Mediaset ribatte alle critiche sulla causa YouTube

Mediaset ribatte alle critiche sulla causa YouTube

Per Mediaset era inevitabile la richiesta di 500 milioni di euro a YouTube

    Gina Nieri tra Mediaset e YouTube

    La causa milionaria intentata da Mediaset contro YouTube ha scatenato un polverone nel mondo web che considera l’azione legale di Mediaset un tentativo di censura nei confronti del social network più utilizzate del pianeta. Risponde alle critiche Gina Nieri, responsabile Mediaset per le relazioni istituzionali: “Siamo stati costretti, con le buone non abbiamo mai ottenuto nulla”, il succo dell’intervista rilasciata a L’Unità.

    La levata di scudi contro la richiesta di danni per 500 milioni di euro avanzata da Mediaset contro Google, proprietaria di YouTube, è stata ‘corale’ e ha coinvolto associazioni dei consumatori, sociologi, giornalisti, blogger, insomma è stata quanto mai trasversale.
    A rispondere alla critiche ci ha pensato, come detto, Gina Nieri a L’Unità. A quanto paure la causa milionaria si è resa necessaria dopo centinaia di inutili sollecitazioni al colosso multimediale per la rimozione del materiale caricato ‘illegalmente’. Evidentemente, a parte il caso dei Nemici di Maria, YouTube non è riuscita a chiudere tutti gli account contenenti materiale protetto da copyright, di qui la scelta di impegnarsi in una causa che si trascinerà, probabilmente, per le lunghe.

    Ma non si tratta solo dei contenuti caricati dagli utenti. “YouTube ha tratto un lucro commerciale da contenuti scippati, ha usato materiale Mediaset come base per banner pubblicitari e offerte commerciali ai propri utenti.

    Stiamo parlando di un colosso economico del web, non di un blog spontaneistico dove i ragazzi si scambiano video amatoriali” ha detto la Nieri, difendendosi così dalle accuse di ‘censura’ mosse a Mediaset da più parti. Non di un blog amatoriale si parla, ma di un colosso, quindi la causa è lecita e apprezzabile.

    Motivo di tanta decisa iniziativa sarebbe da ricercare nel “profondo rispetto che Mediaset ha nei confronti della proprietà intellettuale e dell’intero sistema di business che oggi viene finanziato dai diritti d’autore”. E su questo punto sarebbe carino anche intervistare gli autori tv da anni in lotta per il riconoscimento di un’equa distribuzione dei diritti d’autore.

    Fin quando non saranno stabilite nuove regole e nuove leggi per la tutela del diritto d’autore anche sulle ‘nuove’ piattaforme web, cause di questo tipo saranno inevitabili, dice la Nieri, che auspica sì un accordo extragiudiziale, capace però di coprire i ‘danni’ causati dalla illecita diffusione di materiali audiovisivi di proprietà.

    In effetti urgono nuove regole che disciplinino il settore radiotv italiano: in fin dei conti siamo fermi ancora a leggi degli anni ’30 e degli anni ’60. Voi che ne pensate?

    564