Mazzi dice addio a Sanremo e attacca: ‘Per la Lei Celentano è un delinquente senza qualità’

Mazzi attacca Lorenza Lei e dice addio al festival: 'E' finito un ciclo, dopo sette anni non ho più idee

da , il

    Gianmarco mazzi dice addio a Sanremo

    Gianmarco Mazzi lascia Sanremo: non è proprio una novità e la decisione non dipende dalle tante polemiche Rai per la presenza di Celentano a Sanremo 2012. Decide, però, di anticipare il suo addio al Festival e alla sala Stampa di un giorno, dando l’annuncio al termine del duro incontro di oggi. E usa toni molto forti per commentare la nota che il dg Lorenza Lei ha diffuso ieri sera: Da quella nota emerge che per la Lei Celentano è ‘un delinquente senza qualità‘, una cosa per lui inammissibile. Il sillogismo della Lei non gli è affatto piaciuto, così come il tentativo di ‘scaricare’ tutta la ‘responsabilità’ della presenza di Celentano sulla direzione artistica. E grida alla Rai: ‘Ditelo che ho fatto un buon lavoro. Ditelo che negli ultimi quattro anni non ho sbagliato un colpo!‘. E chiede un pubblico riconsocimento per il suo lavoro. Ma tradizionalmente la riconoscenza non circola a Viale Mazzini.

    L’attacco di Gianmarco Mazzi nella conferenza stampa di oggi a Lorenza Lei ha fatto sussultare la sala stampa. I mezzi termini non si adattano a Mazzi, che già tradizialmente non si nasconde dietro dichiarazioni diplomatiche, tantomeno ora (e quest’anno, in generale) che lo è ormai con due piedi fuori da Sanremo.

    Tutto parte dalla nota di Lorenza Lei di ieri sera: il direttore di RaiUno Mauro Mazza si dice completamente d’accordo con i contenuti della nota (‘Avrei potuto scriverla io: dice in perfetto italiano e in modo molto più autorevole di quanto possa fare io le cose che affermo da qualche giorno‘) e finisce per scatenare ancora di più l’ira di Mazzi.

    Al direttore aristico del Festival non sono piaciuti soprattutto un paio di passaggi di quella nota che definsice ‘talmente articolata da sembrare scritta a più mani. Ho come l’impressione che Lorenza Lei sia stata forzata a farlo‘, dice Mazzi, facendo così aleggiare l’ipotesi di una Lei ‘manovrata’ dall’alto. Ma rileggiamo i punti salienti della sua lettera.

    La televisione di Stato non deve essere luogo di provocazione ed eccessi per riscuotere successo, ma il luogo dove per tre ore si può concentrare il grande spettacolo al servizio della grande musica (…) E’ necessario mantenere viva la cifra che tiene insieme le parole utilità e intrattenimento, parole cardine per il Servizio pubblico. (…) Gli stessi contratti che tutelano le libertà degli artisti, garantiscono all’azienda tutti gli strumenti di tutela necessari. Quel che è certo e va rivendicato con altrettanta energia e per le medesime ragioni è che gli ascolti sono importanti ma non possono rappresentare, nè in effetti rappresentano, l’unico elemento di valutazione. Occorre coniugare ascolti e qualità. Il segno più potente del successo del Festival di Sanremo è il rapporto rinsaldato con i telespettatori giovani che ieri sera (terza serata, n.d.r.) sono stati numerosi ed hanno apprezzato lo spettacolo. Perché la Rai è in grado di offrire grande spettacolo con la migliore qualità dei suoi artisti, dei suoi dirigenti, dei suoi lavoratori e mezzi di produzione‘.

    Quindi il ‘monito’ in vista del ritorno di Celentano all’Ariston: ‘Il buon senso e la correttezza prevalgano nelle ultime due serate perché non sia necessario, al termine del festival, procedere ad iniziative conseguenti a violazioni contrattuali‘.

    Gianmarco Mazzi non ci sta e affonda: ‘A differenza di Mazza, non sono per nulla d’accordo con quella nota, che mi ha dato molto dispiacere perché da essa emerge che la Lei giudica un bravissimo artista come Celentano ‘un delinquente senza qualita’. Io l’ho letta così e non mi sembra una nota rispettosa‘.

