Michael Emerson parla della quarta stagione di Lost

Michael Emerson parla della quarta stagione di Lost

Pare che nella quarta stagione anche il suo personaggio potrebbe mostrare alcune ‘buone’ qualità, se non addirittura redimersi

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    Michael Emerson è oramai diventato ‘il cattivo’ per eccellenza grazie (anche) al ruolo che interpreta in Lost, Ben Linus, leader degli Altri, e benché molti fans lo considerino come ‘inquietante’, pare che nella quarta stagione anche il suo personaggio potrebbe mostrare alcune ‘buone’ qualità, se non addirittura redimesi, come è accaduto a Juliet (Elizabeth Mitchell). (Attenzione, seguono spoiler sulla quarta stagione)

    “Ben non è cattivo, ha spiegato l’attore in una intervista a TV Guide. E’ solo ‘sconosciuto’: può essere un manipolatore e occasionalmente violento, ma non sappiamo a cosa è andato incontro”. Emerson, 53 anni, prima di Lost era diventato famoso per il suo ruolo di Zep Hindle nel primo Saw e come William Hinks in The Practice, che gli è valso un Emmy Award come miglior attore non protagonista. Sebbene abbia interpretato numerosi ruoli in produzioni teatrali, cinematografiche e televisive, pare che recitare il ruolo di cattivo sia una sorta di ‘destino’: “Ho interpretato molti cattivi, ma solo in TV. E per me è un mistero, visto che non sembro un cattivo, e non mi sento tale. Ma qualcuno ha deciso che il mio aspetto esteriore ‘da buono’ potesse essere perfetto per un’anima ‘oscura’”, ha spiegato ancora l’attore. La quarta stagione di Lost è attesa per febbraio (sulla ABC), e molti fan sono curiosi di scoprire cosa accadrà: di sicuro, oltre a flashback e flashforward che spiegheranno qualcosa, pare che ci sarà una season premiere alquanto “violenta: incontrerete, ha detto Emerson, un sacco di nuovi personaggi, e non saprete cosa farne.

    Inoltre, come sapete in Lost i personaggi che muoiono non se ne vanno mai veramente. Posso dirvi che la quarta stagione è posseduta dai personaggi del passato. Sarà violenta: il primo episodio avrà un sacco di lacrime, paura, corse nella giungla, urla: tutto cambia, visto che non c’è più una comunità: i sopravvissuti hanno abbandonato il loro campo, gli Altri sono stati decimati e hanno lasciato la loro comunità. E ora, ha concluso Emerson, c’è pure una tremenda minaccia dall’esterno”.

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