Maurizio Gasparri si oppone al documentario Cocaina

Maurizio Gasparri si oppone al documentario Cocaina

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    Una scena del documentario Cocaina

    Neanche il tempo di essere presentato alla stampa che già fa polemica: parliamo del documentario Cocaina, firmato da Roberto Burchielli e Mauro Parissone, previsto per domenica 9 dicembre in prima serata su RaiTre e di cui abbiamo parlato solo due giorni fa. Maurizio Gasparri ha lanciato il suo anatema: “Vera e propria pubblicità alla cocaina”.

    Il parlamentare di An chiede la sospensione immediata sia dello spot che sta andando in onda su RaiTre, sia, ovviamente, del docu-film, che inaugura una serie di appuntamenti con il documentario d’autore. Come nello stile dei registi, il film, girato in presa diretta, mostra la realtà nella sua crudezza, una realtà che ha visto negli anni un aumento esponenziale del consumo di una droga fino a poco tempo fa considerata ad appannaggio dei ricchi. Come ricordano gli autori: “E’ diventata la droga per tutti. E’ usata per divertirsi, ma anche dagli operai per lavorare di più. A Milano ogni giorno si consumano 120.000 dosi e 240.000 nel weekend”. E’ dello scorso febbraio uno studio condotto sulla rete fognaria di Firenze che fece scalpore: i risultati evidenziarono una concentrazione di residui di polvere bianca superiori a quelli registrati a Londra, città già considerata ai vertici del consumo di droga.

    Gasparri, come già il suo collega Mastella a proposito della fiction Il Capo dei Capi, crede evidentemente che tacere qualcosa equivalga a cancellarla: “se non se ne parla non esiste” sembra essere il motto della classe politica italiana nei confronti di aspetti concreti della vita sociale, di vicende vissute nel quotidiano dalla gente, sia che si tratti di Mafia che di droga.

    Un atteggiamento davvero inaccettabile, motivato in maniera, a nostro avviso, ancora più aberrante. In pratica l’assunto che giustifica la richiesta di cancellazione sottende la totale ingenuità del pubblico televisivo, che “se vede una cosa in tv la imita“.

    La richiesta di Gasparri è stata immediatamente oggetto di risposte politiche: Francesco Ferrante e Franco Ceccuzzi del Pd, nonchè il verde Marco Lion, difendono il prodotto considerando che “il problema cocaina esiste, è giusto che il servizio pubblico ne parli”. Dello stesso avviso Paolo Ruffini, direttore di RaiTre, che conferma la messa in onda del programma. D’altra parte il rapporto dei politici con la cocaina è sempre stato difficile. Lo dimostra senza dubbio il caso di censura che colpì Le Iene all’inizio della scorsa stagione tv, quando il Garante per la privacy impedì la messa in onda di un servizio in cui i parlamentari si sottoponevano al test per la verifica del consumo di sostanze stupefacenti.

    Prepariamoci a seguire il documentario, che ricostruisce le notti della droga a Milano: dalle ronde della Mobile alle testimonianze di ex spacciatori e di consumatori insospettabili. “Ci interessa vivere i fatti mentre accadono, trattare storie forti, centrali, popolari – dicono gli autori – storie che siano accessibili a tutti e non solo a quelli che si possono permettere l’abbonamento a Sky. Dare la possibilità di conoscere, di capire in che paese viviamo non può essere un privilegio a pagamento, ma un diritto civile“. A cui qualche politico evidentemente si oppone.