Mauro Masi, ancora una giornata di chiarimenti

Mauro Masi, ancora una giornata di chiarimenti

Dopo il lungo mercoledì trascorso a dare spiegazioni e a ricevere moniti, Mauro Masi tira le somme della giornata di ieri: a lui spetta decidere sul contratto di Marco Travaglio, ha detto Agcom, a lui chiarire i motivi dello spostamento di Ballarò e dei contratti mancanti per Che Tempo che Fa

    Dopo il lungo mercoledì trascorso a dare spiegazioni e a ricevere moniti, Mauro Masi tira le somme della giornata di ieri: a lui spetta decidere sul contratto di Marco Travaglio, ha detto Agcom, a lui chiarire lo stato del DTT Rai e dei contratti mancanti per Che Tempo Che Fa.

    Partiamo da un dato di fatto: tocca a Mauro Masi, direttore generale della Rai, e solo a lui, decidere sulla firma o meno del contratto di Marco Travaglio: gliel’ha ribadito anche l’Agcom, che ha tenuto a sottolineare, però, il rischio di una multa milionaria (circa 90 milioni di euro) qualora Santoro o Travaglio calcassero ‘troppo la mano’ con il loro “giornalismo apoditticamente contro a priori”, come l’ha definito lo stesso Masi. Ed è proprio questo uno dei punti “su cui riflettere” per Masi, che afferma di lavorare per garantire la pluralità dell’informazione e fare in modo che non si facciano “trasmissioni contro“. “In nessun paese al mondo – ha detto Masi – ho visto reti di servizio pubblico che fanno trasmissioni politicamente contro e su questo c’è bisogno di riflettere“.

    Sul fronte Porta a Porta-Ballarò, invece, Masi ha spiegato che lo spostamento della puntata di Floris è stata una sua decisione “dettata da un discorso di continuità editoriale“: “Porta a Porta aveva seguito il giorno stesso del terremoto e il mese dopo gli eventi nelle zone colpite dal sisma – ha detto il dg della Rai – e come da regola d’azienda quando l’informazione va in prima serata sulla rete ammiraglia c’è una riqualificazione di tutti i palinsesti Rai. Non c’è stato alcun altro motivo.

    Ne ho parlato sia con Ruffini che con Floris, che erano di parere contrario“.

    Poco felice anche la situazione economica della Rai, sulla quale Masi ha fatto rapporto alla commissione: 50 milioni il deficit previsto per il bilancio 2009, che dovrebbe salire a 220 milioni del 2010. “Il peggiornamento – ha detto Masi – è dovuto anche ai grandi eventi in agenda, dalle Olimpiadi invernali ai Mondiali di calcio, per i quali si registra un’ulteriore perdita di 80 milioni visto che sono stati ceduti i diritti pay a Sky”.

    Ma per Masi si prepara un altro pomeriggio difficile: alle 14.30 nuovo incontro con la Commissione di Vigilanza Rai per vagliare la situazione dei contratti di Travaglio e del cast di Che Tempo Che Fa (Luciana Littizzetto, Aldo Giovanni e Giacomo e Fabio Fazio), del mancato rinnovo del contratto con Sky e dei problemi della copertura del segnale DTT Rai.
    Direbbe Eduardo “Adda passa’ ‘a nuttata”.

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