Mediaset, Taodue prepara una fiction su Massimo Troisi

Mediaset, Taodue prepara una fiction su Massimo Troisi

Mediaset e Taodue lavorano a una fiction su Massimo Troisi: ad intepretare l'artista napoletano scomparso nel 1994 l'attore Fabio Troiano

    Mediaset e Taodue stanno preparando una miniserie su Massimo Troisi, indimenticabile comico napoletano scomparso nel giugno 1994 a soli 41 anni, pochi giorni dopo la fine delle riprese del suo ultimo film, Il Postino. A interpretarlo ci penserà Fabio Troiano, volto ormai noto delle fiction prodotte da Pietro Valsecchi. E per ricordarlo abbiamo scelto uno dei suo sketch più famosi, portato in tv con La Smorfia negli anni ’70, l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele. Un vero cult!

    Massimo era una persona speciale, oggi ci sono i dvd dei suoi film ma i giovani non l’hanno mai conosciuto” dice Pietro Valsecchi, gran capo di Taodue a Silvia Fumarola che lo ha intervistato per La Repubblica. “Racconteremo il sogno di un ragazzo del Sud che va alla conquista del cinema, il sogno realizzato di un grande attore, che avrebbe potuto ancora dare tanto” e che si è spento a 41 anni, ‘tradito’ dal suo cuore malato, messo a dura prova dalle fatiche de Il Postino, l’ultimo film da lui realizzato in veste di attore e regista.

    A ricostruire il vulcanico artista, che ha segnato più di una generazione di comici non solo partenopei e la cui foto campeggia oggi nei bar di Napoli insieme alle immagini di Totò e di Maradona, ci penserà Anna Pavignano, per anni compagna dell’attore e suo fedele braccio destro, che curerà la sceneggiatura della fiction. L’arduo compito di riportare Trosi sul piccolo schermo toccherà a Fabio Troiano, mentre è ancora da definire il regista. Le riprese partiranno in primavera.

    L’Italia è un paese che dimentica in fretta – dice ancora Valsecchi – oggi ci sono i dvd dei film di Massimo, ma i giovani, penso a mio figlio adolescente, non l’hanno conosciuto. Era tempo che stavo pensando al progetto di un film sulla storia umana e professionale di Troisi, e credo che finalmente i tempi siano maturi“. “Massimo era una persona speciale, un uomo ironico ma dotato di grande sensibilità – continua il produttore che ha avuto la fortuna di annoverarlo tra i suoi amici – Era intelligente e molto spiritoso, abbiamo passato insieme una settimana indimenticabile in un centro benessere. Mi sfidava a biliardo e vinceva sempre lui“.

    Valsecchi, quindi, si dice pronto ad affrontare un’altra difficile sfida fictional: dopo le polemiche scatenate da Il Capo dei Capi e L’Ultimo Padrino, incentrate sulle figure di Totò Riina e Bernardo Provenzano, dopo aver cercato di dare la sua chiave di lettura sul sequestro Moro, ora si vuol misurare su una figura senza dubbio meno ‘scottante’. Ma rendere la complessità di un artista amato e ancora nel cuore del pubblico tv non è certo un’impresa semplice: i ragazzini non lo conosceranno, ma chi ha almeno una trentina d’anni lo ricorda ancora perfettamente… e non è certo intenzionato a fare sconti.

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