Mediaset ricorre al Tar contro decisione Agcom su Par Condicio

Mediaset ricorre al Tar contro decisione Agcom su Par Condicio

mediaset ha annunciato che ricorrerà al tar del lazio contro la decisione dell'Agcom di estendere alle tv private il regolamente rai sulla par condicio

    Par condicio, Mediaset ricorre a Tar

    Com’era prevedibile Mediaset non ci sta e ricorre al Tar del Lazio contro la decisione presa ieri dall’Agcom di estendere alle emittenti private il regolamento Rai in materia di comunicazione politica e di parità che entrerà in vigore nel mese precedente alle elezioni Regionali, in programma il prossimo 28 e 29 marzo, e che già aveva sollevato critiche e polemiche dai conduttori dei talk politici. Dopo il preventivo ricorso di Sky Italia anche Mediaset impugnera’ presso il Tar il provvedimento dell’Autorità, al fine di evitare gravi pregiudizi alla libertà editoriale e di impresa, entrambe costituzionalmente garantite”. Sul fronte La 7 le critiche all’equiparazione dei talk show alle tribunali elettorali arrivano da Gad Lerner.

    Il nuovo regolamento sulla Par Condicio per le trasmissioni elettorali durante il mese precedente le elezioni Regionali (dalla data di presentazione delle candidature allo svolgimento delle elezioni in programma il 28-29 marzo) non piace proprio a nessuno, né alla tv di stato né alle emittenti private: dopo le critiche dei conduttori Rai per il rischio che corrono i talk politici nell’imminente periodo elettorale e la preventiva istanza presentata al Tar del Lazio da Sky Italia proprio per sventare questa possibilità, adesso è Mediaset a schierarsi contro il regolamento in materia di comunicazione politica e di parità dopo che ieri la Commissione Servizi e Prodotti dell’Agcom ha deciso di estenderlo anche alle tv private.

    L’azienda del Biscione non ha perso altro tempo e ha subito annunciato il suo ricorso al Tribunale Amministrativo contro questa decisione che “risulta assolutamente priva di fondamento”.

    In un comunicato Mediaset si dice sconcertata per la delibera assunta ieri dall’Agcom per le tv private “con la quale si estendono anche ai programmi di approfondimento informativo le norme vigenti per i programmi di comunicazione politica, in violazione della legge n. 28/2000 come interpretata dalla sentenza n. 155/02 della Corte Costituzionale”.

    La Consulta, sottolinea la società, “ha infatti chiarito, al di là di ogni dubbio e con particolare riferimento alla emittenza privata, che la par condicio non può comportare la soppressione di ogni libertà di manifestazione del pensiero nelle trasmissioni di informazione in base ad esigenze di visibilità dei partiti politici.

    Agcom – si legge ancora nella nota – ha fatto proprio il regolamento della Commissione parlamentare di Vigilanza per il servizio pubblico che risponde a principi costituzionali ed è disciplinato da norme diverse da quelle che regolano l’emittenza privata”.

    Pertanto “l’estensione automatica delle norme sulla par condicio dettate per il servizio pubblico alle tv private risulta assolutamente priva di fondamento” e per questo Mediaset “impugnerà presso il Tar il provvedimento dell’Autorità, al fine di evitare gravi pregiudizi alla libertà editoriale e di impresa, entrambe costituzionalmente garantite”.

    Adesso non resta che aspettare il pronunciamento del Tar (già sollecitato preventivamente da Sky Italia) circa la legittimità/illegittimità della decisione dell’Agcom.

    Intanto da La 7 arrivano le critiche di Gad Lerner, preoccupato per il suo Infedele di fronte all’equiparazione dei talk show alle tribune elettorali: con queste norme si mette il “bavaglio alle trasmissioni di approfondimento, mentre si lascia totale libertà ai telegiornali la cui faziosità è acclarata“.

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