Mauro Marin schizofrenico prima del GF 10

Mauro Marin schizofrenico prima del GF 10

Mauro Marin ha confessato in un libro pubblicato da Chi di aver avuto per anni problemi psichiatrici, a quanto pare non ancora risolti

    Alzi la mano chi, almeno una volta, dopo aver visto alcuni comportamenti decisamente sopra le righe di Mauro Marin, ha pensato che il vincitore della decima edizione del Grande Fratello avesse qualche rotella fuori posto. Ebbene era proprio così. Prima di entrare nella casa più spiata di Cinecitt Marin ha fatto per anni udo di psicofarmaci ed è stato addirittura legato con la camicia di forza durante il ricovero in un reparto psichiatrico. A raccontare la sua “vita in manicomio” prima del GF10 è lo stesso Marin, ma quello che stupisce di più è che il suo malessere fisico e mentale era noto agli autori del reality show di Canale 5, che lo hanno comunque scelto tra i concorrenti e chissà magari proprio per questa sua particolarissima (e pericolosa per gli altri?) vicenda personale.

    Che Mauro Marin fosse un tipo strano, con la sua faccia da stralunato, personalmente l’ho pensato appena l’ho visto, quando doveva essere “vittima” della gag con Cristina Del Basso. Nella casa del Grande Fratello 10 l’imprenditore di Castelfranco Veneto ne ha combinate di tutti i colori sin dall’inizio. Ma è sempre stato graziato dagli autori (e ora forse si capisce anche perché). In ogni caso, con tutti i dubbi e le perplessità sul suo comportamento, mai avrei immaginato che i problemi di Mauro potessero così seri e che la produzione nonostante ne fosse a conoscenza abbia deciso di “rinchiuderlo” per cinque mesi nella casa di Cinecittà.

    A rivelare di aver sofferto di gravi disturbi psichici (una schizofrenia affettiva con disturbo bipolare che lo ha costretto a vivere per anni in un reparto psichiatrico) e di essere ancora domiciliato in ospedale nel periodo dei casting è lo stesso Marin che si confessa nel libro “C’è una cosa che non vi ho detto” di cui il settimanale Chi ha pubblicato alcuni stralci nel numero in edicola questa settimana.
    Ammetto che la camicia di forza non mi è mai piaciuta. Ricordo che quando mi legavano nel letto di contenzione, non sentivo più il sangue che circolava nelle vene.

    I farmaci per un lungo periodo mi hanno ucciso. La mia motricità era rallentata. In manicomio, anzi nella struttura, perché è così che si chiama, le giornate sono uguali. Ho pensato spesso e volentieri che mi sarei potuto lanciare dal terzo piano o buttarmi sotto un treno” scrive Mauro che poi, a proposito della partecipazione al GF 10, aggiunge: “ Facevo i provini per il reality, ma ero domiciliato nella struttura. Il dottor Carlo Alberto Cavallo, psicologo del programma, sapeva tutto. Mi diceva che stavo bene e che ero pronto”.

    Condivido la critica di Aldo Grasso che, interpellato da Chi sulla vicenda, ha dichiarato: “Capisco che chi deve fare i casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche; ma trovo gravissima la vicenda. Sono stupito”. Di parere contrario Alessandra Comazzi de La Stampa che invece difende la produzione del GF: “Chi siamo noi per dire che ha sbagliato? Chi siamo noi per impedire a un ragazzo di godere di un’occasione?”. E chi siamo noi per impedire agli altri concorrenti di decidere se rimanere o meno nella stessa casa in cui vive un soggetto con gravi problemi psichici? A voi i commenti…

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