Mediaset vince gli ascolti di autunno e “ringrazia” la Rai: “Si è suicidata”

Mediaset vince gli ascolti di autunno e “ringrazia” la Rai: “Si è suicidata”

Mediaset vince gli ascolti di autunno e "ringrazia" la Rai: "Si è suicidata"

    Piersilvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset

    Piersilvio Berlusconi ha annunciato ieri la vittoria di Mediaset nella gara per gli ascolti del primo periodo di garanzia, prima ancora della messa in onda del V Canto dell’Inferno. Non solo, ma ha commentato la settimana di “grandi eventi” Rai come “un suicidio, anzi tre volte un suicidio: commercialmente non ha nessun senso vincere o perdere per uno 0,1 %. Da un punto di vista economico dubito che si possano ripagare i programmi con un solo break dentro Celentano e praticamente nessuno spot per Benigni. E come operazione di immagine, complimenti al tempismo: per dare una riverniciata culturale alla tv di Stato aspettano gli ultimi giorni del periodo di garanzia pubblicitaria!“.

    Forte dei risultati finora registrati, Piersilvio Berlusconi non ha esitato a dichiarare vittora: fino a ieri Canale 5 era per un soffio davanti a RaiUno, con il 22,6 % di share contro il 22,5%. Ieri sera ai 10.070.000 spettatori di Benigni su RaiUno (per uno share del 35,68%) si sono contrapposti i 7.995.000 (28,59%) che su Canale 5 hanno seguito l’ultima puntata de Il Capo dei Capi. Non c’è stato, probabilmente, quel sorpasso tanto desiderato dalla Rai.
    Del resto, riprendendo un’analisi fatta questa mattina da Paolo Martini per La Stampa, se anche Benigni avesse ribaltato la situazione sul totale degli spettatori (cosa che a occhio non è avvenuta) si sarebbe trattato per la Rai di una vittoria di Pirro. I dati, infatti, sarebbero comunque a favore di Mediaset: “Sul cosiddetto target commerciale, ovvero gli spettatori tra i 15 e i 64 anni, obiettivo di quasi tutte le campagne pubblicitarie, Canale 5 è al 25 % contro il 18,5% di Raiuno (al rovescio, sugli over 65 la prima rete fa il pieno al 33,5% contro il 16,3 di Canale 5). Se si guarda poi alle nuove generazioni, gli spettatori tra i 15 e i 35 anni, RaiUno col 14,5% è finita addidirittura terza dietro a Italia 1 (15,8%), quasi clamorosamente doppiata da Canale 5 (27,9%)”.

    Piersilvio Berlusconi, inoltre, sottolinea la scarsa valenza commerciale dell’operazione Rai, che avrebbe speso più di quanto ha incassato, per raggiungere un risultato per lo più “morale“, visto che i periodi di garanzia per i due poli della tv generalista sono leggermente sfalsati e che peraltro riguardano le percentuali garantite agli investitori pubblicitari, non comportano necessariamente una gara per chi raccoglie più audience. Non dubitiamo, comunque, che alla fine risulteranno tutti vincitori, visto che la Rai ama calcolare i dati sul totale dei target, mentre Mediaset considera il target commerciale.

    Ma quanto ha speso la Rai e quanto ci ha guadagnato?
    Se la Rai ha speso 7 milioni e mezzo di euro per riportare Benigni in tv (il pacchetto prevede la serata di ieri – a due milioni e mezzo e le 13 seconde serate) Laura Rio de Il Giornale ha fatto i conti in tasca alla Tv di Stato in merito a quello che definisce “uno spottone” per il nuovo disco di Celentano. Domandandosi chi ci ha guadagnato, la risposta immediata (e circostanziata) è una sola, Adriano Celentano e la sua casa discografica.
    Ma ripercorriamo l’articolo de Il Giornale, ripreso da Digital Sat: “Facciamo due conti. Quello tra il Clan di Celentano e il primo canale Rai era stato studiato, con acume, come un vero e proprio matrimonio di interessi. Il cantante promuoveva il nuovo album, Raiuno gli dava una serata in cambio di garantiti alti ascolti con tanto di spot per venti giorni che reclamizzavano l’uno e altro, lo show e il cd.

    Risultato: lo share (32,29 per cento) del predicatore è stato praticamente uguale a quello che riesce a raggiungere la soldatessa Maria De Filippi con un molto più prosaico C’è posta per te. I costi? Centomila euro a Celentano. Più quasi 600mila euro per la produzione (scenografia, luci, autori, ospiti), in sostanza un costo di più di 8.000 euro al minuto. E gli incassi? Secondo una stima approssimativa, solo il break pubblicitario andato in onda a metà show ha fatto entrate nelle casse della Sipra circa due milioni di euro: ogni spot veniva venduto a 170mila euro e ne sono andati in onda 12. Mentre c’è stata una netta perdita per la scelta di far partire il programma subito dopo Affari tuoi: quel break pubblicitario tra i pacchi di Insinna e il programma di prima serata vale, in una serata normale (non evento come quella di Celentano), circa ottocentomila euro”.

    Fin qui si profilerebbe un guadagno per la Rai di oltre un milione di euro, ma la Rio precisa che “Sipra aveva messo in conto un bel 38-40% come risultato di share, facendo pagare di conseguenza gli spot. Peccato che gli ascolti siano stati, in media, più bassi. Ora si dovranno fare i conti: di norma, non si restituiscono i soldi agli inserzionisti pubblicitari. Per riequilibrare aspettative e reali risultati, si regalano altri spot, però, alla fine dei conti sono meno soldi che entrano“.

    Lo spot mandato in onda prima della serata di Benigni e quello che ha separato la fine della declamazione del V Canto dai ringraziamenti finali sono valsi per la Sipra 4 milioni, mentre per le tredici seconde serate l’invito all’ascolto (7” nell’anteprima, all’inizio e alla fine del prigramma) costerebbe da listino 800.000 Euro e gli spot 300.000. Ma i conti si faranno alla fine.

    Un bilancio non proprio positivo al momento per la Rai, quindi: si attendono riposte da parte di Viale Mazzini. Da parte nostra potremmo prendere in prestito un noto slogan pubblicitario, giusto per restare in tema, per dire che “una serata come quella di ieri non ha prezzo”.

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