Mediaset: restyling sul web, intanto querela Repubblica

Mediaset: restyling sul web, intanto querela Repubblica

Due notizie di tenore completamente diverso riguardano Mediaset: la prima, di ordine squisitamente televisivo, vede il Biscione alle prese con il restyling del suo portale video, che dovrebbe iniziare a ragionare in termini di Hulu

    Silvio Berlusconi e De Benedetti

    Due notizie di tenore completamente diverso riguardano Mediaset: la prima, di ordine squisitamente televisivo, vede il Biscione alle prese con il restyling del suo portale video, che dovrebbe iniziare a ragionare in termini di Hulu.com; la seconda, invece, riguarda la cronaca giudiziaria, visto che il gruppo ha deciso di citare in giudizio per diffamazione il quotidiano Repubblica, che in un recente articolo l’ha disegnata come finanziata per il 20% dalla Mafia.

    Chi ha finanziato a metà degli anni Settanta l’ascesa imprenditoriale di Silvio Berlusconi, prima come nel settore edile e poi in quello tv? Repubblica dà la sua versione: a sostenere economicamente il Cavaliere sarebbe stata la famiglia mafiosa dei Graviano, lanciatasi negli anni ’70 in una serie di operazioni finanziarie al nord che avrebbero garantito la crescita dei suoi capitali. Questo fa capire l’articolo apparso ieri su Repubblica che ricostruisce una lunga pagina della storia dei rapporti tra Mafia, politica e mondo imprenditoriale in Italia, basandosi si una serie di testimonianze e di ipotesi ricostruttive.
    Molte testimonianze di “personaggi o consulenti che hanno lavorato come interni al gruppo”, rilasciate a Paolo Madron (autore, nel 1994, di una documentata biografia molto friendly, Le gesta del Cavaliere, Sperling&Kupfer), riferiscono che “sono [di Berlusconi] non meno dell’80 per cento delle azioni delle [22] holding [che controllano Fininvest]. Sull’altro 20 per cento, per la gioia di chi cerca, ci si può ancora sbizzarrire”. Sembra di poter dire che il peso del ricatto della famiglia di Brancaccio contro Berlusconi può esercitarsi proprio tra le nebbie di quel venti per cento“: questo uno dei tanti passaggi dell’articolo di Repubblica (che potete leggere integralmente qui) che hanno fatto imbestialire Mediaset, tanto da spingerla a citare gli autori dell’articolo, Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo, per diffamazione.

    Con riferimento alle affermazioni gravemente diffamatorie contenute in un articolo odierno di Repubblica in cui si insinua che il 20% di Mediaset appartenga alla mafia – si legge in un comunicato stampa del Biscione – Mediaset agirà giudizialmente contro gli autori dell’articolo e il direttore responsabile di Repubblica. L’azione verrà effettuata a tutela dell’onore e della reputazione di una società quotata al cui capitale partecipano primari investitori istituzionali – nazionali e internazionali – e più di 200.000 risparmiatori italiani“.
    Queste le decisioni in casa Mediaset, che avviano di fatto un’altra battaglia nella lunga guerra tra il Cavaliere e il gruppo L’Espresso di De Benedetti.

    Le accuse sono gravi, le fonti però citate: ma siamo solo all’inizio di una nuova vertenza politico-editoriale.

    Venendo ad argomenti senza dubbio più leggeri, Mediaset sta provvedendo al restyling del suo portale video: il modello di riferimento dovrebbe essere quello di hulu.com, che darebbe maggiore interattività tra utente e contenuti. Il debutto dovrebbe avvenire tra dicembre e gennaio, mentre bisognerà aspettare lo switch-off in Lombardia (giugno 2010) per vedere sul dtt Italia 2 (che però potrebbe cambiare nome) e il canale all news di Mediaset, sui quali si lavora da tempo. Staremo a vedere.

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