Mediaset ‘sconfitta’ da Travaglio e Luttazzi

Mediaset ‘sconfitta’ da Travaglio e Luttazzi
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    Qualche giorno fa la Corte di Appello di Roma ha respinto il ricorso per risarcimento danni presentato da Mediaset contro Daniele Luttazzi e Marco Travaglio per alcune dichiarazioni ritenute diffamatorie dal Biscione e fatte dai due in una puntata di Satyricon in onda il 14 marzo 2001. Il Biscione aveva chiesto 2.500.000 euro di danni, ma si è vista condannata a pagare 120.000 euro di spese legali. In tutto questo sono passati appena 10 anni!

    Ricordate Satyricon, discusso programma della seconda serata di RaiDue condotto da Daniele Luttazzi? Sul comico e sullo show si scagliò l’ormai celebre ‘editto bulgaro’ del premier Berlusconi, che portò all’allontamento di Luttazzi, Santoro ed Enzo Biagi dalla tv di Stato per alcuni anni. Beh, Luttazzi in realtà non è mai tornato in Rai, andando invece a ‘far danni’ a La7, dove fu ugualmente ‘segato’ a causa di uno sketch decisamente trash su Giuliano Ferrara in Decameron.

    Vabbé, torniamo a noi: in una puntata di Satyricon Luttazzi ospitò Marco Travaglio, chiamato a presentare il suo ultimo libro, L’odore dei soldi, scritto con Elio Veltri. Nel corso dell’intervista non furono pochi i riferimenti a Mediaset che, ritenendosi diffamata, ha querelato Luttazzi e Travaglio (oltre alla Ballandi Entertainment che produceva il programma e Carlo Freccero, allora direttore di RaiDue) chiedendo 2,5 mln di euro di risarcimento danni.

    La richiesta del Biscione era stata respinta già in primo grado, ma Mediaset aveva deciso di ricorrere in appello: anche qui però il Biscione ha dovuto registrare una sconfitta.

    La Corte d’appello, infatti, ha confermato le decisioni prese in primo grado, affermando che “nelle parti dell’intervista dirette ad insinuare negli spettatori la convinzione che il successo dell’attività imprenditoriale dell’attuale presidente del Consiglio dei ministri abbia avuto origine da una ingente iniezione di capitali di provenienze illecita” non c’era alcun riferimento a Mediaset, in quanto “intervistato e intervistatore parlano sempre dell’on. Berlusconi, nominando sempre Berlusconi e qualche volta la Fininvest e altre società, ma mai Mediaset”. Il querelante, quindi, sarebbe dovuto essere Berlusconi, non Mediaset. In basso la seconda parte dell’intervista.



    Per di più la Corte ha sottolineato che i fatti cui Luttazzi e Travaglio hanno fatto riferimento sono precedenti alla nascita di Mediaset; inoltre non si sono riscontrati attacchi verso il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, la cui figura – secondo la Corte – “è messa in buona luce“. Insomma, anche per la Corte d’Appello non ci sono gli estremi di diffamazione nei confronti di Mediaset, che quindi si trova a dover pagare circa 120.000 euro di spese legali per una causa andata avanti 10 anni.

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