Mentana: “Mediaset è un comitato elettorale”

  • Commenti (3)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Enrico Mentana: la copertina di Vanity Fair e il suo Passionaccia

In vista dell’uscita di Passionaccia, suo primo libro da oggi in libreria, Enrico Mentana ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair nella quale rivela non pochi ‘dietro le quinte’ del suo rapporto con Mediaset, interrottosi bruscamente il 9 febbraio scorso, la sera della morte di Eluana Englaro. “Ho sempre difeso Mediaset da chi l’accusava di essere una dependance di Forza Italia, ma mi sono dovuto ricredere: ho assistito a una scena che avrebbe fatto esultare i teorici del conflitto di interessi“.

Fermo ai box da ormai tre mesi, Enrico Mentana ha approfittato della ‘pausa forzata’ per mettere nero su bianco molti retroscena del suo brusco divorzio da Mediaset, consumatosi con clamore la sera di lunedì 9 febbraio 2009, quando, poco dopo le 20.00 venne data notizia della morte di Eluana Englaro e Mediaset decise di mandare regolarmente in onda il Grande Fratello 9 mentre Bruno Vespa con il Tg1 organizzava di fretta e furia una puntata di prime time di Porta a Porta.

Se quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso è pur vero che Mentana si sentiva un pesce fuor d’acqua a Mediaset già da tempo. Anzi è lui stesso ad individuare una data per la ‘rottura’, la notte tra il 21 e il 22 aprile 2008. Una serata fatidica, alla quale risale una lunga lettera che Mentana indirizzò a Fedele Confalonieri esprimendogli tutto il suo disagio e il suo disappunto per la china che l’azienda stava prendendo. Lettera finora mai resa nota e che invece viene pubblicata nel libro Passionaccia, edito da Rizzoli e in libreria da oggi.

Vanity Fair ne ha anticipato qualche stralcio. Il 21 aprile, a una settimana dalla vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, viene organizzata una cena cui partecipano i vertici Mediaset e i direttori delle varie testate giornalistiche. Ecco come la riassume Mentana nella lettera scritta di getto al ritorno a casa e indirizzata a Confalonieri, presidente del gruppo del Biscione: “La nostra cena si è conclusa da poche ore. Le dico francamente che è stato un errore invitarmi. Mi sono sentito davvero fuori posto. C’era tutta la prima linea dell’informazione, ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche per un minuto. Sembrava una cena di Thanksgiving… Un giorno del ringraziamento elettorale. Tutti attorno a me avevano votato allo stesso modo, e ognuno sapeva che anche gli altri lo avevano fatto. Era scontato, così come il fatto di complimentarsi a vicenda per il contributo dato a questo buon fine...”

E già con questo attacco Mentana descrive bene l’atmosfera. Ma il gionalista continua e segna l’inizio della sua presa di distanza: “Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo, e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo… Mi aiuti a uscire, presidente! Lo farò in punta di piedi“.

Di certo l’uscita non è stata così ‘in punta di piedi’ come Mentana si augurava 10 mesi prima del burrascoso divorzio con l’azienda. Divorzio del quale tiene a precisare la dinamica dei fatti: “Io mi sono dimesso da direttore editoriale, dopodiché loro mi hanno licenziato da conduttore di Matrix. Mi ha sorpreso la determinazione a troncare – senza dialettica, e senza neppure il coraggio di dirmelo in faccia – un rapporto che durava da 17 anni“.

E dire che in questi 17 anni proprio Confalonieri lo aveva più volte difeso, come ha raccontato Mentana al Corriere della Sera, anche da Berlusconi che ha richiesto più volte la sua testa, anche se, come spiega il giornalista, “si chiede la testa di qualcuno per non ottenerla; è uno ‘sfogatoio’, un modo per marcare il territorio“.
Fatto sta che da quella sera il presidente di Mediaset non si è fatto più sentire, ed è una delle cose che ha più colpito Mentana, che l’aveva scelto anche come testimone di nozze.

Ora con l’azienda è partita una guerra fatta di carte bollate: “Ho presentato una richiesta di reintegro al Tribunale del lavoro. La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Dopodiché, anche se dovessi vincere, Mediaset potrebbe ‘risolvere’ immediatamente il contratto. Ma voglio che siano loro a dire che mi mandano via“.
Sarà interessante sapere cosa decideranno i giudici e soprattutto come si comporteranno i diretti interessati dopo la sentenza.

