Mauro Masi: “Santoro? Un gran professionista!”

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    A qualche mese di distanza dalla sua uscita dalla Rai, Mauro Masi sembra aver sotterrato l’ascia di guerra nei confronti del suo acerrimo nemico Michele Santoro, che ha cercato di fermare con ogni mezzo dall”insano’ intento di andare in tv con il suo Annozero. “Santoro è sicuramente un grande professionista e si vedrà che, nella realtà, è molto meglio di come si sforza di apparire, a beneficio del suo pubblico, che lo vuole a tutti i costi nel ruolo del provocatore. Sarà un’autentica sorpresa“: così Mauro Masi dalla pagine di Chi, che ha pubblicato oggi una sua intervista davvero eccezionale. E’ il sole agostano che dà alla testa o sotto cova qualcosa?

    Ha quasi dell’incredibile leggere quanto detto da Mauro Masi a Chi a proposito di Michele Santoro, che fino a qualche mese fa è stato il suo peggior incubo. Evidentemente l’aver lasciato la scottante poltrona di direttore generale della Rai (su cui ora si agita Lorenza Lei) e l’uscita di scena di Michele Santoro (che medita con calma sul suo eventuale ritorno in tv, sul web con Freccero o in tv con La7) ha addolcito l’ex dg, che sembra davvero un’altra persona. Beh, in fondo nel suo ‘elogio postumo’ a Santoro non manca qualche frecciata: in effetti gli dà del ‘bifronte’, o quanto meno di un giornalista che cerca di passare per quello che non è; insomma, non proprio una lode per chi fa della libertà, del pluralismo e della trasparenza il suo ‘grido di battaglia’.

    Comunque, complice la ‘riflessione’ sulla sua esperienza in Rai, elaborata in un libro in uscita in autunno dal titolo Viale Mazzini, Masi sembra pronto a fare autocritica: “La famosa telefonata a Santoro? Non la rinnego, ma sarebbe stato meglio andare in trasmissione di persona” dice ora Masi, pronto a raccontare il suo “rapporto inedito e inaspettato” con Santoro (vuoi vedere che andavano in vacanza insieme?).

    E tornando alla Rai ribadisce che “Quella di viale Mazzini è stata un’esperienza professionale importante ma, per come era andata ultimamente, uscirne ha significato davvero una liberazione“. “Amo le sfide – ha aggiunto Masi -anche se questa è stata più difficile del previsto. Non sono riuscito a far arrivare il mio messaggio: la volontà di applicare le stessere regole a tutti. Da Bruno Vespa a Giuliano Ferrara, a Michele Santoro. Ho il rimpianto di non essere riuscito a comunicare ciò che volevo. Non ho digerito il fatto di passare come un censore, ma il tempo mi darà ragione“.

    Non manca un riferimento anche allo scandalo P4 e ai rapporti con Luigi Bisignani, ‘documentati’ da ore di intercettazioni telefoniche rimbalzate sulla stampa. “E’ un amico da trent’anni – spiega Masi – Con cui parlavo di tutto, tipo ‘quattro amici al bar’. Ascolto tutti, ma poi decido sempre con la mia testa“. A voi i commenti…