Mentana: “Mediaset è un comitato elettorale”

Mentana: “Mediaset è un comitato elettorale”

Enrico Mentana pubblica il suo primo libro e racconta i retroscena dal suo divorzo da Mediaset pubblicando una lettera inviata a Fedele Confalonieri dell'aprile 2008: "Non mi riconosco più nell'azienda, è diventata un comitato elettorale"

da in Attualità, Enrico Mentana, Matrix, Mediaset, Personaggi Tv, Primo Piano, Fedele-Confalonieri
Ultimo aggiornamento:

    Enrico Mentana: la copertina di Vanity Fair e il suo Passionaccia

    In vista dell’uscita di Passionaccia, suo primo libro da oggi in libreria, Enrico Mentana ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair nella quale rivela non pochi ‘dietro le quinte’ del suo rapporto con Mediaset, interrottosi bruscamente il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana Englaro. “Ho sempre difeso Mediaset da chi l’accusava di essere una dependance di Forza Italia, ma mi sono dovuto ricredere: ho assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi“.

    Fermo ai box da ormai tre mesi, Enrico Mentana ha approfittato della ‘pausa forzata’ per mettere nero su bianco molti retroscena del suo brusco divorzio da Mediaset, consumatosi con clamore la sera di lunedì 9 febbraio 2009, quando, poco dopo le 20.00 venne data notizia della morte di Eluana Englaro e Mediaset decise di mandare regolarmente in onda il Grande Fratello 9 mentre Bruno Vespa con il Tg1 organizzava di fretta e furia una puntata di prime time di Porta a Porta.

    Se quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso è pur vero che Mentana si sentiva un pesce fuor d’acqua a Mediaset già da tempo. Anzi è lui stesso ad individuare una data per la ‘rottura’, la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008. Una serata fatidica, alla quale risale una lunga lettera che Mentana indirizzò a Fedele Confalonieri esprimendogli tutto il suo disagio e il suo disappunto per la china che l’azienda stava prendendo. Lettera finora mai resa nota e che invece viene pubblicata nel libro Passionaccia, edito da Rizzoli e in libreria da oggi.

    Vanity Fair ne ha anticipato qualche stralcio. Il 21 aprile, a una settimana dalla vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, viene organizzata una cena cui partecipano i vertici Mediaset e i direttori delle varie testate giornalistiche. Ecco come la riassume Mentana nella lettera scritta di getto al ritorno a casa e indirizzata a Confalonieri, presidente del gruppo del Biscione: “La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto.

    Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine...”

    E già con questo attacco Mentana descrive bene l’atmosfera. Ma il gionalista continua e segna l’inizio della sua presa di distanza: “Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi“.

    Di certo l’uscita non è stata così ‘in punta di piedi’ come Mentana si augurava 10 mesi prima del burrascoso divorzio con l’azienda. Divorzio del quale tiene a precisare la dinamica dei fatti: “Io mi sono dimesso da direttore editoriale, dopodiché loro mi hanno licenziato da conduttore di Matrix. Mi ha sorpreso la determinazione a troncare – senza dialettica, e senza neppure il coraggio di dirmelo in faccia – un rapporto che durava da 17 anni“.

    E dire che in questi 17 anni proprio Confalonieri lo aveva più volte difeso, come ha raccontato Mentana al Corriere della Sera, anche da Berlusconi che ha richiesto più volte la sua testa, anche se, come spiega il giornalista, “si chiede la testa di qualcuno per non ottenerla; è uno ‘sfogatoio’, un modo per marcare il territorio“.
    Fatto sta che da quella sera il presidente di Mediaset non si è fatto più sentire, ed è una delle cose che ha più colpito Mentana, che l’aveva scelto anche come testimone di nozze.

    Ora con l’azienda è partita una guerra fatta di carte bollate: “Ho presentato una richiesta di reintegro al Tribunale del lavoro. La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Dopodiché, anche se dovessi vincere, Mediaset potrebbe ‘risolvere’ immediatamente il contratto. Ma voglio che siano loro a dire che mi mandano via“.
    Sarà interessante sapere cosa decideranno i giudici e soprattutto come si comporteranno i diretti interessati dopo la sentenza.

    845

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàEnrico MentanaMatrixMediasetPersonaggi TvPrimo PianoFedele-Confalonieri