Maurizio Crozza non passa in Rai, il dg Gubitosi se la prende con la politica

Maurizio Crozza non passa in Rai, il dg Gubitosi se la prende con la politica

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, se la prende con le interferenze della politica che hanno fatto saltare la trattativa con Maurizio Crozza

da in La 7, Maurizio Crozza, Rai

    Luigi Gubitosi si scaglia contro la politica per il mancato arrivo in Rai di Crozza

    Aria di tempesta ieri in Parlamento, quando il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha preso la parola in Commissione di Vigilanza. Il dirigente Rai si è scagliato duramente contro i politici che hanno impedito il passaggio in Rai di Maurizio Crozza, lamentandosi della poca libertà che ha l’azienda pubblica nel portare avanti questo tipo di trattative. Non sono mancate repliche piccate da parte degli stessi politici.

    Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi non nasconde il suo disappunto per il mancato passaggio di Maurizio Crozza a Viale Mazzini e, rispondendo in Commissione parlamentare di Vigilanza ad una domanda dell’ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, ha dato esplicitamente la colpa del fallimento della trattativa alle “interferenze della politica”.

    Una presa di posizione forse un tantino ingenua, visto che la voglia dei politici di occuparsi delle TV pubblica non è certo notizia di oggi, e che eppure fa scalpore, provenendo da un dirigente di così alto livello. Gubitosi ha dichiarato che le polemiche sugli stipendi di tutte le star della Rai non mettono il servizio pubblico in condizione di competere in maniera concorrenziale sul mercato; “Un’eventuale imposizione alla Rai dell’obbligo di rendere noti i compensi non sarebbe priva di implicazioni di carattere concorrenziale. Solo la Rai avrebbe l’obbligo di trasparenza a livello di dettaglio disaggregato.

    La pubblicazione dei compensi potrebbe ridurre la capacità della Rai di trattenere risorse“, ha detto Gubitosi citando il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà.

    Per quanto riguarda la trattativa saltata per Crozza, Gubitosi individua chiaramente le responsabilità: “È comprensibile che Crozza abbia preferito un’altra soluzione… Non siamo riusciti a chiudere la trattative per le polemiche sui compensi che hanno creato forte tensione… Si sono sentite molte cifre, ma io posso dirvi che il costo di una serata di Crozza sarebbe stato completamente ripagato dalla pubblicità“. Gubitosi ha poi rivolto un appello ai parlamentari della commissione: “Per favore lasciateci operare nel mercato senza interferenze“.

    Le dichiarazioni di Gubitosi devono aver evidentemente colto nel segno, viste le reazioni che hanno scatenato, soprattutto da parte del PdL. Il capogruppo Renato Brunetta, che della battaglia per la trasparenza dei compensi in Rai ha fatto una sua bandiera, ha dichiarato che “è paradossale quello che dice Gubitosi, cioè che non sia stato sottoscritto il contratto con Crozza solo perchè c’è stata una richiesta di trasparenza… un’azienda pubblica che ha paura della trasparenza è un’azienda che è in difficoltà morale“. Un ragionamento sensato, in linea di principio; tuttavia non sarebbe il caso che la Rai possa competere sul mercato alle stesse condizioni delle altre aziende, incentivando un regime più concorrenziale? E, più in generale, non sarebbe il caso che la politica desse un po’ di respiro alla Rai? Se è vero che, come dice Gubitosi, il programma di Crozza sarebbe stato redditizio per la Rai, le ingerenze della politica non hanno fatto più danni di quanti ne volessero evitare?

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