca pesantemente il sistema sanitario americano e le compagnie di assicurazione, il regista scopre che i volontari dell’11 settembre che si sono ammalati non sono coperti dall’assicurazione governativa, che ha destinato le cure solo a chi aveva un contratto regolare. “Ho sentito che i terroristi di Al Qaeda a Guantanamo Bay ricevono gratuitamente visite mediche, dentistiche, oculistiche, tutto quanto gli occore, e che i nostri ‘salvatori’ non possono avere lo stesso trattamento a New York”, ha detto il regista, “per questo ho deciso di portarli a Cuba”. Invano il regista ha tentato di entrare a Guantanamo, ripiegando poi sugli ospedali locali.

    “Non sono andato a Cuba per prendere la tintarella come Cameron Diaz, ha detto Moore, sono andato lì per aiutare persone malate. Il governo Bush non è impegnato con qualcos’altro?” Già in maggio il regista era stato raggiunto da una lettera dell’OFAC, che chiedeva informazioni riguardo il viaggio, non approvato da nessuno (gli Americani non possono andare a Cuba senza ‘permesso’).

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