    Aggiunge, avvelenato, che dalla puntualizzazione che la Rai ha chiamato Celentano su ‘pressione’ della direzione artistica, viene fuori che la direzione artistica non abbia portato in scena un grande artista. ‘Leggo che la Rai non deve essere un luogo di provocazioni ed eccessi per fare ascolti. Bisogna coniugare ascolti e qualità. Visto che abbiamo fatto gli ascolti, vuol dire che non abbiamo fatto qualità?’, tuona Mazzi che quindi si rivolge a Mazza, rappresentante dell’azienda in sala stampa: ‘Ditelo che Celentano è un grande artista, che è qualità, e non un delinquente‘, incalza Mazzi, riuscendo ad ottenere da Mazza un diplomatico ‘è un grandissimo artista‘, che evita al direttore di RaiUno di pronunciare la parola ‘qualità’, vero oggetto della questione.

    Ma Mazzi cerca anche un riconoscimento per il proprio lavoro, che la nota della Lei sembra squalificare del tutto, manifestando piuttosto la ‘volontà’ della Rai di smarcarsi dalle scelte artistiche. ‘Dite che da quattro anni non sbaglio un colpo, altrimenti c’è qualcosa di poco sano. Ditelo!‘.

    Arriverà probabilmente a bocce ferme una notarella stardard di ringraziamento (algida e di facciata), ma nel frattempo Gianmarco Mazzi conferma l’addio al Festival. Il suo contratto di fatto scade oggi, con la chiusura della 62ma edizione e anticipa di qualche ora il suo commiato dalla stampa: ‘Pensavo di dare il mio addio domani, ma visto che mi trovo ho deciso di non venire in salata stampa domani. Considero chiusa la mia esperienza a Sanremo: dopo sette anni non ho più idee da dare a questa manifestazione. E’ una decisione presa già un mese fa e tutto questo non c’entra nulla. Ho fatto tutto quello che era possibile, credo di aver fatto un ottimo lavoro e ho la coscienza a posto‘. Lo stesso, forse, non si può dire dei vertici Rai, pronti a scaricare chiunque pur di sembrare ‘intonsi e illibati’.

    In ogni caso l’addio di Mazzi era ampiamente previsto: ci tiene a specificare che nessuno ha chiesto le sue dimissioni e che si tratta di una decisione presa a naturale scadenza del contratto; quindi Antonio Verro è ‘pregato’ di non assumersi meriti, per quanto immaginiamo subito una bella nota di plauso e soddisfazione per la Lei e per la decisione di Mazzi, a lui indigesto da anni insieme a Lucio Presta.

    Non c’è bisogno che Mazzi lo precisi, ma riteniamo che nella sua decisione sia stato determinante la prevista rivoluzione organizzativa di Sanremo, in vigore dal prossimo 1° marzo, con la direzione artistica di fatto ‘sottomessa’ all’Azienda. Il ruolo di sottoposto non si addice a Mazzi, soprattutto dopo tutto quello che ha fatto per Sanremo nei suoi 7 anni di gestione: dal 2005 al 2012, con la sola pausa del ritorno di Baudo nel 2008. E il suo rinnovamento – targato Bonolis 2005 – resta la pietra di paragone dei record del festival sul piano degli ascolti. Più di questo…chapeau.

    E giungono ‘tardivi’ i complimenti e i ringraziamenti di Antonio Marano: ‘Il Festival di Sanremo e la Rai devono molto a Gianmarco Mazzi, che in questi anni ha svolto un lavoro eccellente a livello artistico. E anche in questi giorni, al di là delle polemiche, gli si deve riconoscere la capacità di aver scritto una pagina importante nella storia della musica italiana e internazionale‘ ‘Un riconoscimento ‘dovuto e non richiesto‘ precisa Marano ‘per la sua grande capacità di riuscire a costruire i Festival degli ultimi anni: se hanno sempre avuto riconoscibilità e identità, è merito della sue esperienza‘. Ma Mazzi non si fa abbindolare con un comunicato stampa: come ribadito in conferenza vuole un riconoscimento pubblico dalla Rai: ‘Se continuate a mandare messaggi privati senza fare complimenti pubblici, c’è qualcosa di poco sano, voglio che diciate che non ho sbagliato niente‘. Ci riuscirà?