Fonte | Corriere della Sera

Mer 13/05/2009 da Giorgia Iovane in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Angelo 13 maggio 2009 13:23
Subtract karmaAdd karma47 Punti

facile parlare ora!
ipocrita

Rispondi Segnala abuso
Marisa 14 maggio 2009 09:15
Subtract karmaAdd karma-81 Punti

Mentana ha ragione da vendere…
spero si rifaccia magari lavorando su Sky, è in gamba e può farcela anche senza Mediaset

Rispondi Segnala abuso
Ex prostituta e spia per i Berluscones: Deborah Perazzoli. Now on Faceboook too 5 settembre 2009 00:39
Subtract karmaAdd karma

ORA PARLO IO, CA..( Z…CA)..SPITERINA, ECCO!!!! Sono una ex spia e prostituta bisessuale: Deborah Perazzoli, ora pure su Facebook. I Berluscones mi han fatto fare orgie ( specie presso quei satanisti perversi dei Lions clubs), sesso anale centinaia di volte, mi han fatto sniffare quintali di cocaina, quasi sempe ( ma non solo) a fini di lercio spionaggio, spesso pur assassino. Dovevo andare a letto ( o far finta di volerci andare) con anti Berlusconiani, carpirne segreti, spifferare il tutto a qul maniaco bavoso schifoso corruttore bastardo figlio di cagna di di Fedele Confalonieri, a volte direttamente, a volte attraverso il suino massone lurido viscidissimo di Emanuele Cipriani, che poi mandava la mafia o i servizi segreti neo nazisti del porco corrotto schifoso perverso di Nicolo’ Pollari, a far ammazzare. Poi, un giorno, mi han chiesto, anzi imposto, di darla a Sandro Bondi, perche’ era in quel periodo “ un po’ depresso”. Mi ribellai, sono mica un psicofarmaco con le gambe e l’ano sempre aperto, eeeee, ca..o, come si fa a chiedere una cosa del genere, pur se a una prostitua chic e fascistissima come me? In ogni caso, urlai no ( a letto con Sandro Bondi, come andarci con un rotolo di carta igienica, come andarci con un pupazzo moscissimo) e tre giorni dopo rimasi senza lavoro. Io pero’ ho sangue arabo dentro me, e quando mi inca..o non guardo in faccia a nessuno e men che nessuno, ca..o. Ora smer.ero’ quello schifoso puzzone assassino pedofilo di Silvio Berlusconi e quel ricchione sfondato lardon ladrone di Giuliano Ferrara ( noto per far ingroppare, la sua vacca pazza di Anselma Dell’Olio, da vari gigolo’ turchi e macedoni, sperando, alla vista di detta vomitevolissimo spettacolicchio, di guarire la sua cronicissima nota impotenza). Scrivero’ ovunque di quando le lesbiche perverse Marina Berlusconi e Daniela Santanche’ mi denudarono in Fininvest ( nota pure come MAF…ININVEST) e mi misero dita e mani profondissimamente nella vagina, e mi costrinsero a leccarla a entrambe per sei ore ( che schifo, puzza in una maniera la Berlusconi…. anche a Daniela Santanche’ puzza, ma alla lesbicona perversissima nazista Marina Berlusconi puzza davvero da vomito eeeeee), per solo 612 euro ( e ancora un po’ mi chiedevano pure di farmi la fattucchiera, oops, intendevo, … di fargli la fattura), e cio’ per festeggiare un miliardo di dollari Us che la stesse avevano appena riciclato a narcos colombiani di estremissima destra, via scrofone ladro pervertito sessuale di Edoardo Lombardi di Banca Esperia ( di Banca Esperia, in quanto appena cacciato da Banca Mafiolanum Camorranum Ndrangolanum Mediolanum del pappa pappone Ennio Doris). Insomma, adesso PARLO E SCRIVO IO, Deborah Perazzoli: ex prostituta e spia fascista per Ma..Fininvest. Ve li do’ io ora autunno, inverno, primavera e estate calientona. Una bomba atomica sta per arrivare sul web di tutto il mondo. Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Rispondi Segnala abuso