Max Gazzè dopo X Factor: ‘Il digitale ha distrutto l’empatia del musicista’

Max Gazzè dopo X Factor: ‘Il digitale ha distrutto l’empatia del musicista’

Il cantante, dopo aver partecipato agli Home Visit del talent show di Sky, ha spiegato come, a suo parere, le nuove tecnologie abbiano rovinato le emozioni trasmesse dalla musica in analogico.

    Max Gazzè, dopo aver partecipato come ospite di Alvaro Soler a Barcellona, agli Home Visit per la categoria gruppi di X Factor 10, ha rilasciato delle dichiarazioni riguardanti come il passaggio dall’analogico al digitale abbiamo cambiato la musica, ma anche il mondo stesso dei musicisti, distruggendo l’empatia che in tempi precedenti il musicista creava grazie alla sua musica. Secondo il cantante si cercherebbero di compensare questa perdita con i talent show come X Factor, oltre che con le immagini.

    Max Gazzè, recentemente ospite agli Home Visit di X Factor, ha spiegato come il mondo della musica sia totalmente cambiato negli ultimi tempi. Il cantante romano, intervistato dal Corriere della Sera, ha risposto alle domande a lui poste dopo che aveva preso parte in tv, proprio ad X Factor, aiutando Alvaro Soler a scegliere quali gruppi portare ai live del talent, contro le categorie degli altri giudici Fedez, Manuel Agnelli ed Arisa.
    ‘A X Factor ogni giudice ha un ruolo. E io non credo che sarei capace di recitarne uno’ ha dichiarato Gazzè, dopo che gli è stato chiesto cosa ne pensasse del talent: ‘Quest’estate ho fatto le selezioni della sezione ‘gruppi’ con Alvaro Soler, in Spagna. Prima X Factor mi sembrava solo la sagra del bel canto. Ora hanno ampliato un po’ gli orizzonti. Ma troppo spesso nei talent si vedono copie di copie di copie di cantanti.

    L’emotività non passa. E allora si cerca di riprodurla artificialmente con un gigantesco corredo di immagini.’

    Ma quello che preoccupa Max Gazzè, più del talent in sé, è il problema del passaggio subito da analogico a digitale: ‘L’analogico, il vinile e la cassetta col nastro riuscivano a trattenere anche le frequenze elettromagnetiche dell’artista, l’empatia del musicista. E con esse le emozioni tipiche che si provano durante un concerto live. L’opera d’arte che si compie nel momento in cui si fa tramite tra le emozioni dell’artista e chi contempla l’opera’ ha spiegato il cantante, ammettendo come sia totalmente cambiato anche il rapporto della gente con la musica e i musicisti: ‘Con il digitale, invece, al momento non si riesce a replicare quelle frequenze, quell’empatia. E quindi l’ascolto della musica oggi rimane a un livello di interpretazione cerebrale, non riesce ad essere emotivo. E allora che cosa si fa? Si compensa con le immagini, con gli show. Costruendo quelle grandi pantomime che sono i talent.’

    Max Gazzè quindi ha dichiarato di non essere contro X Factor o altri talent show musical, bensì di non capire come sia stato possibile perdere l’empatia che prima il musicista riusciva a creare, ma soprattutto si dice preoccupato perché quest’importante empatia è stata sostituita dai talent show, senza cercare di recuperare l’emozione della musica.

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