Michael C.Hall: ‘Dopo Dexter – che non avrà un happy ending – mi dedicherò al teatro’

Michael C.Hall: ‘Dopo Dexter – che non avrà un happy ending – mi dedicherò al teatro’

Dopo la fine di Dexter, Michael C

    Michael C Hall non continuerà la sua carriera televisiva dopo Dexter, una possibilità emersa più volte anche durante le trattative per il recente rinnovo (biennale, con l’ottava stagione che sarà al 99% l’ultima) che ora l’attore ufficializza in un’intervista al magazine Parade, in cui annuncia che la prossima fase della sua carriera sarà dedicata al teatro e al cinema, pur non escludendo un ritorno in tv (ma non a breve).

    Dieci anni fa non avrei mai potuto immaginare la carriera di oggi, e spero che sia lo stesso tra altri dieci anni’, afferma Michael C.Hall alla domanda su un bilancio della sua carriera, mentre per quanto riguarda il futuro ‘mi piacerebbe tornare in teatro e fare qualche film, eventualmente anche fare un’altra serie tv, ma non è nella lista delle mie priorità dopo Dexter e Six Feet Under: poi non lo so, ma mi piacerebbe variare e partecipare ad una cosa che ha un inizio, un mezzo e una fine’.

    Nominato agli Screen Actors Guild Award quale miglior protagonista per Dexter, C.Hall ha fatto sapere di non credere che la sua serie possa avere un finale felice, ‘non credo per Dexter ci sarà un happy ending, penso che la questione sia cosa gli succederà, se riuscirà a farla franca o finirà in galera. E anche se riuscisse a farla franca, il suo comportamento ha avuto molte ramificazioni e conseguenze, non so quale sarà il verdetto specifico per Dexter, ma credo che un happy ending non sia nelle corde dello show’.

    L’attore crede comunque che Dexter sia (o sia diventato) in qualche modo umano, ‘penso che nessuno abbia creduto alle sue dichiarazioni sull’avere poca umanità – ha aggiunto C.Hall nell’intervista – specialmente oggi, con l’autentica connessione che Dexter ha sviluppato per il suo ruolo di padre e verso suo figlio: penso sia difficile dire che Dexter non provi sentimenti umani – ha concluso l’attore – quanto piuttosto che la sua capacità di compartimentalizzare è sovrasviluppata’.

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